TEON è una nuova azienda che sviluppa, produce e commercializza soluzioni innovative per il riscaldamento e il raffrescamento “rinnovabili” degli edifici e, più in generale, di grandi volumetrie. Nasce dall’esperienza di un progetto pluriennale di ricerca applicata condotto nell’”Area Science Park” di Trieste, che ha portato alla industrializzazione di una famiglia di prodotti in ambito energetico-ambientale le cui prestazioni, mai ottenute prima, sono il risultato di soluzioni scientifiche e tecnologiche protette da brevetti nazionali ed internazionali.

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Se vogliamo disegnare un percorso di sostenibilità è necessario chiedersi come costruirlo e quando. TEON è interessata a partecipare al progetto collettivo di un futuro diverso, che si sposta verso l’educazione ambientale e istituzionale e, cosa ancora più importante, verso la ricerca e innovazione.

Il progetto industriale TEON è nato e sviluppato proprio intorno all’idea che l’innovazione e la sostenibilità siano le basi per avviare una rivoluzione “verde” in un settore ancorato a un modello di produzione obsoleto: il riscaldamento degli edifici.

La firma del protocollo di Kyoto ha innescato una profonda trasformazione nel modo in cui viene prodotta l’elettricità. Oggi, il 40% dell’elettricità è generata da fonti rinnovabili in Italia, in particolare da centrali fotovoltaiche ed eoliche, anche attraverso l’implementazione di un nuovo modello di generazione distribuita. La diffusione (incentivata) dei veicoli elettrici e a biocarburanti – con la profusione di enormi investimenti in ricerca e innovazione da parte degli OEM tradizionali, ma anche con l’ingresso di nuovi attori non legati al settore automobilistico – sta aprendo le nostre città ad una mobilità progressivamente sostenibile.

Nel settore del riscaldamento, per contro, non abbiamo assistito a sviluppi degni di nota: la penetrazione delle fonti di energia rinnovabile è solo il 19% del consumo lordo finale in Italia, di cui il 90% è costituito da biomasse. Nessuna meraviglia quindi se rileviamo che il riscaldamento è di gran lunga la principale fonte di inquinamento delle nostre aree urbane, sia in termini di PM10 che di CO2.

Perché siamo arrivati a questo punto? Il motivo deve ricercarsi da un lato nell’età degli edifici italiani e dall’altro nello scarso (o tardivo) dispiegamento di soluzioni adeguate alla produzione di energia termica.

In Italia, le costruzioni sono dotate di sistemi radiatori tradizionali in 9 casi su 10; 1 edifici su 2 hanno più di 40 anni; 1 su 4 sono in “mediocre” o in “scarso stato di conservazione”; 1 su 10 può essere classificato “di interesse storico”.

La tecnologia impiegata nelle pompe di calore tradizionali le rende efficienti solo con sistemi di riscaldamento a “bassa temperatura”, a meno che non si attuino costose e invasive ristrutturazioni degli impianti. Ecco perché il 90% degli edifici italiani sono ancora serviti da caldaie a combustibile fossile.  

La domanda allora è: siamo condannati a bruciare ossigeno con i combustibili fossili o le biomasse – e quindi a mettere a rischio la nostra salute e a inquinare le nostre città – per riscaldarci? Ovviamente no.

La risposta di TEON si basa su un percorso di ricerca che ha portato a industrializzare una famiglia di soluzioni innovative nel campo dell’energia-ambientale, le cui prestazioni sono il risultato di configurazioni tecnologiche (“Water Blaze”) protette da brevetti nazionali e internazionali.