Il Superbonus è in continua evoluzione, nonostante le difficoltà generali causate dalla pandemia. Questo maxi incentivo fiscale, nato con il Decreto Rilancio del luglio 2020, è stato già oggetto di modifiche grazie al nuovo Decreto Semplificazioni del 2021. Il decreto Semplificazioni ha introdotto importanti novità per il Superbonus 110. Superbonus 110%: le prime novità con il Decreto Semplificazione Vediamo le principali semplificazioni che riguardano il nuovo superbonus del 2022: Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche: con il Decreto Semplificazioni ora questi interventi rientrano tra gli interventi trainati del Superbonus. Se non sai quali sono gli interventi trainati, leggi l’articolo Ecobonus al 110%: un’opportunità da cogliere al volo, che spiega tutti gli interventi che rientrano in questa maxi-agevolazione fiscale. L’estensione dei benefici del Superbonus 110 alle categorie catastali B/1, B/2 e D/4: rientrano tra queste categorie edifici come collegi, convitti, ricoveri, orfanotrofi, seminari, conventi, caserme, case di cura e ospedali. È necessario però che i proprietari di questi edifici siano in possesso di determinati requisiti, ovvero che svolgano principalmente attività di prestazione di servizi socio-sanitari e assistenziali e che i membri del CdA non percepiscano alcun compenso o indennità di carica e abbiano un contratto regolarmente registrato di proprietà, nuda proprietà, usufrutto o comodato d’uso gratuito. Novità sulla comunicazione di inizio dei lavori (CILA): questa è una delle novità più importanti, in quanto viene introdotto un nuovo modello CILA (Comunicazione di inizio dei lavori asseverata) in versione semplificata rispetto al precedente. Ad esempio, il nuovo CILA potrà consentire l’avvio dei lavori per i quali non serve più l’attestazione dello stato legittimo dell’immobile, previsto dall’articolo 9-bis, comma 1-bis, del Testo Unico dell’edilizia. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze conferma che nel caso di abusi edilizi anche gli edifici con irregolarità possono usufruire del Superbonus. Ad esempio, nel caso di un condominio con una concessione edilizia e perfettamente abitabile ma che è stato costruito diversamente dal progetto originario e urbanisticamente insanabile, è comunque possibile per i condòmini usufruire dell’agevolazione. Deroga distanze del cappotto termico: il nuovo decreto prevede che gli interventi di dimensionamento del cappotto termico e del cordolo sismico non concorrono più al conteggio della distanza e dell’altezza, come previsto dal ex art. 873 del Codice Civile. Cambio residenza: chi acquista una prima casa e opera interventi di ristrutturazione relativi al Superbonus 110% ha 30 mesi di tempo, e non più 18, per fare il cambio di residenza nel Comune di appartenenza della nuova casa. Il Decreto Semplificazioni ha dunque apportato numerose modifiche e importanti novità in ambito del SuperBonus. Tuttavia la Legge di Bilancio 2022, deliberata il 28 ottobre 2021 dal Consiglio dei ministri e in attesa di approvazione definitiva, cambia di nuovo le carte in tavola soprattutto in termini di proroghe e scadenze. SuperBonus 110%: le nuove proroghe e scadenze Il disegno di Legge di Bilancio per il 2022, ha confermato la proroga del Superbonus 110%, anche se si tratta di una proroga differenziata in base al tipo di immobile. Vediamo più nel particolare la differenziazione delle nuove proroghe e delle nuove scadenze introdotte: 31 dicembre 2022Per gli edifici unifamiliari: Ciò riguarda persone fisiche che non esercitano attività di impresa, arte o professione, che richiedono di accedere al bonus per interventi su edifici unifamiliari o su unità immobiliari funzionalmente indipendenti. Per essere considerate indipendenti, queste unità devono essere dotate di almeno tre delle seguenti installazioni: impianti per l’approvvigionamento idrico; impianti per il gas; impianti per l’energia elettrica; impianto di climatizzazione invernale. Inoltre rientrano in questa categoria anche gli edifici unifamiliari situati all’interno di edifici plurifamiliari ma che dispongono di uno o più accessi autonomi dall’esterno. 31 dicembre 2023Per i condomìni ed edifici plurifamiliari: In particolare per questa categoria di edifici la proroga del SuperBonus 110% sarà effettuata negli anni successivi con un’aliquota decrescente. Infatti dal 2024 la detrazione scenderà dall’attuale 110% al 70% e dal 2025 la detrazione passerà al 65%, ovvero la stessa aliquota dell’Ecobonus. 31 dicembre 2022 Per gli edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari e per unità immobiliari distintamente accatastate: in particolare, il Superbonus coprirà le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 solo se entro il 30 giugno 2022 saranno stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo. 31 dicembre 2023 Per le case popolari e gli istituti autonomi: questa scadenza interessa gli Istituti autonomi case popolari (IACP) ed enti con le stesse finalità sociali. Il Superbonus coprirà le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023 solo se entro il 30 giugno 2023 saranno stati effettuati lavori finalizzati al risparmio energetico o antisismici per almeno il 60 % dell’intervento complessivo. Altrimenti la scadenza per questa categoria di edifici è fissata al 30 giugno 2023. Superbonus 110%: gli ultimi aggiornamenti Ma le novità non sono finite qui: nuovi aggiornamenti riguardo la maxi agevolazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici ci giungono dall’ultimo incontro tra Governo e maggioranza di martedì 21 dicembre 2021. Da questo incontro sono stati sciolti i nodi relativi alle modifiche che la Legge di Bilancio 2022 apporterà al SuperBonus. Ecco le principali novità apportate all’incentivo: Il Superbonus 110% è stato prorogato in via definitiva per le abitazioni unifamiliari e le unità funzionalmente indipendenti con un accesso autonomo fino al 31 dicembre 2022. La proroga è valida per chi ha effettuato il 30% dei lavori complessivi entro giugno 2022. Viene eliminato il vincolo di tetto ISEE di 25.000 euro per accedere al Superbonus per i possessori di villette e case unifamiliari. Viene eliminato il limite per i soggetti fisici che non avevano presentato la CILA entro settembre 2021: adesso anche questi soggetti potranno completare i lavori entro dicembre 2022. Viene esteso il termine ultimo per gli interventi “trainati” che riguardano l’installazione di pannelli solari fotovoltaici e di colonnine di ricarica per le auto elettriche fino a dicembre 2023 . Le unità site all’interno dei condomini possono ora ultimare i lavori “trainati” in linea con le stesse scadenze che il condominio avrà sui lavori delle parti comuni. Il Bonus di ristrutturazione è stato esteso anche a RSA e
PNRR sta per Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e rappresenta il documento che ogni Stato membro dell’Unione Europea deve predisporre per poter accedere ai fondi del NGEU, il Next Generation EU. In particolare l’NGEU è uno strumento temporaneo introdotto dall’Unione Europea per la ripresa post pandemia Covid-19 in grado di rilanciare l’economia rendendola più digitale e più attenta ai temi della sostenibilità ambientale e dell’economia green. PNRR: cosa prevede Concretamente, questo strumento prevede un pacchetto da 750 miliardi di euro, ripartito in sovvenzioni e prestiti, il cui nucleo centrale è costituito dal Dispositivo per la Ripresa e Resilienza, o RRF. Questo dispositivo in particolare ha una durata di 6 anni, dal 2021 al 2026, e una dimensione di 672,5 miliardi di euro, diviso in 312,5 miliardi di sovvenzioni statali e nei restanti 360 miliardi in prestiti a tassi agevolati. Il PNRR dunque prevede di accedere ad un pacchetto di investimenti e riforme per rilanciare l’economia del nostro Paese. Questo Piano promuove dunque un’agenda ambiziosa di riforme che si articolano in 4 principali categorie: Pubblica amministrazione Giustizia Semplificazione Competitività. Il Governo Draghi ha trasmesso il 25 aprile il testo del PNRR al Parlamento. Successivamente, il 30 aprile è stato ufficialmente inviato alla Commissione europea. L’approvazione conclusiva del PNRR italiano da parte della Commissione Europea è avvenuta il 22 giugno di quest’anno. Riguardo alla sua struttura, il PNRR è strettamente legato ai 6 pilastri del Next Generation EU. Infatti le risorse che sono state stanziate nel PNRR sono circa 191,5 miliardi di euro e sono ripartite in 6 missioni principali: Rivoluzione verde e transizione ecologica – 59,47 miliardi Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – 40,32 miliardi Infrastrutture per una mobilità sostenibile – 25,40 miliardi Istruzione e ricerca – 30,88 miliardi Inclusione e coesione – 19,81 miliardi Salute – 15,63 miliardi Il Piano si sviluppa intorno a tre assi strategici condivisi a livello europeo – digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale – e si articola in 16 Componenti, raggruppate in 6 Missioni, già citate nell’elenco precedentemente. Ma analizziamo i 3 assi strategici del PNRR per capire meglio gli obiettivi che perseguono. I 3 punti cardine del PNRR Rivoluzione verde e transizione ecologica Il secondo asse strategico riguarda la rivoluzione verde e la transizione ecologica. All’interno di questa importante missione sono presenti 4 sottocategorie che mirano a risollevare il Paese dal punto di vista della tutela ambientale, dell’economia green e dell’efficienza energetica: Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici Tutela del territorio e della risorsa idrica Economia circolare ed agricoltura sostenibile L’obiettivo di questa missione è principalmente quello di favorire la transizione green del Paese puntando principalmente su energie prodotte da fonti pulite e rinnovabili. Vuoi scoprire di più sulla transizione ecologica? Leggi l’articolo Decarbonizzazione: la transizione energetica europea La rivoluzione verde e la transizione ecologica porteranno dunque ad aumentare l’adattamento e la resilienza ai continui cambiamenti climatici, oltre che a sostenere tutti gli investimenti in ricerca e innovazione nel campo dell’ecologia e della sostenibilità ambientale. In questo obiettivo rientrano ad esempio i 15 miliardi di euro stanziati per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici. Lo stesso vale per il miliardo di euro destinato alle energie rinnovabili che mirano a sviluppare le filiere industriali nei settori fotovoltaico, eolico e delle batterie. Anche la crescita di startup innovative nel settore della transizione ecologica viene supportata dal PNRR con un investimento di 250 milioni di euro per la creazione di un Fondo per la Transizione Verde rivolto principalmente ai settori delle rinnovabili, dell’economia circolare, dell’efficienza energetica, della mobilità, dello smaltimento dei rifiuti e dello stoccaggio di energia. Digitalizzazione e innovazione I progetti presenti nella missione “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” sono stati ideati con l’obiettivo di favorire il processo di transizione e innovazione digitale. Ciò si traduce nel sostenere le infrastrutture del Paese e nel trasformare i processi produttivi delle imprese a favore della digitalizzazione. A questo proposito, il Ministero dello sviluppo economico punta a sostenere tutti gli investimenti strategici nell’ambito della Transizione 4.0 e a favorire i progetti e le politiche in grado di risollevare e rinnovare le filiere del Made in Italy. Inclusione e coesione Altro importante asse strategico del PNRR, in stretta condivisione con gli obiettivi a livello europeo, è quello che riguarda le politiche e i progetti di coesione e inclusione sociale. Questa missione prevede lo stanziamento di fondi nelle infrastrutture sociali, alle famiglie, alle comunità e al terzo settore, attraverso riforme e politiche attive del lavoro e sostegno all’occupazione. Un esempio di intervento, proposto dal Ministero dello sviluppo economico, è quello sul rafforzamento e l’avvio di una nuova imprenditorialità femminile attraverso risorse pari a 400 milioni di euro rendendo operativo, con un finanziamento iniziale di 40 milioni di euro, il cosiddetto Fondo Impresa Donna Il PNRR nel concreto: come accedere e 3 esempi pratici Ma nel concreto come si attuano i progetti previsti dal PNRR? Come possono accedere i cittadini ai contributi a fondo perduto e agli incentivi previsti nel PNRR? Il Ministero dell’Economia e della Finanza (MEF) propone due modalità: Attraverso la risposta a un bando specifico o a un avviso pubblico promosso dalle Amministrazioni centrali oppure dai soggetti responsabili di un certo progetto o investimento; Presentando singole richieste nel rispetto di prerequisiti di ammissibilità previsti dalle normative di riferimento. Attraverso il PNRR è quindi possibile accedere a fondi messi a disposizione dall’Europa per le famiglie, per le imprese e per le istituzioni. Di seguito vedremo 3 esempi concreti di investimenti messi a disposizione dal piano. 1. Incentivi a cittadini e imprese Tra gli incentivi previsti dal PNRR e rivolti sia ai cittadini che alle imprese sono l’Ecobonus 110, il Superbonus e il Sismabonus. Questi incentivi promossi dallo Stato hanno l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici. Un altro esempio, adatto in primis alle aziende italiane, sono gli incentivi nell’ambito del piano Transizione 4.0: questo piano sostiene gli investimenti delle aziende in beni, materiali e non, che promuovono la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione, la digitalizzazione e la
Chi si avvale del Superbonus 110% può usufruire del rimborso della spesa non solo attraverso la detrazione fiscale. La cessione del credito e lo sconto in fattura rappresentano infatti due modalità alternative per usufruire delle agevolazioni su interventi specifici di riqualificazione energetica e ristrutturazione edilizia. Ma cosa sono e come funzionano? Vediamo insieme le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi di queste due opportunità. Oggi, grazie al Superbonus hai la possibilità di accedere a interventi di riqualificazione energetica per la tua casa recuperando del tutto o in parte la spesa sostenuta. Ma in che modo avviene questo rimborso? Le alternative che la legge propone sono essenzialmente 3: detrazione fiscale in 5 anni – nel caso del Superbonus, la detrazione fiscale è pari al 110%; in altre parole la spesa dell’intervento viene dichiarata e successivamente rimborsata in 5 quote annuali attraverso la detrazione fiscale. sconto in fattura – In alternativa alla detrazione fiscale, il beneficiario del Superbonus può richiedere uno sconto – totale o parziale - direttamente al fornitore che si occuperà della realizzazione dell’intervento. Lo sconto in fattura non potrà essere superiore al costo stesso dei lavori, quindi lo sconto non sarà più del 110% ma del 100%. cessione del credito – Per ottenere un rimborso immediato e non attendere 5 anni, chi si avvale del Superbonus può scegliere di cedere il corrispettivo importo di detrazione fiscale in credito di imposta a terzi, cioè affidando questo credito a banche, assicurazioni, istituti finanziari o altre società che ti rimborsano totalmente la spesa. Scegliendo l’opzione della detrazione fiscale il beneficiario del Superbonus potrà utilizzare direttamente la detrazione al 110%, e recupererà quanto speso nei 5 anni successivi, grazie a imposte meno care. Ad esempio con un budget di spesa di 30.000 € si potrà beneficiare di una detrazione fiscale di 33.000 €, pari cioè al 110% del budget. Sulle altre 2 alternative previste la questione potrebbe apparire più complessa. Vediamo ora nello specifico cosa si intende per sconto in fattura e per cessione del credito. Vuoi sapere di più sull’Ecobonus? Leggi l’articolo Ecobonus al 110%: un’opportunità da cogliere al volo Cessione del credito e sconto in fattura: cosa sono? Vediamo le principali modalità di accesso al Superbonus: Cessione del credito d’imposta Il credito d’imposta è qualunque tipo di credito che si ha nei confronti dello Stato o di un ente pubblico. Nel caso del Superbonus il credito d’imposta equivale al 110% del costo dell’intervento. Questo credito può essere ceduto a banche o fornitori di beni e servizi per recuperare totalmente il costo della ristrutturazione. Continuiamo con un esempio pratico. Consideriamo un’ipotetica spesa di 40.000 € per un intervento di riqualificazione energetica: rientrano tra questi interventi la realizzazione del cappotto termico o la sostituzione dell’impianto di climatizzazione a gas con una pompa di calore ad alta temperatura. La cessione del credito ti permette di cedere la tua detrazione fiscale e recuperare in breve tempo 44.000 €, ovvero il 110% della spesa effettuata. La cessione del credito permette di trasferire il credito d’imposta a un ente terzo come: • fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi; • altri soggetti come persone fisiche, imprese, società o enti; • istituti di credito e intermediari finanziari. Nella cessione del credito ad una banca, ad esempio, si può ottenere una liquidità immediata, senza dover attendere 5 anni e recuperando il 110% della somma spesa, oppure si può richiedere un finanziamento cedendo il credito d’imposta alla banca. Attenzione però: la cessione del credito non è applicabile su ogni bonus previsto dal governo. Infatti il bonus verde per la sistemazione dei giardini, il bonus mobili per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e il bonus rubinetti per la sostituzione di sanitari, rubinetteria e altri accessori per il bagno purtroppo non sono cedibili. Il credito d’imposta è qualunque tipo di credito che si ha nei confronti dello Stato o di un ente pubblico. Nel caso del Superbonus il credito d’imposta equivale al 110% del costo dell’intervento. Questo credito può essere ceduto a banche o fornitori di beni e servizi per recuperare totalmente il costo della ristrutturazione. Continuiamo con un esempio pratico. Consideriamo un’ipotetica spesa di 40.000 € per un intervento di riqualificazione energetica: rientrano tra questi interventi la realizzazione del cappotto termico o la sostituzione dell’impianto di climatizzazione a gas con una pompa di calore ad alta temperatura. La cessione del credito ti permette di cedere la tua detrazione fiscale e recuperare in breve tempo 44.000 €, ovvero il 110% della spesa effettuata. Ti ricordi i vantaggi della pompa di calore? Ne abbiamo parlato nell’articolo Installare la pompa di calore: quando conviene? La cessione del credito permette di trasferire il credito d’imposta a un ente terzo come: • fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi; • altri soggetti come persone fisiche, imprese, società o enti; • istituti di credito e intermediari finanziari. Nella cessione del credito ad una banca, ad esempio, si può ottenere una liquidità immediata, senza dover attendere 5 anni e recuperando il 110% della somma spesa, oppure si può richiedere un finanziamento cedendo il credito d’imposta alla banca. Attenzione però: la cessione del credito non è applicabile su ogni bonus previsto dal governo. Non sono infatti cedibili: il bonus verde per la sistemazione dei giardini, il bonus mobili per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e il bonus rubinetti per la sostituzione di sanitari, rubinetteria e altri accessori per il bagno purtroppo. Sconto in fattura Lo sconto in fattura rappresenta l’ultima opzione per poter accedere al Superbonus: infatti c’è la possibilità di concordare uno sconto direttamente con l’impresa che realizzerà l’intervento. In altre parole se non abbiamo la disponibilità di 40.000 € per i lavori previsti, possiamo chiedere di applicare lo sconto direttamente sul costo del lavoro. In questo caso però lo sconto non deve essere superiore al costo stesso dei lavori, infatti può arrivare fino a un massimo del 100%. Cessione del credito e sconto in fattura: come funziona e come fare? Ora che abbiamo visto di cosa si tratta, come possiamo procedere per
La Renovation Wave Strategy è stata proposta dalla Commissione Europea come iniziativa per migliorare lo stato degli edifici europei, attualmente inquinanti e poco efficienti. La nuova strategia messa in campo da Bruxelles punta a migliorare l’edilizia del continente e si pone all’interno di una serie di provvedimenti incentrati sulla tematica ambientale. L’esigenza di individuare le modalità per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 ha portato la Commissione Europea a premere l’acceleratore sulle ristrutturazioni edilizie nel vecchio continente. Gli edifici sono infatti responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas serra. Da questi presupposti parte la necessità di individuare dei piani per contenere consumi e inquinamento. Povertà energetica e Renovation Wave Un altro dato allarmante sul quale la Renovation Wave può avere successo è il fenomeno della povertà energetica. Per oltre 34 milioni di europei riscaldare adeguatamente la propria casa è troppo costoso. Questo dato è particolarmente indicativo dello stato in cui versa il parco immobiliare europeo. La maggior parte degli edifici infatti sono datati e non ristrutturati ma soprattutto inefficienti dal punto di vista energetico. Alla questione edilizia si vanno a sommare ulteriori problematiche di diversa natura, come il costo dell’energia. Gli aumenti dei costi nella materia energia elettrica in concomitanza con la crisi finanziaria hanno fatto perdere a molte famiglie l’autosufficienza dal punto di vista energetico. A questi fattori si aggiunge spesso una resistenza di tipo comportamentale, dove sussiste una mancata consapevolezza dei benefici che può portare l’efficienza energetica in termini sia economici che ambientali. I punti della Renovation Wave Da queste premesse si è mossa la Commissione Europea per individuare i principali punti toccati dalla Renovation Wave Strategy. In merito all’iniziativa Frans Timmermans, vicepresidente del Green Deal europeo, ha affermato: “Vogliamo che in Europa tutti possano illuminare la propria casa, riscaldarla o raffrescarla senza rovinarsi, né rovinare il Pianeta. L’ondata di ristrutturazioni migliorerà i luoghi in cui lavoriamo, viviamo e studiamo, riducendo nel contempo il nostro impatto sull’ambiente e creando posti di lavoro per migliaia di europei. Se vogliamo ricostruire meglio servono costruzioni migliori”. Frans Timmermans – Vicepresidente Green Deal europeo Emergono quindi i punti toccati dalla Renovation Wave. Decarbonizzazione del riscaldamento e del raffrescamento. Con questa misura si intende limitare le emissioni generate bruciando combustibili fossili. Esistono infatti fonti energetiche che possono riscaldare e raffrescare le abitazioni senza adottare la combustione. Lotta all’inefficienza energetica e alla povertà. L’obiettivo è quello di aumentare l’efficienza degli edifici, anche utilizzando fonti energetiche rinnovabili. In tal modo una minore quantità di energia è in grado di garantire lo stesso risultato. Ristrutturazione degli edifici pubblici. Migliorando anche le strutture pubbliche si punta ad abbattere i consumi energetici e a migliorare il comfort abitativo e lavorativo. Gli obiettivi Con la direttiva pubblicata lo scorso 14 ottobre, la Renovation Wave Strategy si pone l’obiettivo di ristrutturare 35 milioni di edifici entro 2030. Un risultato ambizioso e che ha fatto commentare molti. Si tratta di un grosso passo in avanti per la vita di lavoratori e cittadini che potranno migliorare il loro modo di vivere e lavorare. Se da un lato si tratta di un’innovazione importantissima, dall’altro molti si chiedono come faranno molte famiglie a sostenere questo costo in 10 anni. Il sostegno della Comunità Europea da una parte e la consapevolezza del fatto che si fa un investimento che rientrerà nel giro di pochi anni dovrebbero fare la loro parte. Dall’altra parte c’è invece la ricaduta virtuosa promessa dalla direttiva. La Renovation Wave Strategy infatti potrebbe essere in grado di creare 160.000 posti di lavoro, i famosi green jobs, con occupazioni più o meno stabili nei settori dell’energia e dell’edilizia. Questi presupposti spianano quindi la strada verso gli obiettivi ancora più sfidanti che si è posta la Comunità Europea sul tema ambientale. La renovation wave ha infatti il vantaggio di contribuire a una strategia più ampia, che auspica un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050. Vuoi scoprire di più sul Green Deal? Leggi l’articolo Green Deal: l’economia verde europea Una nuova Bauhaus Pensare che sia tutto in nome dell’efficienza energetica non è totalmente corretto. Su questo tema ha espresso la sua Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione Europea guarda alla direttiva in maniera ampliata, contestualizzandola all’interno di un cambio di paradigma che sembra totalizzante. Si legge sul suo tweet: La nuova Bauhaus europea promette molto, ovvero di “cambiare il mondo di domani, che sarà più verde, più umano e più bello.” Ciò a cui allude la presidente della Commissione è infatti un cambiamento culturale più che edilizio. In altre parole c’è bisogno di un mutamento radicale del modo di concepire il mondo e in particolar modo l’ambiente. In questo senso non sono più chiamate in causa solo le compagnie energetiche, le aziende che lavorano nelle rinnovabili e imprese edilizie, ma siamo tutti chiamati a fare la nostra parte. Si parla infatti di una “visione” a cui tutti possono collaborare per renderla attraente. Leggi anche Fotovoltaico e pompa di calore: 5 motivi per cui conviene Insomma, come la Bauhaus ha cambiato, anche se per un periodo temporalmente limitato, le regole dell’architettura, le direttiva come la Renovation Wave possono rimettere in discussione temi importanti. Quello a cui stiamo partecipando, specie se visto nell’ottica del periodo storico in cui ci troviamo, può realmente modificare l’impatto dell’uomo sulla Terra ma non solo: può migliorare le vite di tutti. “Il nuovo Bauhaus europeo sarà la forza trainante per connotare il Green Deal europeo in maniera innovativa e antropocentrica, rendendolo più attraente. Sarà un movimento basato sulla sostenibilità, l’inclusività e l’estetica, mirante ad avvicinare il Green Deal europeo ai cittadini e porre al centro della vita quotidiana il riciclaggio, le energie rinnovabili e la biodiversità” Ursula von der Leyen – Presidente della Commissione Europea
Il nuovo ecobonus 110%, o superbonus, è una misura che prevede la detrazione per interventi di efficientamento energetico, di riduzione del rischio sismico, o per l’installazione di impianti fotovoltaici o infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. Il decreto prevede di usufruire della detrazione attraverso diversi metodi, tra cui lo sconto in fattura o la cessione del credito. Nel primo caso è l’azienda che compie i lavori a detrarre l’importo dovuto direttamente all’atto dell’acquisto. Nel caso della cessione del credito invece il titolare dell’ecobonus può cedere la parte detraibile (il 110% dell’ammontare, sulla base del tetto massimo) all’impresa fornitrice o ad altri soggetti, come istituti di credito e altri intermediari finanziari. La differenza sostanziale tra le due modalità è che possono beneficiare della cessione del credito tutti coloro che partecipano alla spesa per l’intervento: è molto utile dunque nel caso in cui sia un condominio a usufruire del superbonus. Nella sostanza tuttavia gli effetti sortiti sono equivalenti. Superbonus: quali interventi Gli interventi che sono ammessi all’ecobonus al 110% riguardano, come abbiamo già accennato, sia lavori di ristrutturazione edilizia sia di sostituzione degli impianti di riscaldamento. Vediamo più da vicino tutti gli interventi ammessi al superbonus: Cappotto termico: comprende l’isolamento termico delle superfici dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente. Ciò significa che l’intervento sull’involucro dell’edificio deve riguardare almeno un quarto delle superfici esposte. Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale: consiste nella sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento, come la caldaia tradizionale, con un impianto di nuova generazione per il riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda. Il vecchio impianto va sostituito con una delle seguenti soluzioni: Caldaia a condensazione con efficienza almeno di classe A Microcogenerazione, che consiste nella produzione di energia elettrica e calore da un unico impianto. Pompa di calore oppure impianti ibridi o geotermici Sono ammessi all’ecobonus al 110%anche gli interventi antisismici e di riduzione del rischio sismico relativi al cosiddetto sismabonus. I limiti di spesa per gli interventi trainanti Vediamo quindi attraverso la tabella, tutti i limiti di spesa relativi agli interventi trainanti, ovvero quegli interventi considerati più importanti dalla normativa sull’ecobonus: Tipologia intervento Tipologia edificio Importo massimo di spesa Isolamento termico sugli involucri Edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari Euro 50.000,00 Condomini Euro 40.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari1 che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità Condomini Euro 30.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari2 che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità Sostituzione impianto di climatizzazione con nuovo impianto3 Edifici unifamiliari o unità immobiliari funzionalmente indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari Euro 30.000,00 Condomini Euro 20.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità Condomini Euro 15.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità Interventi antisismici e di riduzione del rischio sismico4 Realizzati su singole unità immobiliari Euro 96.000,00 Acquisto case antisismiche Euro 96.000,00 Condominio Euro 96.000,00 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio 1 La detrazione spetta anche ai possessori (o detentori) di sole pertinenze (es. box, cantine) che abbiano sostenuto le spese 2 Nel caso di condomini con oltre 8 unità, per calcolare la spesa massima ammissibile, le prime 8 unità hanno sempre il limite a 40.000 per isolamento termico (o 20.000 per impianto) e le successive a 30.000 (o 15.000). 3 Qualora l’edificio sia privo di impianto di riscaldamento, in caso di realizzazione di un nuovo impianto, questo non ha diritto al Superbonus. 4 Se il credito è ceduto ad un’impresa di assicurazione e contestualmente viene stipulata una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spettante per i premi assicurativi è elevata dal 19% al 90%. Interventi trainati Gli interventi trainati sono quei lavori considerati meno importanti e permettono l’accesso all’ecobonus al 110% solamente in combinazione con uno o più interventi trainanti. Tra questi sono compresi: realizzazione del monitoraggio antisismico. installazione di impianti fotovoltaici, fino a un ammontare complessivo di 48.000€ per singola unità immobiliare e comunque con limiti di spesa pari a 2.400€ per ogni kW di potenza nominale installata. installazione di sistemi di accumulo. Il tetto massimo è condiviso con l’installazione dell’impianto fotovoltaico in combinazione: il limite di spesa di 48.000€ è valido quindi per la somma dell’impianto e del sistema d’accumulo e comunque quest’ultimo prevede un ulteriore tetto di 1.000€ per ogni kWh di capacità di accumulo. installazione di colonnine di ricarica per mezzi elettrici, con limiti di spesa pari a 3.000€ e limiti di potenza pari a 7 kW. Ricordiamo comunque che l’accesso al superbonus è consentito previa esibizione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Questo attestato, rilasciato da figure qualificate, deve dimostrare l’aumento di 2 classi energetiche a seguito degli interventi scelti. Sai cos’è l’Attestato di Prestazione Energetica necessario per accedere all’ecobonus? leggi il nostro articolo sull’efficienza energetica I soggetti che possono accedere al Superbonus L’ecobonus al 110% si può applicare agli interventi effettuati dai seguenti soggetti: Condomìni, limitatamente alle parti comuni come suolo, tetti e lastrici solari. Sono incluse tutte le opere che servono al godimento comune come impianti per l’acqua calda, gas o riscaldamento domestico. Persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa, arti e professioni. Ciò significa che il superbonus è riservato alle unità abitative e residenziali e non vengono ammessi edifici adibiti all’utilizzo professionale. Case popolari Cooperative edilizie di abitazione indivise, ovvero quelle cooperative nella forma di impresa in cui i soci partecipano per la costruzione di edifici a scopo abitativo. In particolare le cooperative indivise sono quelle in cui la proprietà degli immobili rimane all’associazione e non viene divisa tra i soci. Organizzazioni senza fini di lucro Associazioni e società sportive dilettantistiche Comunità energetiche rinnovabili, ovvero quelle realtà residenziali che soddisfano il proprio fabbisogno energetico con energie rinnovabili attraverso un impianto di produzione comune. Sai come funziona una pompa di calore? leggi il nostro