Con Green New Deal (dall’inglese “nuovo corso verde” o “nuovo patto verde”) si intendono i provvedimenti economici, sociali ed energetici che l’Europa sta promuovendo per attivare una vera green economy. In quest’articolo parliamo di tutti gli aspetti interessati da questa nuova politica in fase di attuazione. Dal New Deal americano al Green Deal europeo Il nuovo Green Deal che l’Europa sta promuovendo attivamente prende spunto dal New Deal americano di Roosevelt. Il celebre piano di provvedimenti attuato dal presidente USA nel corso degli anni Trenta prevedeva misure economiche e sociali per far fronte alla grande depressione che aveva investito gli Stati Uniti a partire dal 1929. Oggi le esigenze sono ben diverse, ma la criticità della situazione di partenza è a livelli simili. La necessità di generare un nuovo corso che permetta all’economia di ripartire si fa sempre più impellente per diversi fattori. La crisi sanitaria mondiale, le sue conseguenze economiche e l’esigenza di una svolta di tipo ambientale sono fattori che sembrano guidare le iniziative di Bruxelles. Cos’è il Green Deal Figura centrale di questo “nuovo patto verde” è Ursula von der Leyen, attuale presidente della Commissione Europea. La presidente ha infatti progettato il Green Deal europeo per favorire una transizione equa e giusta verso un’economia più rispettosa dell’ambiente. In sostanza il piano prevede una ingente mole di investimenti volti a favorire il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nell’accordo di Parigi del 2015. Questo accordo prevede di contenere l’aumento della temperatura globale per salvaguardare la specie umana e la biodiversità. In quest’ottica trova grande importanza il fattore energetico, attualmente responsabile del 75% delle emissioni inquinanti. Con il Green Deal l’Europa si prefigge pertanto di essere il primo continente ad emissioni zero entro il 2050. Per far questo è necessario attivare investimenti di lungo periodo, che permettano agli Stati di sostenere le economie in una transizione energetica oramai necessaria. Vuoi sapere di più sul riscaldamento globale? Leggi il nostro articolo Cambiamento climatico: cause, conseguenze e 5 modi per contrastarlo Cosa prevede il Green Deal Per raggiungere gli sfidanti obiettivi del progetto di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 verranno stanziati 7.500 milioni di Euro. A questo fondo, chiamato JTF (Just Transition Fund), accederanno i Paesi europei in misura diversificata sulla base delle esigenze di sviluppo. In altre parole i fondi verranno conferiti in misura maggiore ai Paesi che hanno necessità di una “spinta” maggiore per effettuare la transizione. Secondo la stima di allocazione del Sole 24 Ore il maggiore beneficiario sarà la Polonia, che si aggiudicherà 2.000 milioni di euro. A seguire troviamo la Germania (877) e la Romania (757). Anche l’Italia sarà una delle principali beneficiarie del fondo: al nostro Paese verranno destinati 364 milioni di euro. I fondi del JTF verranno destinati a specifici progetti di riconversione ambientale. Questi progetti mireranno cioè alla conversione dei siti inquinanti in soggetti a impatto zero senza alterarne le capacità di servizio ed economiche. In pratica sarà possibile utilizzare i fondi per consentire a edifici, mobilità e attività industriali di azzerare l’impatto ambientale. La Green Economy Come abbiamo accennato l’ambizioso progetto dell’UE punta a intervenire su settori precisi per operare una transizione nel modo più efficiente possibile. In questo senso gli investimenti promossi avranno una finalità non esclusivamente ambientale. Il Green Deal, infatti, vuole ribaltare la concezione secondo cui la tutela dell’ambiente avviene sempre a scapito degli interessi economici. In questo senso, il raggiungimento degli obiettivi posti dalla Commissione Europea implica un impegno che mette l’economia al primo posto. In questo senso la transizione include quella green economy di cui da tempo si parla: un esempio virtuoso di applicazione della sostenibilità ambientale all’economia. Il profitto economico infatti deve fare sempre più spesso i conti con l’assunzione da parte delle aziende di una responsabilità verso la società e verso l’ambiente. D’altro canto quando le aziende decidono di investire in sostenibilità vedono spesso un ritorno diretto in termini di immagine e reputazione. Green Deal in Italia I settori trainanti dell’accordo verde sono dunque tre: Mobilità Energia Edilizia Su questi cardini avverranno i maggiori investimenti in quanto da questi settori si attende un mutamento sostanziale del paradigma come oggi lo conosciamo. Per quanto riguarda la mobilità molto si sta già facendo incentivando l’acquisto di autovetture ibride ed elettriche, favorendo gli spostamenti con mezzi alternativi e promuovendo la sharing economy. Per quanto riguarda l’energia – un punto cardine della transizione – si punta a investire sulle energie rinnovabili, pulite ed efficienti. Un occhio di riguardo infatti è stato dato anche all’efficienza, che diventa un parametro fondamentale nel tema delle emissioni. L’alta efficienza energetica è sintomo infatti di minori sprechi ed emissioni. Al tema dell’efficienza si collega quello dell’edilizia: le costruzioni private sono infatti ancora scarsamente efficienti e generalmente datate. Sono proprio gli edifici infatti a generare la maggior parte delle emissioni, sia per la scarsa efficienza dei sistemi di riscaldamento utilizzati, sia per le fonti energetiche utilizzate (principalmente combustibili fossili). Infatti l’efficienza da sola non basta: una vera conversione ecologica prevede l’utilizzo di energie rinnovabili, pulite e sostenibili a zero emissioni. Ad oggi vengono ancora utilizzati i combustibili fossili per molti processi industriali, ma anche per il riscaldamento domestico. Queste fonti energetiche sono inquinanti e poco efficienti e verranno man mano sostituite da fonti pulite come il sole, l’aria, l’acqua e la terra. Ti piacerebbe scoprire come funziona una pompa di calore? leggi il nostro articolo Pompa di calore: cos’è e come funziona Gli effetti attesi Il Green Deal, proprio come il New Deal di Roosevelt, non è una misura esclusivamente ambientale. Si posiziona infatti in un contesto più ampio, di ripartenza economica e di miglioramento sociale. Secondo alcune previsioni fatte da Italian Climate Network, la lotta al cambiamento climatico può portare anche lavoro e ricchezza. Con particolare riferimento all’economia italiana la stabilità del lavoro potrebbe aumentare del 2,5-3% concentrato nei settori trainanti, grazie agli sforzi attuati per arrivare a una completa transizione energetica. Allo stesso modo, verrebbero creati nuovi posti di lavoro per un totale di 100 milioni di ore di lavoro aggiuntive che
La soluzione che vede l’abbinamento tra impianto fotovoltaico e pompa di calore viene sempre più scelta perché permette di eliminare completamente i costi in bolletta dell’edificio e di produrre autonomamente l’energia. Come funziona un impianto fotovoltaico: Il fotovoltaico è una fonte di energia sostenibile che negli ultimi anni è cresciuta notevolmente in Italia: sempre più persone si sono rese conto di quanto questa risorsa può essere sfruttata a vantaggio non solo dell’ambiente ma anche del proprio portafogli. Come tutti sanno, l’impianto fotovoltaico funziona attraverso la luce solare, che viene sfruttata e convertita in energia elettrica. I fotoni della luce solare stimolano gli elettroni liberi presenti in apposite celle in silicio, dando vita a un flusso di corrente continua. Questa viene convertita poi in corrente alternata attraverso appositi inverter.Attraverso questo processo si ha una fonte di energia rinnovabile e inesauribile, che ci viene ceduta dalla luce solare che ogni giorno colpisce la terra. A valle dell’impianto fotovoltaico può essere presente poi un apposito sistema di accumulo di energia che permette a questa di essere incamerata per essere riutilizzata anche in assenza di sole. Come funziona la pompa di calore: Il processo di generazione della pompa di calore è in qualche modo simile a quello del fotovoltaico: entrambi gli impianti infatti sono in grado di generare energia a partire da una risorsa naturalmente fornita dall’ambiente. A differenza dell’impianto fotovoltaico, che utilizza la luce solare per eccitare gli elettroni presenti nelle apposite celle, la pompa di calore trasferisce il calore prelevato dal terreno, dall’aria o dall’acqua all’interno dell’edificio da riscaldare.Allo stesso modo quindi la pompa di calore fa uso esclusivamente di una fonte naturale inesauribile, completamente rinnovabile e sostenibile. Vuoi scoprire il funzionamento di una pompa di calore più da vicino? Leggi il nostro articolo sul funzionamento della pompa di calore Dimensionamento fotovoltaico Nel momento in cui ti approcci ad adottare la soluzione con fotovoltaico e pompa di calore per la tua casa dovrai dedicare un’attenta analisi al dimensionamento di queste soluzioni. Innanzitutto puoi pensare di attivare lo scambio sul posto: lo scambio sul posto è un meccanismo di remunerazione dell’energia elettrica da parte dell’ AeeG (Autorità per l’energia elettrica ed il Gas). Dato che l’impianto fotovoltaico non ti consente di non utilizzare più la rete elettrica nazionale, lo scambio sul posto ti consente di compensare parzialmente i prelievi energetici dalla rete pubblica e le immissioni di energia che il tuo impianto produce.In questo calcolo pertanto, ci sentiamo di consigliarti di abbondare con il dimensionamento del fotovoltaico: il valore dell’energia elettrica prelevata utilizza degli scaglioni progressivi per cui diventa molto conveniente avere un disavanzo sufficiente. Dimensionamento pompa di calore Se vuoi adottare la soluzione con fotovoltaico e pompa di calore, dovrai dimensionare anche quest’ultimo impianto, in modo da mantenere tutto sotto controllo. Per il dimensionamento della pompa di calore vi sono essenzialmente due differenti metodi: Attraverso l’attestato di certificazione energetica: moltiplicando l’indice di prestazione energetica per i metri quadri della tua casa Attraverso la bolletta: moltiplicando il consumo annuale di metano per il fattore di conversione relativo alla pompa di calore che hai scelto. 5 motivi per scegliere fotovoltaico e pompa di calore: Ecco quindi 4 ottimi motivi per scegliere l’abbinata fotovoltaico e pompa di calore: Sostenibilità: con questa soluzione puoi essere certo di abbattere completamente l’impatto ambientale della tua casa. Con fotovoltaico e pompa di calore utilizzerai energia da fonti rinnovabili e 100% rispettose dell’ambiente sia per l’elettricità che per il riscaldamento domestico. Autonomia: avrai una completa autonomia per la gestione della tua energia. Produrrai con l’impianto fotovoltaico l’energia elettrica che ti servirà anche al funzionamento della tua pompa di calore: potrai dire addio a tutte le compagnie fornitrici ed essere completamente indipendente. Risparmio: grazie a questa soluzione non avrai più bollette da pagare. L’investimento che fai verrà recuperato nell’arco di alcuni anni: a partire da quel momento, tutti i soldi che spendevi per l’energia della tua casa ti rimarranno per quello che più ti piace. Salute: la soluzione con pompa di calore riduce l’inquinamento nei pressi della tua casa, azzerando l’inquinamento domestico. Ecobonus al 110%: entrambe le soluzioni rientrano nel nuovo superbonus al 110%, quindi perché perdersi questo vantaggio e non rendere la propria casa sostenibile, indipendente e conveniente? Cosa aspetti a rendere la tua casa completamente indipendente con la soluzione combinata fotovoltaico e pompa di calore? Vuoi sapere di più sull’ecobonus al 110%? Leggi la nostra guida sull’ecobonus al 110%: un’opportunità da cogliere al volo
La pompa di calore è l’impianto che utilizza una tecnologia che permette di sfruttare l’energia naturalmente prodotta da elementi come l’aria, l’acqua e la terra per il riscaldamento degli edifici, azzerando l’inquinamento e riducendo i costi. Negli ultimi mesi si è molto sentito parlare di pompe di calore, spesso in relazione alle tematiche ambientali legate alla sostenibilità dei sistemi di riscaldamento, oltre che della mobilità. In molti però ancora ancora ci chiedono il funzionamento delle pompe di calore, che rimane spesso poco comprensibile, specie per i non addetti ai lavori. Con questo articolo proveremo a fare luce, nella maniera più semplice possibile, sul funzionamento della pompa di calore e sul perché sempre più persone scelgono questa soluzione. Pompa di calore: come funziona La pompa di calore è un impianto di riscaldamento che funziona tramite l’utilizzo di elementi naturali, come l’aria, l’acqua o la terra: l’elemento viene scelto prevalentemente sulla base della zona climatica, della disponibilità della risorsa, delle caratteristiche dell’edificio e delle modalità di impiego. Ciò significa che la pompa di calore può sostituire completamente la caldaia, sia per la produzione di acqua calda che per il riscaldamento degli ambienti. Contrariamente alla caldaia infatti, che brucia combustibili per produrre calore, la pompa di calore utilizza gli elementi presenti in natura senza consumarli, senza bruciare nulla, in maniera completamente sostenibile. Per comprendere il funzionamento della pompa di calore può essere d’aiuto utilizzare un esempio: il frigorifero. Questo elettrodomestico, per mantenere freschi i nostri cibi e bevande, ne preleva il calore, disperdendolo nell’ambiente attraverso la serpentina posta sul retro. In altre parole il frigo non fa altro che assorbire il calore dagli alimenti, per trasferirlo nella nostra cucina, o comunque fuori dall’ambiente dell’elettrodomestico stesso. Ebbene la pompa di calore ha un funzionamento simile a quello del frigorifero, ma al contrario: questo impianto è in grado di prelevare l’energia dall’elemento naturale che si è scelto (aria, acqua o terra) per trasferirlo all’interno degli ambienti da riscaldare. L’energia, che è naturalmente contenuta negli elementi naturali, non viene quindi prodotta attraverso combustione, ovvero bruciando un combustibile, ma viene semplicemente ceduta dall’ambiente alla nostra casa. Proprio come un frigo non ha bisogno di bruciare o consumare alcun tipo di combustibile per svolgere la sua funziona di raffreddamento, allo stesso modo la pompa di calore utilizza gli elementi naturali per trasferire una parte dell’energia che questi possiedono naturalmente per riscaldare l’edificio. Ti piacerebbe eliminare i combustibili dalla tua casa? leggi l’articolo riscaldare casa senza gas è possibile? Come scegliere la pompa di calore Vediamo quindi le singole fonti di energia, fornendo qualche indicazione su come scegliere al meglio, per avere il massimo risultato con il minimo spreco. Pompa di calore aria-aria: questa soluzione utilizza il calore naturalmente presente nell’aria per trasferirlo all’interno della casa. Ciò significa che solitamente questi impianti vengono utilizzati esclusivamente per il riscaldamento degli ambienti, dal momento che per convertire il calore in acqua calda serve un apposito strumento aggiuntivo. Inoltre questo impianto non si presta nelle zone più rigide, in quanto l’aria può essere anche molto fredda e i consumi potrebbero aumentare anche vistosamente. Pompa di calore aria-acqua: in questo caso il calore prelevato dall’aria viene trasferito all’acqua, garantendo la possibilità di poter usufruire anche dell’acqua calda. Le soluzioni che prevedono di prelevare energia dall’aria sono le più semplici da installare, ma le meno prestanti in termini di stabilità, energia prodotta e risparmio. Pompa di calore terra-acqua o geotermica: in questo caso l’impianto scambia calore direttamente con il terreno, garantendo una stabilità di temperatura superiore. Le temperature esterne non influenzano in maniera importante il calore che naturalmente la terra racchiude. Pompa di calore acqua-acqua: questa soluzione utilizza l’acqua di falda, oppure sorgenti d’acqua sotterranee, prelevando da queste il calore per trasferirlo all’interno dell’edificio. Sebbene l’installazione richieda qualche attenzione in più, insieme alla pompa di calore geotermica, la pompa di calore acqua acqua è sicuramente la soluzione più stabile e prestante. Perché la pompa di calore conviene Perché sempre più persone si stanno orientando verso questa soluzione? La risposta è semplice, vi sono diversi motivi che rendono la pompa di calore vantaggiosa rispetto alla tradizionale caldaia. Ecco i principali motivi per cui la pompa di calore viene scelta come soluzione per il riscaldamento domestico: Convenienza: chi possiede una caldaia tradizionale sa bene i costi da sostenere per il combustibile e per la manutenzione. La pompa di calore invece, sfruttando energia naturalmente fornita dalla natura, riduce drasticamente il costo legato all’approvvigionamento dei combustibili, a fronte di un leggero aumento di elettricità utilizzata. L’elettricità ha un costo molto minore rispetto al gas: di conseguenza, a fronte di un aumento di elettricità consumata, si elimina totalmente il costo del gas. In termini economici, ciò significa ridurre i costi totali dal 40% al 65% rispetto all’esborso attuale. Indipendenza: si produce energia autonomamente, senza più ricevere aumenti inaspettati, spesso dovuti a oneri di gestione, tasse e spese di trasporto. Sicurezza: senza combustione si riduce il rischio di fatalità legate ai combustibili, come perdite di gas e incendi. Valore dell’immobile: utilizzando sistemi di riscaldamento rispettosi dell’ambiente si aumentano le classi energetiche APE del nostro edificio. Il miglioramento dell’impatto che la nostra casa ha sull’ambiente influisce direttamente sul valore di questa. Sostenibilità: in molti ormai sanno che la combustione che avviene all’interno della caldaia è responsabile della maggior parte dell’inquinamento nelle nostre città. Bruciare gas (come qualsiasi altra cosa) produce polveri sottili che si disperdono nell’aria che respiriamo: quando questo avviene in prossimità del luogo in cui viviamo, la nostra salute ne risente ancora di più. La pompa di calore non utilizza la combustione per riscaldare casa: è quindi un sistema di riscaldamento 100% sostenibile e rispettoso dell’ambiente e della nostra salute. Vuoi sapere di più sull’inquinamento indoor? Leggi il nostro articolo sull’inquinamento domestico
Un giorno il sindaco di Londra ha avuto un’intuizione per utilizzare il corpo umano in maniera alternativa, e quindi per la produzione di energia. L’idea è stata quella di trasformare l’eccesso di calore prodotto dalla folla della metropolitana in una fonte per riscaldare l’acqua delle abitazioni londinesi. Nei Paesi Bassi invece sono stati infatti inventati degli speciali pavimenti, inseriti poi in una discoteca, che hanno la capacità di incamerare energia dal passaggio dei piedi. La capacità di produrre energia deriva quindi dal fatto che più si balla e più viene creata elettricità. Questi magari sono esempi un po’ estremi ma ci dicono “Si, è possibile produrre energia in modo alternativo e sostenibile”. E’ il caso delle cosiddette energie rinnovabili. Definizione Le energie rinnovabili sono delle fonti di energia che si ricavano dalle risorse energetiche rinnovabili, cioè quelle risorse che sono presenti sul nostro pianeta e che vengono costantemente ricreate. Pensa per esempio alla luce del sole, al vento, alla pioggia, alle maree, alle onde o al calore prodotto dalla terra (geotermico). L’energia rinnovabile fornisce spesso energia in quattro aree importanti: 1. La produzione di elettricità 2. Il riscaldamento e il raffreddamento di aria ed acqua 3. I trasporti 4. I servizi Rappresentano dunque, insieme a quella nucleare, forme di energie alternative ai tradizionali combustibili fossili come petrolio, carbone e metano, considerati invece energie non rinnovabili. Inoltre molte di queste energie rinnovabili hanno la particolarità e il vantaggio di essere energie pulite: a differenza dei combustibili fossili, non creano gas in grado di aumentare l’effetto serra, cioè quei gas responsabili del riscaldamento globale. Dunque la loro inesauribilità e l’assenza di emissioni inquinanti durante il loro utilizzo, rendono le energie rinnovabili un’alternativa sostenibile e preziosa per il nostro futuro e in particolare per quello del nostro pianeta. Energie rinnovabili: quali sono? Ma queste fonti rinnovabili quali sono? Ecco le principali di tipo energetico: – idroelettrica: elettricità creata grazie alle dighe artificiali e alle condotte forzate d’acqua che muovono le turbine – biocarburanti: carburanti creati da materiale vegetale – solare – eolica : energia elettrica creata dalla forza del vento – geotermica: energia creata dalle fonti di calore presenti sotto la superficie della terra – energia da biomasse: prodotta con gli scarti delle materie naturali, dalle bucce di banana agli scarti agricoli – energia marina: l’elettricità creata dal movimento delle maree Una delle tecnologie più importanti è quella idroelettrica: le centrali poste a valle delle dighe o lungo i fiumi trasformano il movimento dell’acqua in elettricità e sono la principale fonte di energia rinnovabile al mondo. In Italia, circa un quinto di tutta l’elettricità prodotta viene dalle centrali idroelettriche. Non tutti sanno che senza il sole non esisterebbe il vento, che è originato dal riscaldamento non uniforme delle masse d’aria, e con esso l’energia eolica. Stesso discorso per l’energia idroelettrica che, sfruttando le cadute d’acqua e il ciclo dell’acqua (che forma la pioggia), senza il sole non esisterebbe. Inoltre le centrali solari sono anche impianti con un ottimo rendimento e piuttosto veloci da costruire rispetto agli altri impianti di energia. Un esempio fu la notizia di Tesla, una nota azienda americana specializzata in veicoli elettrici, e altre società che sono state in grado di costruire in poche settimane piccole centrali solari con capacità di accumulare energia per riportare elettricità a Porto Rico, dopo che era stata gravemente colpita dall’impatto degli uragani Irma e Maria nel 2019. Se l’idroelettrico e l’eolico sono spesso irrealizzabili per i privati, le energie rinnovabili che vengono maggiormente a supporto del grande pubblico sono il fotovoltaico per l’energia elettrica e il geotermico per il calore. Queste due fonti sono spesso utilizzate anche in edifici modesti e lavorano spesso in simbiosi per garantire un utilizzo ecologico e sostenibile delle risorse che il nostro pianeta ci offre. Dove e come investire Sono importanti per l’ambiente e per il futuro: per questo si sta puntando molto ad investire in queste forme di energia. Pensa che secondo le previsioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia assorbiranno circa 322 miliardi di dollari all’anno fino al 2025. Ci sono vari modi per investire in energia pulita prodotta da fonti rinnovabili. Infatti, si può puntare non solo semplicemente su fondi e società che investono nella produzione di energia rinnovabile, ad esempio tramite parchi solari, eolici o geotermici. Esistono anche molti fondi comuni che investono anche in società collegate, come ad esempio i produttori di automobili elettriche, i cui prodotti funzionano con le energie rinnovabili. Oppure altri acquistano aziende di elettronica che fanno componenti per produrre energia green o i produttori di grandi turbine eoliche. Una cosa è certa: il costo delle tecnologie rinnovabili è sceso vertiginosamente negli ultimi anni. Ciò ha anche contribuito a rendere le energie rinnovabili meno dipendenti dal sostegno del governo. I dati del rapporto Bloomberg sull’Energia mostrano che il costo livellato dell’elettricità è diminuito dell’81% per il fotovoltaico dal 2009. Ora, in molti paesi del mondo, l’eolico, il solare o il geotermico sono l’opzione più economica per la produzione di energia. Anche perché le energie rinnovabili si trovano già nei Paesi che le sfruttano e quindi non vengono importate dall’estero (come per esempio il petrolio o il gas, che si trasportano in Italia dal Medio Oriente o dalla Russia). L’azienda può ottenere un risparmio sui costi se produce autonomamente energia tramite l’installazione di impianti appositi (un fotovoltaico o una pompa di calore). Hai ragione. Le pale eoliche, o turbine, sono un po’ brutte da vedere, rovinano il paesaggio e le foto. Però considera che una pala eolica di ultima generazione è in grado di produrre elettricità sufficiente per 300 abitazioni! Per non parlare del sole. L’energia solare totale che la nostra stella invia sulla Terra potrebbe, in una sola ora, soddisfare le richieste di energia del mondo per un anno intero! Peccato solo che non abbiamo ancora
L’energia geotermica proviene dalla terra e può essere utilizzata per il riscaldamento di case ed edifici. Sebbene l’efficienza, il rendimento e il risparmio economico siano favorevoli, si tratta di una tecnologia che in Italia ancora non viene pienamente sfruttata. Geotermia: una definizione Con il termine “geotermia” si indica una disciplina scientifica che studia l’energia presente nel sottosuolo. Come sappiamo, infatti, il nostro pianeta è composto da tre diversi strati: Nucleo Mantello Crosta terrestre La terra genera calora in tutti gli strati, ma l’intensità del calore prodotto varia a seconda della vicinanza al nucleo terrestre. Naturalmente le temperature saranno maggiori man mano che ci si avvicina al centro del pianeta: il calore generato dalla terra aumenta da 30° a 80° ogni km, in base alla vicinanza al nucleo. L’utilizzo del calore imprigionato nella terra per la produzione di riscaldamento è soggetto tuttavia a un’analisi geologica del sito in cui si vuole costruire l’impianto. È necessario infatti individuare delle zone in cui il calore nel terreno è costante, in modo da sfruttare al massimo la sorgente e rendere minimo l’impoverimento del terreno nel corso dei decenni. La scoperta Il primato della scoperta di una fonte energetica così interessante e del modo in cui questa può essere utilizzata dall’uomo è tutto italiano. Fu infatti il principe Piero Ginori Conti a produrre energia elettrica da fonti geotermiche il 4 luglio del 1904, sperimentando il primo generatore termico a Larderello, in Toscana. Oggi l’energia geotermica viene utilizzata maggiormente per il riscaldamento degli edifici e per l’acqua calda sanitaria, rispetto alla produzione di energia elettrica. Per questo utilizzo però, bisogna tornare a epoche ancora più lontane: i romani già sfruttavano le sorgenti calde per alimentare i bagni e per il riscaldamento a pavimento. Questo rappresenta il primo utilizzo di energia geotermica della storia. Energia Geotermica: oggi come viene utilizzata Come già accennato, oggi il calore proveniente dalla terra viene utilizzato prevalentemente per la termoregolazione degli edifici e per l’acqua calda. Esistono tuttavia diverse forme di sfruttamento dell’energia geotermia, che a loro volta richiedono diverse tipologie di impianti. Geotermia ad alta entalpia: utilizza fluidi ad una temperatura superiore a 150°, fino a 300° Geotermia a entalpia media: i fluidi in questo caso hanno una temperatura compresa tra i 90° e i 150° Geotermia a bassa entalpia: in questo caso i fluidi hanno una temperatura inferiore ai 90° Le diverse modalità corrispondono a utilizzi diversi: se l’alta entalpia viene utilizzata generalmente per la produzione di energia elettrica su vasta scala, i macchinari a bassa entalpia sono perfetti per riscaldare abitazioni, case, uffici e grandi superfici come capannoni o residence. Quali vantaggi rispetto alle fonti tradizionali Se facciamo un raffronto tra i combustibili più utilizzati in Italia come fonte di riscaldamento e l’energia geotermica scopriamo una serie di vantaggi: Sostenibilità: l’energia geotermica, almeno quella a bassa entalpia, è completamente sostenibile perché elimina totalmente l’utilizzo di gas. Azzeramento delle emissioni: non producendo combustione, lo sfruttamento dell’energia geotermica riduce a zero le emissioni inquinanti nel posto in cui si vive o si lavora. Un grande vantaggio per l’ambiente e per la salute. Minor rischio: non essendo presenti combustibili infiammabili si elimina completamente il rischio di fughe di gas e incidenti legati al funzionamento del sistema di riscaldamento. Unica soluzione: il più delle volte l’energia geotermica può essere utilizzata anche in estate, per raffrescare gli ambienti. Questo garantisce più funzioni in un un’unica soluzione. Manutenzione: la sicurezza degli impianti, della risorsa e del funzionamento rendono le soluzioni che sfruttano energia geotermica particolarmente affidabili nel tempo. Efficienza: utilizzando tra il 70% e l’80% di risorse naturali, gratuitamente fornite dalla natura, si vengono ad abbattere i costi energetici e si aumenta l’efficienza dell’edificio. Vuoi essere più efficiente in casa? Leggi l’articolo sull’efficienza energetica Perché è così poco utilizzata: gli svantaggi Ma dati tutti i vantaggi che questa tecnologia garantisce, come mai, ad oggi, è ancora così poco sfruttata? Non è facile rispondere in maniera univoca a questa domanda, perché le motivazioni alla base sono diverse. Innanzitutto si è iniziato a parlare di geotermia da relativamente poco tempo e la sua diffusione, lenta e costante sta attirando le attenzioni di politici e dell’opinione pubblica. A questo riguardo vi è quindi la convinzione che è solo questione di tempo. Un secondo punto è la regolamentazione delle normative che riguardano la gestione, l’installazione e l’utilizzo delle risorse. La regolamentazione della geotermia infatti sta avvenendo a fasi alterne, specie nelle diverse regioni d’Italia: ad esempio Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna hanno normative ad hoc e in queste zone il mercato geotermico è molto attivo. Nel Lazio le prime normative sono state promulgate nel 2016, ma vi è mancanza di procedimenti attuativi; nel resto d’Italia non vi è una regolamentazione precisa da parte delle regioni, che demandano ai singoli comuni la gestione della materia. Questo fattore causa non poca incertezza nelle persone, che vorrebbero risposte certe per questa come per tante altre tematiche ancora aperte.In ultimo vi sono i fattori puramente pratici, come le modalità di installazione: sono pochi gli installatori e i progettisti che possono vantare competenze certificate nel settore. Il costo iniziale dell’installazione è un altro dei fattori, anche se con il passare del tempo e con una corretta informazione molti si stanno accorgendo che si tratta di un investimento in cui il ritorno non solo è assicurato, ma anche nel breve periodo. Una nicchia in costante espansione Anche se la geotermia non vanta ancora una forte espansione, assimilabile a quella del fotovoltaico, una svolta sembra essere nell’aria. La maggiore attenzione all’inquinamento atmosferico, gli obiettivi europei di de-carbonizzazione, i costi che le famiglie sostengono per il riscaldamento domestico, sono queste tematiche a dare un forte segnale dell’esigenza di cambiare direzione. In sostanza, anche se ancora poco compresa, comunicata e quindi poco conosciuta dal un pubblico vasto, la geotermia a bassa entalpia si pone come un’alternativa in grado di rispondere pienamente alle esigenze che governi e consumatori si pongono: la vera soluzione per un riscaldamento sostenibile. Intanto la maggiore informazione, abbinata a uno snellimento dei procedimenti istituzionali e
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