Si parla di cambiamento per indicare un mutamento sistematico e progressivo del clima terrestre. Le temperature della Terra sono sempre più alte e le cause sono diverse, alcune attribuibili alle attività umane. Cambiamento Climatico: una definizione Facciamo riferimento ai cambiamenti climatici che stanno investendo il nostro pianeta per riferirci al fenomeno conosciuto come riscaldamento globale. Il fenomeno del riscaldamento globale fa riferimento all’innalzamento costante della temperatura terrestre che si sta verificando da molti anni a questa parte. Le mutazioni climatiche che investono il nostro pianeta hanno effetti anche gravi su diversi parametri come le precipitazioni, la nuvolosità, le temperature dei mari e degli oceani e le specie viventi. Il clima influenza il nostro pianeta e viceversa. Se infatti abbiamo studiato fin da piccoli le mutazioni climatiche che hanno riguardato il nostro pianeta nelle diverse ere geologiche, oggi le cose stanno in maniera leggermente diversa. Molti scienziati e climatologi sono infatti convinti che la responsabilità del cambiamento climatico sia da ricercarsi nelle attività umane: scopriamo insieme in che modo l’uomo può influenzare il clima terrestre. Le cause del cambiamento climatico Secondo molte comunità scientifiche le cause del cambiamento climatico che stiamo vivendo in questi anni sono da ricercarsi nelle attività dell’uomo. Quando si parla di surriscaldamento globale, si fa spesso riferimento ai gas serra. Tra i gas serra possiamo menzionare il vapore acqueo, l’anidride carbonica, il metano, gli ossidi azotati e i fluorurati in generale. Questi gas sono responsabili dell’effetto serra, un effetto per il quale le radiazioni del sole rimangono intrappolate nell’atmosfera, riscaldando oltremodo la terra. Il gas serra che partecipa maggiormente alla creazione dello strato gassoso che intrappola le radiazioni solari è il vapore acqueo, prodotto dall’ebollizione dell’acqua. A seguire ci sono la CO2 (anidride carbonica) e il CH4 (il metano) che insieme contribuiscono dal 20 al 25% dell’effetto serra. Ma c’è da fare una distinzione importante: i fenomeni di cambiamento climatico, come abbiamo già accennato, riguardano anche eventi geologici naturali, che sono avvenuti nel corso della storia del nostro pianeta. Con il termine riscaldamento globale invece si fa particolare riferimento all’aumento della temperatura causato dall’uomo dalla rivoluzione industriale ad oggi. Sai cosa sono le polveri sottili? Se vuoi approfondire, leggi il nostro articolo polveri sottili, cosa sono e cosa le produce I combustibili fossili e l’effetto serra Come abbiamo accennato, le attività dell’uomo hanno una responsabilità rilevante per quanto riguarda il cambiamento climatico e in particolare per il riscaldamento globale. Ma quali sono quelle attività che sono più dannose per la nostra atmosfera? Andiamo ad analizzarle una per una: Deforestazione: come ben sappiamo, gli alberi hanno la capacità di assorbire l’anidride carbonica per trasformarla in ossigeno. La deforestazione ha diminuito considerevolmente il numero di alberi che attuano questo processo. Allevamento: durante il processo digestivo ed escretivo i bovini e gli ovini producono ingenti quantità di metano, che vengono disperse nell’atmosfera. Fertilizzanti: alcuni fertilizzanti (a base di azoto) producono emissioni di ossido d’azoto che si liberano nell’aria. I gas fluorurati (F-gas) utilizzati per esempio da alcuni tipi di condizionatori o di processi di raffreddamento provocano un potentissimo effetto serra, di molto superiore a quello della CO2. Qualsiasi tipo di combustione crea emissioni. Le più dannose sono quelle dei combustibili fossili, come carbone, gas e petrolio che liberano nell’atmosfera CO2 e ossido d’azoto. Sebbene il nostro pianeta abbia dei modi naturali per assorbire le emissioni generate dalle attività umane, attualmente i cosiddetti pozzi naturali non sono in grado di smaltire tutte le sostanze liberate nell’ambiente. Si calcola infatti che due terzi delle emissioni prodotte dall’uomo nel 2017 si sia accumulato nell’atmosfera. La NASA ha studiato il cambiamento climatico dal 1880 a oggi, producendo una proiezione che ci permette di capire l’entità di questo fenomeno: Le conseguenze del riscaldamento globale Il cambiamento climatico che stiamo vivendo e in particolare il fenomeno del riscaldamento globale stanno provocando una serie di conseguenze pericolose per il nostro pianeta e per le specie che lo abitano. Tra le conseguenze più negative del cambiamento climatico troviamo: Scioglimento dei ghiacciai e conseguente perdita di habitat di molte specie viventi Innalzamento, riscaldamento e acidificazione degli oceani Fenomeni di desertificazione Aumento di fenomeni climatici estremi, in grado di creare disastri ambientali Questo può farci capire quanto può essere fragile e pericoloso il nostro pianeta. Come agire per salvaguardare il nostro pianeta Sicuramente non è sufficiente un intervento di tipo individuale per avere un impatto decisivo sui fenomeni di cui abbiamo parlato. È necessario che l’economia, la politica e la società progettino piani di contenimento del cambiamento climatico che possano essere collettivi e incisivi. Sotto questo aspetto molte aziende stanno facendo scelte sociali importanti, riducendo le emissioni prodotte, così come molti enti sovranazionali si sono mossi per definire alcune importanti linee guida per il futuro. Noi come individui di una società sempre più informata possiamo fare, nel nostro piccolo, delle scelte che possono aiutare il mondo. Le nostre decisioni possono farci stare meglio e favorire l’apprendimento e la comprensione di coloro che non ancora si accorgono dell’urgenza e dell’attualità di questo tema. Ecco quindi 5 modi con cui possiamo contrastare il cambiamento climatico: Limitare il consumo di carne, prediligendo frutta e verdura di stagione Favorire l’economia circolare, basata sulla riduzione dei consumi. Riutilizzando più volte gli oggetti, riparando quelli rotti piuttosto che ricomprarli e riciclando quelli inutilizzabili possiamo aiutare il pianeta. Occhio al marchio: oggi molte aziende sono impegnate sul fronte ambientale. Prediligere un’azienda che si batte per l’ambiente può essere una scelta consapevole e intelligente per contribuire alla tematica ambientale. Utilizzare mezzi di trasporto meno inquinanti. Nel caso in cui non sia possibile utilizzare bicicletta o monopattino, sarebbe meglio orientarsi verso il car sharing per ridurre le emissioni di gas. Utilizzare fonti energetiche rinnovabili e pulite. Le nostre abitazioni sono responsabili della maggior parte delle emissioni inquinanti, specie per il riscaldamento. Valutare una soluzione efficiente e sostenibile può contribuire a limitare il riscaldamento globale. Hai mai pensato di vivere in una casa senza gas? Leggi il nostro articolo Riscaldare casa senza gas è possibile? per scoprire di più.
Il concetto di sviluppo sostenibile è stato utilizzato in diversi contesti durante gli ultimi decenni e tuttora, nonostante sia stato declinato in molteplici varianti, la sua importanza è di fatto imprescindibile. Secondo la definizione proposta nel rapporto “Our Common Future”, pubblicato nel 1987 dalla Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo (Commissione Bruntland) del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo in grado di assicurare «il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri». Lo sviluppo sostenibile si differenzia dalla concezione di sviluppo più tradizionale perché non si occupa esclusivamente del lato economico ma comprende due ulteriori aspetti: la dimensione sociale e quella ambientale. Il dibattito sulla sostenibilità ha portato il concetto di sviluppo ad abbracciare anche gli aspetti sociali e ambientali del vivere di tutti, ripudiando una concezione solamente economica, spesso in contrapposizione con altri valori comuni. Gli obiettivi di sviluppo Lo sviluppo sostenibile prevede innanzitutto che le risorse naturali presenti sul nostro pianeta non vengano ridotte. Rispettare i limiti ambientali è diventata quindi una priorità e la politica si trova sempre più spesso a dover rivedere le modalità per affrontare in maniera innovativa la problematica della scarsità, tenendo in considerazione le componenti sociali ed economiche connesse. I limiti del nostro pianeta infatti vengono regolarmente superati: a dimostrazione di questo c’è l’Earth Overshoot Day, il giorno dell’anno in cui terminiamo le risorse che il pianeta è in grado di rigenerare per quell’anno. Questo giorno, purtroppo, ogni anno anticipa il suo avvento: nel 2019 è stato il 19 luglio. Proprio per questo, nel settembre 2015 è stato sottoscritto un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità da parte dei 193 paesi membri dell’ONU: si tratta della cosiddetta Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Questo programma prevede il raggiungimento di 169 traguardi seguendo una linea d’azione in 17 obiettivi ben specifici, che i paesi facenti parte dell’ONU si sono impegnati a raggiungere entro il 2030. Ecco nel dettaglio i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: Obiettivo 1. Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo Obiettivo 2. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile Obiettivo 3. Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età Obiettivo 4. Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti Obiettivo 5. Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze Obiettivo 6. Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie Obiettivo 7. Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni Obiettivo 8. Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti Obiettivo 9. Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile Obiettivo 10. Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le nazioni Obiettivo 11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili Obiettivo 12. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo Obiettivo 13. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico Obiettivo 14. Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile Obiettivo 15. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre Obiettivo 16. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile Obiettivo 17. Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile Lo sviluppo sostenibile nel pratico Per capire meglio il concetto di Sviluppo Sostenibile può essere d’aiuto fare qualche esempio. L’utilizzo delle fonti rinnovabili (energia solare, eolica, geotermica, idrica, ecc.) ad esempio consente di generare energia senza far uso di delle risorse esauribili e inquinanti come petrolio, carbone e gas. L’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili assicura un basso impatto ambientale in termini di inquinamento e un grado di efficienza maggiore rispetto ai combustibili fossili. Vuoi leggere di più sulle energie rinnovabili? Leggi l’articolo Un altro esempio utile per capire meglio il concetto di sostenibilità è il riciclo dei rifiuti: questa buona abitudine permette di riutilizzare le materie prime in nuovo ciclo di produzione. Il materiale che viene riciclato, anziché essere smaltito direttamente in discarica, torna a vivere. In questo senso l’utilizzo di materiali potenzialmente utili, prima considerati scarti, diventa un modo per rendere sostenibile il ciclo di produzione, riducendo le energie richieste e le emissioni associate. Scuola e generazioni future Come abbiamo accennato all’inizio dell’articolo, l’obiettivo principale di uno Sviluppo Sostenibile è quello di permettere a tutti di disporre di una buona qualità di vita entro i limiti ecologici del nostro pianeta, oggi e soprattutto in futuro. In altre parole l’obiettivo da porsi è quello di permettere ai nostri figli di soddisfare i propri bisogni e, per farlo, è necessario tutelare l’ambiente e le risorse. Oggi è dunque fondamentale favorire la diffusione della cultura della sostenibilità. Proprio per questo nel 2016 il ministero dell’Istruzione ha stipulato un protocollo d’intesa con il ministero dell’università, della ricerca (Miur) e l’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS). Questa intesa ha portato, anche grazie alla partecipazione dell’Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa (indire), alla creazione e alla diffusione di materiale specifico per la formazione autonoma dei docenti sullo sui valori dello sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sostenibile parte dall’educazione, perché individui formati sono più consapevoli delle scelte che fanno nei confronti di se stessi e degli altri. La speranza è che certi valori vengano rispettati, insegnati e divulgati non solo a scuola, ma anche a casa.
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