Il rispetto per l’ambiente e per la salute del pianeta deve partire dalle nostre abitudini, per questo è importante vivere in una casa 100% sostenibile. In particolare dalla nostra abitazione e dalla vita che facciamo in casa. Per questo motivo si sta sviluppando sempre più il concetto di casa ecologica e sostenibile, cioè un’abitazione che rispetta i principi dell’architettura sostenibile. Una casa 100% sostenibile è un edificio efficiente dal punto di vista energetico e rispettoso dell’ambiente. Ma quando un’abitazione può essere definita “sostenibile”? Vediamo insieme le 5 caratteristiche più importanti di una casa 100% sostenibile ed efficiente. Perché scegliere una casa 100% sostenibile? Avere una casa 100% sostenibile significa abitare nel pieno rispetto dell’ambiente. È il principio dell’architettura sostenibile o bioedilizia, che punta alla progettazione e alla costruzione di edifici a impatto zero. L’impatto ambientale di un edificio non è da sottovalutare. Bisogna scegliere con cura ad esempio i materiali di costruzione, le vernici utilizzate e in particolare valutare l’esposizione e il corretto posizionamento dell’abitazione nello spazio circostante. Ogni dettaglio di una casa ecologica è studiato per offrire un alto benessere abitativo nel rispetto della natura e senza rinunciare all’efficienza. Grazie a innovativi sistemi tecnologici si possono sfruttare fonti energetiche pulite e rinnovabili che garantiscono alte prestazioni e bassi consumi. Con un sistema di climatizzazione a pompa di calore si evita l’emissione di sostanze inquinanti e gli impianti fotovoltaici possono produrre energia elettrica per avere maggiore autonomia. Una casa 100% sostenibile garantisce comfort e anche risparmio: sfruttando fonti di energia alternativa e anche elettrodomestici dotati di tecnologie avanzate ed intelligenti, si ottiene un risparmio elevato nel medio-lungo termine sulle utenze di casa. Infatti nella progettazione dell’edificio non dovrebbero mancare sistemi di gestione per il risparmio energetico e impianti per l’autoproduzione elettrica come il fotovoltaico. Una casa sostenibile quindi dovrebbe essere progettata per garantire un uso efficiente e razionale delle risorse energetiche, utilizzando ad esempio sistemi di recupero dell’acqua piovana. Ma non solo! Vediamo insieme le 5 principali caratteristiche di una casa 100% sostenibile ed ecologica. La casa ecologica sostenibile: 5 caratteristiche fondamentali 1. Materiali di costruzione naturali Una casa deve nascere “ecologica” fin dalla sua progettazione: per questo si parla di architettura sostenibile, cioè un modo che non si limiti a costruire edifici a misura d’uomo, ma anche secondo natura. Una delle prime valutazioni è il luogo in cui verrà edificata la vostra casa: infatti sarà di vitale importanza definire la posizione e l’orientamento dell’edificio per garantire una vera e propria sinergia tra casa e natura circostante.Successivamente verranno selezionati i materiali di costruzione più sostenibili e naturali e che rendono la casa più sicura, più efficiente e più confortevole. Uno dei materiali più utilizzati è il legno, che è anche uno dei più antichi impiegati nel campo dell’edilizia e dell’architettura. I suoi vantaggi sono molteplici in quanto oltre ad essere un materiale ecosostenibile, è anche molto resistente ed economico. É estremamente versatile, grazie alla sua buona flessibilità: proprio per questo motivo viene impiegato nella realizzazione di vari elementi come i pannelli prefabbricati per strutture portanti, le coperture e i rivestimenti esterni tipo pareti e solai oppure per le finiture ed i rivestimenti interni Avete presente le classiche case norvegesi in legno di abete o betulla oppure le caratteristiche baite che si trovano anche sulle nostre montagne?La scelta del legno non è data solo per l’elevata disponibilità o esclusivamente un gusto stilistico, ma è data soprattutto per via della sua elevata caratteristica isolante. Infatti il legno di cui sono fatte le tipiche case norvegesi possiede un’elevata capacità di isolare l’edificio dal freddo, perché il legno è in grado di garantire un totale isolamento sia termico che acustico.Inoltre il legno è un materiale antisismico ed è in grado di regolare l’umidità. Per questo motivo è un’ottima soluzione per migliorare la qualità di vita dell’ambiente domestico. Bisogna però prestare attenzione alla tipologia e alla qualità del legno da impiegare: per la costruzione di una casa sostenibile è necessario prediligere materia prima certificata e prodotta da aziende qualificate. Una valida alternativa al legno è il bambù, un materiale ecosostenibile resistente e flessibile, tanto da esser definito “acciaio verde“. É un materiale molto resistente ai graffi e perciò viene molto utilizzato nella realizzazione di pavimentazioni. Il legno e le sue alternative non sono gli unici materiali sostenibili utilizzati nella bioedilizia. Infatti vengono impiegati anche mattoni d’argilla oppure la canapa, materiali capaci di assorbire l’umidità interna in eccesso e di ridurre le escursioni di temperatura all’interno dell’abitazione. I materiali ecosostenibili inoltre, essendo più durevoli di quelli artificiali a buon prezzo, non saranno soggetti alla sostituzione in breve tempo, comportando un risparmio economico nel lungo periodo.Una casa costruita con materiali naturali migliora anche la salute di chi abita grazie ad una migliore qualità dell’ambiente domestico ed in particolare dell’aria: i materiali ecosostenibili infatti evitano la formazione di gas o composti organici volatili (VOC) nocivi, come purtroppo accade con il poliuretano, la formaldeide, i solventi sintetici e il piombo. 2. Coibentazione e isolamento In realtà, gran parte dei principi dell’architettura sostenibile vertono sul garantire un buon isolamento per abbassare il fabbisogno energetico dell’intera struttura edilizia. In questo settore sono di fondamentale importanza il materiale di costruzione e la presenza di un involucro edilizio opportunamente progettato. Una casa 100% sostenibile è un’abitazione ben isolata, che non presenta dispersioni termiche. Isolare casa significa risparmiare energia e garantire il comfort interno. Anche qui entrano in gioco materiali naturali prestanti ed efficienti, come il legno e i suoi derivati. Ad esempio la fibra di legno è una soluzione ideale per l’isolamento e nasce proprio dal riciclo di questo pregevole materiale: i pannelli utilizzati in fibra di legno impiegati nelle case ecologiche, infatti sono ecocompatibili e compostabili interamente una volta finito il loro ciclo di vita. La fibra di cellulosa è un altro ottimo isolante termico perché resiste efficacemente all’escursione tra giorno e notte. È un materiale naturale che non si deforma, è elastico e resistente all’umidità e al fuoco. Un altro materiale dalle buone doti isolanti è la lana di
Perché l’ACS è così importante? Quali sono le soluzioni migliori per garantire un’alta efficienza energetica ed eco-sostenibilità senza eccessivi consumi?
Il Superbonus è in continua evoluzione, nonostante le difficoltà generali causate dalla pandemia. Questo maxi incentivo fiscale, nato con il Decreto Rilancio del luglio 2020, è stato già oggetto di modifiche grazie al nuovo Decreto Semplificazioni del 2021. Il decreto Semplificazioni ha introdotto importanti novità per il Superbonus 110. Superbonus 110%: le prime novità con il Decreto Semplificazione Vediamo le principali semplificazioni che riguardano il nuovo superbonus del 2022: Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche: con il Decreto Semplificazioni ora questi interventi rientrano tra gli interventi trainati del Superbonus. Se non sai quali sono gli interventi trainati, leggi l’articolo Ecobonus al 110%: un’opportunità da cogliere al volo, che spiega tutti gli interventi che rientrano in questa maxi-agevolazione fiscale. L’estensione dei benefici del Superbonus 110 alle categorie catastali B/1, B/2 e D/4: rientrano tra queste categorie edifici come collegi, convitti, ricoveri, orfanotrofi, seminari, conventi, caserme, case di cura e ospedali. È necessario però che i proprietari di questi edifici siano in possesso di determinati requisiti, ovvero che svolgano principalmente attività di prestazione di servizi socio-sanitari e assistenziali e che i membri del CdA non percepiscano alcun compenso o indennità di carica e abbiano un contratto regolarmente registrato di proprietà, nuda proprietà, usufrutto o comodato d’uso gratuito. Novità sulla comunicazione di inizio dei lavori (CILA): questa è una delle novità più importanti, in quanto viene introdotto un nuovo modello CILA (Comunicazione di inizio dei lavori asseverata) in versione semplificata rispetto al precedente. Ad esempio, il nuovo CILA potrà consentire l’avvio dei lavori per i quali non serve più l’attestazione dello stato legittimo dell’immobile, previsto dall’articolo 9-bis, comma 1-bis, del Testo Unico dell’edilizia. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze conferma che nel caso di abusi edilizi anche gli edifici con irregolarità possono usufruire del Superbonus. Ad esempio, nel caso di un condominio con una concessione edilizia e perfettamente abitabile ma che è stato costruito diversamente dal progetto originario e urbanisticamente insanabile, è comunque possibile per i condòmini usufruire dell’agevolazione. Deroga distanze del cappotto termico: il nuovo decreto prevede che gli interventi di dimensionamento del cappotto termico e del cordolo sismico non concorrono più al conteggio della distanza e dell’altezza, come previsto dal ex art. 873 del Codice Civile. Cambio residenza: chi acquista una prima casa e opera interventi di ristrutturazione relativi al Superbonus 110% ha 30 mesi di tempo, e non più 18, per fare il cambio di residenza nel Comune di appartenenza della nuova casa. Il Decreto Semplificazioni ha dunque apportato numerose modifiche e importanti novità in ambito del SuperBonus. Tuttavia la Legge di Bilancio 2022, deliberata il 28 ottobre 2021 dal Consiglio dei ministri e in attesa di approvazione definitiva, cambia di nuovo le carte in tavola soprattutto in termini di proroghe e scadenze. SuperBonus 110%: le nuove proroghe e scadenze Il disegno di Legge di Bilancio per il 2022, ha confermato la proroga del Superbonus 110%, anche se si tratta di una proroga differenziata in base al tipo di immobile. Vediamo più nel particolare la differenziazione delle nuove proroghe e delle nuove scadenze introdotte: 31 dicembre 2022Per gli edifici unifamiliari: Ciò riguarda persone fisiche che non esercitano attività di impresa, arte o professione, che richiedono di accedere al bonus per interventi su edifici unifamiliari o su unità immobiliari funzionalmente indipendenti. Per essere considerate indipendenti, queste unità devono essere dotate di almeno tre delle seguenti installazioni: impianti per l’approvvigionamento idrico; impianti per il gas; impianti per l’energia elettrica; impianto di climatizzazione invernale. Inoltre rientrano in questa categoria anche gli edifici unifamiliari situati all’interno di edifici plurifamiliari ma che dispongono di uno o più accessi autonomi dall’esterno. 31 dicembre 2023Per i condomìni ed edifici plurifamiliari: In particolare per questa categoria di edifici la proroga del SuperBonus 110% sarà effettuata negli anni successivi con un’aliquota decrescente. Infatti dal 2024 la detrazione scenderà dall’attuale 110% al 70% e dal 2025 la detrazione passerà al 65%, ovvero la stessa aliquota dell’Ecobonus. 31 dicembre 2022 Per gli edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari e per unità immobiliari distintamente accatastate: in particolare, il Superbonus coprirà le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 solo se entro il 30 giugno 2022 saranno stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo. 31 dicembre 2023 Per le case popolari e gli istituti autonomi: questa scadenza interessa gli Istituti autonomi case popolari (IACP) ed enti con le stesse finalità sociali. Il Superbonus coprirà le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023 solo se entro il 30 giugno 2023 saranno stati effettuati lavori finalizzati al risparmio energetico o antisismici per almeno il 60 % dell’intervento complessivo. Altrimenti la scadenza per questa categoria di edifici è fissata al 30 giugno 2023. Superbonus 110%: gli ultimi aggiornamenti Ma le novità non sono finite qui: nuovi aggiornamenti riguardo la maxi agevolazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici ci giungono dall’ultimo incontro tra Governo e maggioranza di martedì 21 dicembre 2021. Da questo incontro sono stati sciolti i nodi relativi alle modifiche che la Legge di Bilancio 2022 apporterà al SuperBonus. Ecco le principali novità apportate all’incentivo: Il Superbonus 110% è stato prorogato in via definitiva per le abitazioni unifamiliari e le unità funzionalmente indipendenti con un accesso autonomo fino al 31 dicembre 2022. La proroga è valida per chi ha effettuato il 30% dei lavori complessivi entro giugno 2022. Viene eliminato il vincolo di tetto ISEE di 25.000 euro per accedere al Superbonus per i possessori di villette e case unifamiliari. Viene eliminato il limite per i soggetti fisici che non avevano presentato la CILA entro settembre 2021: adesso anche questi soggetti potranno completare i lavori entro dicembre 2022. Viene esteso il termine ultimo per gli interventi “trainati” che riguardano l’installazione di pannelli solari fotovoltaici e di colonnine di ricarica per le auto elettriche fino a dicembre 2023 . Le unità site all’interno dei condomini possono ora ultimare i lavori “trainati” in linea con le stesse scadenze che il condominio avrà sui lavori delle parti comuni. Il Bonus di ristrutturazione è stato esteso anche a RSA e
La caldaia a biomassa rappresenta un’alternativa sostenibile alla classica caldaia tradizionale, poiché utilizzano entrambe la combustione per riscaldare, ma le fonti energetiche sono diverse: le caldaie a biomassa usano fonti rinnovabili come legno e altra materia organica. La combustione di una fonte rinnovabile, supportata dalla sua efficienza energetica, potrebbero essere un vantaggio rispetto all’uso di combustibile fossile. Ma andiamo a conoscere meglio le caldaie a biomassa prima di addentrarci nel confronto con le pompe di calore. La caldaia a biomassa: cos’è e come funziona? La caldaia a biomassa funziona in modo molto simile alla caldaia a gas o a gasolio: il riscaldamento è fornito ancora una volta dalla combustione, ma in questo caso la materia prima non è il gas o il gasolio, come per le caldaie tradizionali o a condensazione, ma è la biomassa. Ma cos’è la biomassa? La biomassa indica qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale utilizzabile a fini energetici. In altre parole comprende tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili solidi, liquidi o gassosi. Tutti questi materiali possono essere utilizzati per generare elettricità e calore, ma anche per la realizzazione di composti chimici o carburanti biologici. La biomassa si divide in diverse tipologie: Pellet: scarti di lavorazione del legno pressati in piccoli cilindretti. Cippato: legno naturale tritato con o senza corteccia, di provenienza boschiva. Segatura: scarti industriali o scarti di prodotti agricoli. Legna a pezzi (ciocchi): porzioni di tronco di provenienza boschiva. Tronchetti di legno: residui di legno pressati. La maggior parte delle caldaie o stufe a biomassa possono essere alimentate con un solo tipo di biomassa: ad esempio la caldaia a pellet brucia soltanto pellet, ed è per questo che si chiama così. Oggi ci sono in commercio anche modelli più tecnologici e versatili, con i quali si possono utilizzare anche diversi tipi di biomassa per lo stesso impianto, come pellet e cippato ad esempio. La tipologia più comune di stufa a biomassa è quella a fiamma inversa o rovesciata: in questo modello la fiamma si sviluppa verso il basso, invece di svilupparsi verso l’alto come nelle caldaie tradizionali. In questo modo si può caricare il combustibile nella parte alta dell’impianto, così la fiamma brucerà solo una parte del legno inserito mantenendo una combustione costante. In altre parole questo si traduce in un maggiore risparmio per evitare l’eccessivo consumo di combustibile. La combustione di questi materiali genera scarse emissioni inquinanti rispetto ai combustibili fossili: questo perché la caldaia a biomassa, a differenza delle caldaie tradizionali come quelle a metano, brucia al suo interno una fonte energetica rinnovabile. Energia rinnovabile vuol dire che, come il legno, ricresce naturalmente al contrario dei giacimenti di combustibile fossile, una fonte energetica altamente inquinante e per di più in esaurimento. Durante la combustione, la legna produce la stessa quantità di CO2 che produrrebbe naturalmente se fosse lasciata a marcire nei boschi: per questo motivo la combustione della biomassa viene definita più ecologica rispetto ad altri combustibili. La legna infatti, al contrario del gas metano o del gasolio, produce emissioni che si considerano carbonio-neutrali, cioè non alterano l’equilibrio di anidride carbonica (CO2) nell’ambiente. L’alterazione di questo equilibrio è direttamente collegata all’inquinamento ambientale, così come il rilascio di particolato e polveri sottili nell’aria che respiriamo. Vedremo in seguito che proprio per questo ultimo aspetto, la stufa o la caldaia a biomassa non rappresentano una soluzione così ecologica e sostenibile quanto può sembrare. Anche la pompa di calore, così come la caldaia a biomassa, sfrutta una fonte rinnovabile. Ma dal punto di vista della sostenibilità, esiste una netta differenza tra i due impianti. Infatti, nonostante utilizzi una risorsa naturale a basse emissioni nocive, la caldaia a biomassa sfrutta la combustione che produce una grande quantità di pericolose polveri sottili.Al contrario, la pompa di calore non scalda gli ambienti bruciando combustibile ma attraverso lo scambio di calore tra una fonte naturale – come aria, acqua di falda e terreno – e gli ambienti da riscaldare. Caldaia a biomassa e pompa di calore: il confronto L’inquinamento della biomassa La biomassa è una fonte energetica rinnovabile e un’interessante alternativa ai combustibili fossili, in quanto il suo utilizzo permetterebbe di ridurre le emissioni nocive: infatti la combustione delle biomasse legnose non comporta emissioni aggiuntive di CO2 nell’atmosfera. Per questo motivo la caldaia a biomassa viene presentata come una soluzione più ecologica e rispettosa dell’ambiente rispetto ai modelli che sfruttano il metano, il GPL o il gasolio. In realtà, la biomassa come legno e pellet è più inquinante di quanto sembra! Infatti, paradossalmente, le stufe che sfruttano il pellet ad esempio, sono molto più inquinanti delle caldaie tradizionali. E perchè? La differenza sostanziale tra la biomassa e gli altri combustibili fossili si riscontra soprattutto sulle emissioni di particolato o polveri sottili (PM), che rappresenta l’inquinante atmosferico di maggior rilievo. Se dunque i livelli di CO2 non vengono alterati dalla combustione di fonti naturali, il potere inquinante della caldaia a biomassa è causato principalmente dai residui di combustione, come cenere e fumi, e in particolare dalle polveri sottili altamente pericolose per l’ambiente e per la salute.In altre parole quando il materiale brucia all’interno della caldaia o della stufa a biomassa, questa rilascia polveri e fumi responsabili dell’effetto serra e di effetti dannosi sull’uomo. Dal punto di vista della sostenibilità, la pompa di calore resta ancora una volta la scelta più green. La tecnologia della pompa di calore rivoluziona il modo di riscaldare casa, poiché il calore non viene generato dalla combustione – fossile o di biomassa – e dunque non ci sono emissioni che potrebbero inquinare l’aria.Con la pompa di calore, l’energia termica necessaria per il riscaldamento non viene prodotta bruciando combustibile: il calore viene trasferito dall’ambiente esterno a quello interno della casa. Quindi la pompa di calore non rilascia nessun fumo di scarico o residui di combustione. Al contrario, la caldaia a biomassa rappresenta un potenziale pericolo per l’ambiente in quanto continua ad utilizzare combustibile, anche se questo è di origine naturale.La combustione di materiale organico produce fumi e residui anche all’interno della caldaia: rispetto alla pompa
La pompa di calore per il raffrescamento rappresenta una soluzione efficiente e sostenibile, sebbene sia conosciuta più spesso per la sua funzione invernale. La pompa di calore reversibile permette la produzione di acqua calda sanitaria, riscalda e raffresca la nostra casa utilizzando energia naturale gratis e sfruttando lo stesso impianto utilizzato per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria. Ma come è possibile? Vediamo insieme come funziona e cos’è una pompa di calore reversibile, come ad esempio ReTina – il modello reversibile di Tina, la pompa di calore ad alta temperatura ed alta efficienza. Un’alternativa al condizionatore Con l’arrivo dell’estate si inizia a fare i conti con il caldo asfissiante, per cui l’unico rimedio è avere un sistema di climatizzazione efficiente. Ad oggi esistono molteplici soluzioni per rinfrescare casa con tecnologie che impiegano energie pulite e rinnovabili: con questo articolo possiamo farci un’idea sulle soluzioni alternative al condizionatore. Vuoi sapere di più sul raffrescamento di casa? Leggi l’articolo Aria condizionata: rinfrescare casa in modo efficiente Sapevi che il raffrescamento a pavimento con pompa di calore ci permette di avere sempre la temperatura ideale nella nostra casa e senza eccessivi consumi? Infatti tramite una pompa di calore il pavimento viene rinfrescato – così come viene riscaldato nei mesi freddi – grazie all’acqua di falda presente naturalmente nel terreno. Come il sole anche l’acqua di falda è una fonte naturale e rinnovabile di calore e di fresco. Come il fotovoltaico, anche le pompe di calore sono sostenibili perché utilizzano l’energia termica ricavata dall’acqua proveniente dal terreno. Il comfort garantito è quindi anche sostenibile. I sistemi di climatizzazione più innovativi sono anche quelli che garantiscono un maggior risparmio. La pompa di calore collegata ad un sistema di climatizzazione a pavimento, infatti, garantirà una casa fresca d’estate e, d’inverno, la stessa pompa di calore riscalderà la casa grazie al calore irradiato dal pavimento. In altre parole, un unico sistema che assicura la comodità di una casa calda d’inverno e fresca d’estate. Lo stesso impianto inoltre produce anche l’acqua calda utile per lavarsi e cucinare. Sai che non è la stessa acqua che circola nei sistemi di riscaldamento o raffrescamento? Ne abbiamo parlato in questo articolo se vuoi saperne di più. Cos’è l’acqua calda sanitaria? Scoprilo con l’articolo Acqua calda sanitaria: come produrla in modo sostenibile Ma come fa una pompa di calore a raffrescare? Raffrescamento con pompa di calore: come funziona? Non tutte le pompe di calore garantiscono il raffrescamento degli ambienti. Solo il modello reversibile è in grado di generare sia acqua calda che acqua fresca. In sostanza la pompa di calore reversibile è una centrale termica che integra in una unica soluzione la funzione di una caldaia e un gruppo frigo. In base al modello, il raffrescamento con pompa di calore può avvenire in 2 modi: Raffrescamento attivo: con questa funzione la pompa di calore raffresca attivamente la casa. Il normale funzionamento della pompa di calore viene semplicemente invertito per generare acqua fredda utile al raffrescamento. Ad esempio nelle pompe di calore aria-acqua, il circuito del refrigerante viene invertito affinché la pompa di calore lavori come un grosso frigorifero. In altre parole il calore, invece di essere assorbito dalla pompa di calore come avviene per riscaldare casa, viene trasferito dall’interno dell’abitazione verso l’esterno. Il raffreddamento attivo ha una maggiore capacità di raffreddamento e può essere utilizzato per tutti i tipi di pompe di calore: pompe di calore a terra, pompe di calore ad acqua e pompe di calore ad aria. Raffrescamento passivo: il raffrescamento passivo è tipico delle pompe di calore geotermiche e delle pompe di calore acqua-acqua: tutte le soluzioni installate nel terreno possono prevedere il raffrescamento passivo. Il raffrescamento può essere prodotto senza che la pompa di calore sia in completa funzione. Infatti le basse temperature della fonte di calore – l’acqua nel caso di pompe di calore acqua-acqua e il terreno profondo nel caso di pompe di calore geotermico – permettono il raffreddamento passivo degli ambienti. In pratica l’acqua fredda viene spostata nel circuito di riscaldamento o raffreddamento tramite una pompa di circolazione. Lo scambiatore di calore viene installato direttamente nel circuito dell’acqua di falda o in quello geotermico. Questo sistema trasmette la potenza frigorifera nell’ambiente, rinfrescando la casa tramite il circolo di aria fresca. Il vantaggio di questa soluzione è che ha un’alta efficienza e un basso consumo. Infatti consuma una minima parte di corrente dal momento che vengono attivate solo le pompe di circolazione dell’aria fresca senza utilizzare l’intero ciclo della pompa di calore. Quindi, come possiamo immaginare, l’utilizzo della pompa di calore in collegamento con un sistema di raffrescamento – o riscaldamento – a pavimento è solo una delle possibili declinazioni. Infatti i principali sistemi per la distribuzione del freddo sono: I pannelli radianti, che rinfrescano la casa attraverso un meccanismo di raffrescamento statico. La temperatura viene abbassata grazie alla presenza di tubature di acqua refrigerata che raffrescano il pavimento, le pareti o il soffitto. I ventilconvettori, impiegati invece nel raffrescamento ventilato. Al contrario del raffrescamento statico, i ventilconvettori sono dotati di uno scambiatore di calore genera aria fresca. Infatti nello scambiatore circola l’acqua di raffrescamento proveniente dalla pompa di calore che raffredda l’aria calda prelevata dall’ambiente. Il risultato è aria fresca e pura. Sono entrambe soluzioni che garantiscono la massima efficienza, anche se i ventilconvettori offrono tempi di risposta più brevi e sono più potenti rispetto ai pannelli radianti. ReTINA : la pompa di calore reversibile ReTINA è la versione reversibile di TINA, la pompa di calore ad alta temperatura e alta efficienza. La sua reversibilità permette di rinfrescare casa sfruttando lo stesso sistema utilizzato d’inverno per riscaldarla. Ma cosa significa reversibile? Il modello RETINA è in grado di invertire il ciclo di funzionamento, cioè da riscaldamento a raffrescamento, tramite una valvola di inversione. RETINA è disponibile per la climatizzazione di casa nella sua versione residenziale e nella versione professionale per i contesti lavorativi. Se hai intenzione di ristrutturare casa approfittando degli incentivi statali del Superbonus 110%, valuta questa alternativa per
Chi si avvale del Superbonus 110% può usufruire del rimborso della spesa non solo attraverso la detrazione fiscale. La cessione del credito e lo sconto in fattura rappresentano infatti due modalità alternative per usufruire delle agevolazioni su interventi specifici di riqualificazione energetica e ristrutturazione edilizia. Ma cosa sono e come funzionano? Vediamo insieme le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi di queste due opportunità. Oggi, grazie al Superbonus hai la possibilità di accedere a interventi di riqualificazione energetica per la tua casa recuperando del tutto o in parte la spesa sostenuta. Ma in che modo avviene questo rimborso? Le alternative che la legge propone sono essenzialmente 3: detrazione fiscale in 5 anni – nel caso del Superbonus, la detrazione fiscale è pari al 110%; in altre parole la spesa dell’intervento viene dichiarata e successivamente rimborsata in 5 quote annuali attraverso la detrazione fiscale. sconto in fattura – In alternativa alla detrazione fiscale, il beneficiario del Superbonus può richiedere uno sconto – totale o parziale - direttamente al fornitore che si occuperà della realizzazione dell’intervento. Lo sconto in fattura non potrà essere superiore al costo stesso dei lavori, quindi lo sconto non sarà più del 110% ma del 100%. cessione del credito – Per ottenere un rimborso immediato e non attendere 5 anni, chi si avvale del Superbonus può scegliere di cedere il corrispettivo importo di detrazione fiscale in credito di imposta a terzi, cioè affidando questo credito a banche, assicurazioni, istituti finanziari o altre società che ti rimborsano totalmente la spesa. Scegliendo l’opzione della detrazione fiscale il beneficiario del Superbonus potrà utilizzare direttamente la detrazione al 110%, e recupererà quanto speso nei 5 anni successivi, grazie a imposte meno care. Ad esempio con un budget di spesa di 30.000 € si potrà beneficiare di una detrazione fiscale di 33.000 €, pari cioè al 110% del budget. Sulle altre 2 alternative previste la questione potrebbe apparire più complessa. Vediamo ora nello specifico cosa si intende per sconto in fattura e per cessione del credito. Vuoi sapere di più sull’Ecobonus? Leggi l’articolo Ecobonus al 110%: un’opportunità da cogliere al volo Cessione del credito e sconto in fattura: cosa sono? Vediamo le principali modalità di accesso al Superbonus: Cessione del credito d’imposta Il credito d’imposta è qualunque tipo di credito che si ha nei confronti dello Stato o di un ente pubblico. Nel caso del Superbonus il credito d’imposta equivale al 110% del costo dell’intervento. Questo credito può essere ceduto a banche o fornitori di beni e servizi per recuperare totalmente il costo della ristrutturazione. Continuiamo con un esempio pratico. Consideriamo un’ipotetica spesa di 40.000 € per un intervento di riqualificazione energetica: rientrano tra questi interventi la realizzazione del cappotto termico o la sostituzione dell’impianto di climatizzazione a gas con una pompa di calore ad alta temperatura. La cessione del credito ti permette di cedere la tua detrazione fiscale e recuperare in breve tempo 44.000 €, ovvero il 110% della spesa effettuata. La cessione del credito permette di trasferire il credito d’imposta a un ente terzo come: • fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi; • altri soggetti come persone fisiche, imprese, società o enti; • istituti di credito e intermediari finanziari. Nella cessione del credito ad una banca, ad esempio, si può ottenere una liquidità immediata, senza dover attendere 5 anni e recuperando il 110% della somma spesa, oppure si può richiedere un finanziamento cedendo il credito d’imposta alla banca. Attenzione però: la cessione del credito non è applicabile su ogni bonus previsto dal governo. Infatti il bonus verde per la sistemazione dei giardini, il bonus mobili per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e il bonus rubinetti per la sostituzione di sanitari, rubinetteria e altri accessori per il bagno purtroppo non sono cedibili. Il credito d’imposta è qualunque tipo di credito che si ha nei confronti dello Stato o di un ente pubblico. Nel caso del Superbonus il credito d’imposta equivale al 110% del costo dell’intervento. Questo credito può essere ceduto a banche o fornitori di beni e servizi per recuperare totalmente il costo della ristrutturazione. Continuiamo con un esempio pratico. Consideriamo un’ipotetica spesa di 40.000 € per un intervento di riqualificazione energetica: rientrano tra questi interventi la realizzazione del cappotto termico o la sostituzione dell’impianto di climatizzazione a gas con una pompa di calore ad alta temperatura. La cessione del credito ti permette di cedere la tua detrazione fiscale e recuperare in breve tempo 44.000 €, ovvero il 110% della spesa effettuata. Ti ricordi i vantaggi della pompa di calore? Ne abbiamo parlato nell’articolo Installare la pompa di calore: quando conviene? La cessione del credito permette di trasferire il credito d’imposta a un ente terzo come: • fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi; • altri soggetti come persone fisiche, imprese, società o enti; • istituti di credito e intermediari finanziari. Nella cessione del credito ad una banca, ad esempio, si può ottenere una liquidità immediata, senza dover attendere 5 anni e recuperando il 110% della somma spesa, oppure si può richiedere un finanziamento cedendo il credito d’imposta alla banca. Attenzione però: la cessione del credito non è applicabile su ogni bonus previsto dal governo. Non sono infatti cedibili: il bonus verde per la sistemazione dei giardini, il bonus mobili per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e il bonus rubinetti per la sostituzione di sanitari, rubinetteria e altri accessori per il bagno purtroppo. Sconto in fattura Lo sconto in fattura rappresenta l’ultima opzione per poter accedere al Superbonus: infatti c’è la possibilità di concordare uno sconto direttamente con l’impresa che realizzerà l’intervento. In altre parole se non abbiamo la disponibilità di 40.000 € per i lavori previsti, possiamo chiedere di applicare lo sconto direttamente sul costo del lavoro. In questo caso però lo sconto non deve essere superiore al costo stesso dei lavori, infatti può arrivare fino a un massimo del 100%. Cessione del credito e sconto in fattura: come funziona e come fare? Ora che abbiamo visto di cosa si tratta, come possiamo procedere per
Cosa hanno in comune lo stadio della Juventus a Torino e il Bosco Verticale a Milano? All’apparenza nulla, ma in realtà sono entrambi ottimi esempi italiani di architettura sostenibile, un nuovo modo di concepire l’edilizia per un futuro più green. In questo articolo scopriamo insieme come e perché l’architettura sostenibile è così importante per l’ambiente e quali vantaggi comporta non solo per il pianeta ma anche per la nostra economia e per la nostra salute. Architettura sostenibile: che cos’è? L’architettura sostenibile è un nuovo approccio culturale introdotto nell’ambito dell’architettura, che persegue come obiettivo sia la progettazione che la costruzione di edifici a basso impatto sull’ambiente. In altre parole piuttosto che un ramo dell’architettura tradizionale, l’architettura sostenibile è un nuovo modo di concepire l’edilizia, tendendo a ridurre al minimo l’impatto ambientale degli edifici sia nella scelta dei materiali in fase di progetto che nelle fasi di costruzione. Ma quali sono i fattori che consentono di definire sostenibile un edificio? Efficienza energetica – Gli edifici sostenibili sono dotati di impianti energetici ad alta efficienza che utilizzano fonti rinnovabili e dunque sono autonomi dal punto di vista energetico. Ad oggi un edificio può sfruttare molteplici tecnologie che possono garantire un minimo impatto ambientale senza rinunciare all’efficienza come ad esempio i pannelli solari per la produzione di elettricità o una pompa di calore per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti. Vuoi scoprire di più sull’efficienza energetica? Leggi l’articolo Efficienza Energetica: cos’è e come migliorarla Materiali naturali, riciclati e riciclabili – La scelta dei materiali da costruzione è un passo fondamentale per poter realizzare un edificio sostenibile dato che ogni materiale, con le sue caratteristiche, ha il suo impatto sull’ambiente. Proprio per questo motivo il legno è uno dei materiali preferibili nell’architettura ecosostenibile ma vengono impiegati tanti altri materiali in base alla loro natura e alle loro proprietà. Infatti oltre al legno vengono impiegati il sughero – considerato tra i migliori isolanti termici per l’edilizia – la paglia, che ha proprietà fonoassorbenti, e la canapa, che unita alla calce assicura isolamento termico e acustico e alta resistenza al fuoco. Altri materiali naturali impiegati nella realizzazione di un edificio sostenibile sono il gesso, il bambù, la fibra di juta, la lana di roccia, la fibra di cellulosa, l’argilla espansa e vernici di origine naturale. Impatto della struttura sull’ambiente – La costruzione di un edificio non deve stravolgere o modificare l’ambiente in cui verrà realizzato, dunque ad esempio in fase di progettazione è opportuno considerare con estrema attenzione il sito di edificazione. Utilizzo dell’acqua – Progettare un edificio sostenibile significa anche salvaguardare le risorse idriche e sfruttare strategie efficienti di utilizzo dell’acqua attraverso sistemi di recupero. Infatti grazie ad un impianto di raccolta dell’acqua piovana, un edificio sostenibile può ridurre al minimo il suo fabbisogno energetico, compreso quello di acqua. Gli edifici residenziali che possiedono questi criteri vengono chiamati case passive o passive house. Queste abitazioni sono realizzate con materiali completamente naturali e consentono di limitare al massimo o eliminare del tutto il consumo di energia. Ad esempio queste case sono spesso alimentate da impianti solari e sono costruite in legno, un materiale naturale che offre isolamento termico ed ha proprietà traspiranti. L’architettura sostenibile: le origini L’architettura sostenibile ha origine nella bioedilizia, una tecnologia di costruzione tedesca degli anni Settanta del secolo scorso. Tra i fondatori della bioedilizia possiamo citare l’architetto tedesco Karl Ernts Lotz, considerato il pioniere dell’architettura sostenibile. Lotz sosteneva che la casa è come una “terza pelle”: deve essere in grado di proteggerci e di poter “respirare”, cioè deve avere la possibilità di continui scambi con l’ambiente esterno che la circonda. L’architettura sostenibile considera l’impatto dell’edilizia non solo sull’ambiente ma anche sull’economia. Infatti grazie all’architettura sostenibile possiamo assistere ad un fenomeno di economia edilizia circolare, perché è protagonista non solo nella fase di progettazione di costruzione di edifici, ma anche nella loro fase di dismissione. È il caso dei cosiddetti “cantieri circolari”, dove attraverso il riciclo dei materiali di scarto, si recuperano e si dà nuovo valore alle materie prime ricavate dalla demolizione di vecchi edifici per la realizzazione di nuovi. 5 esempi di architettura sostenibile in Italia Allianz Stadium L’Allianz Stadium (o Juventus Stadium) a Torino è un esempio significativo di “cantiere circolare” e dunque di architettura sostenibile in Italia. Nato dalle ceneri del vecchio stadio “Delle Alpi”, lo stadio di proprietà della società calcistica Juventus F.C. è stato inaugurato nel 2011 dopo 2 anni di lavorazione ed è il primo stadio eco-compatibile del mondo. Infatti è stato realizzato grazie al recupero di 40mila metri cubi di calcestruzzo che sono stati selezionati, frantumati e riutilizzati come base del nuovo ambizioso progetto. Inoltre riducendo al minimo l’impiego di nuove materie prime, questo “cantiere circolare” ha permesso un risparmio economico di oltre 2 milioni di euro. La sostenibilità dell’edificio è testimoniata dalla presenza di sistemi energetici ad alta efficienza come teleriscaldamento e pompe di calore per la produzione di acqua refrigerata. Bosco Verticale Il Bosco Verticale a Milano è uno degli esempi di architettura sostenibile più famosi in Italia, e non solo. Si tratta di un complesso di due palazzi residenziali a torre rispettivamente di 26 e di 18 piani. Venne progettato dall’architetto Stefano Boeri ed è situato vicino alla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi. Premiato nel 2014 come “grattacielo più bello e innovativo al mondo”, il Bosco Verticale prende questo nome perché i due palazzi accolgono sulle loro facciate una grande quantità di vegetazione che corrisponde all’estensione di due ettari di bosco. Si tratta di un sistema vegetale che comprende 711 alberi, 5.000 arbusti e 15.000 piante floreali perenni, distribuite sui balconi dei palazzi in modo irregolare. Le piante vengono irrigate grazie a un sistema centralizzato di pompe di calore e di sensori che filtrano l’acqua di falda, la stessa utilizzata anche per gli impianti di condizionamento. Il Bosco Verticale, grazie alla sua vegetazione, contribuisce alla creazione di uno speciale microclima al centro di una grande città come Milano, in grado principalmente di depurare l’aria assorbendo particelle di CO2 e polveri sottili. (Bosco verticale
Rinfrescare casa diventa un obiettivo indiscusso per non soffrire il caldo durante i mesi estivi. Per avere aria condizionata in casa oggi esistono molteplici soluzioni, dalle più classiche come il condizionatore ad aria alle più tecnologiche come il solar cooling. Tra queste, il sistema di rinfrescamento con la pompa di calore rappresenta un’alternativa ecologica e ad alta efficienza per avere aria condizionata in casa senza problemi di consumi e di inquinamento. Come rinfrescare casa: le soluzioni Quando arriva il caldo, stare in casa non è sempre piacevole, tanto che avere l’aria condizionata in casa diventa quasi una necessità obbligata. Sul mercato sono presenti diversi sistemi di rinfrescamento della casa, ognuno con le sue caratteristiche e il suo funzionamento. Vediamo insieme quali sono le principali soluzioni: Condizionatore ad aria. Se pensiamo ad aria condizionata immediatamente ci viene in mente il condizionatore – o climatizzatore – ad aria, un classico sistema di climatizzazione domestico. Oggi sul mercato è possibile trovare una vasta gamma di modelli ma i migliori in termini di efficienza e prestazioni sono quelli dotati di tecnologia inverter. Questa tecnologia permette al condizionatore di modulare la sua potenza – mantenendo costante il fresco – per evitare che si accenda e si spenga di continuo. Tuttavia il condizionatore d’aria prevede una spesa energetica da non sottovalutare: nel periodo estivo può consumare fino a 1.000/2.000 KwH – equivalenti a un costo in bolletta tra i 220 e i 440 €. Si tratta infatti di una delle spese energetiche più rilevanti nella bolletta domestica. Per stare attenti a quanto consuma un condizionatore, è necessario considerare tre fattori: La grandezza dell’ambiente da raffrescare La differenza di temperatura tra interno ed esterno dell’edificio L’efficienza del condizionatore, valutata con l’indice EER. Più il suo valore è alto e più il condizionatore è efficiente Ventilatore. Il ventilatore può essere una valida alternativa più pratica ed economica rispetto al condizionatore, un metodo veloce e semplice per rinfrescare casa. In questo caso però non si può veramente parlare di sistema di raffrescamento: il ventilatore infatti non rinfresca l’aria ma genera delle correnti d’aria che favoriscono l’evaporazione dell’umidità dalla pelle. E’ questo che in realtà ci rinfresca e ci fa provare quella sensazione di fresco, ma è solo una sensazione temporanea. Ne esistono di diverse tipologie: a soffitto, a torre, con nebulizzatore dell’acqua integrato, a piantana e anche senza pale. Anche se il suo consumo è 10 volte minore rispetto a quello di un climatizzatore, può sicuramente essere una soluzione valida, ma non è un vero sistema di raffrescamento efficiente e permanente. Raffrescamento a pavimento. Questa è una valida alternativa ai condizionatori d’aria perché può garantire un fresco confortevole con un grande risparmio di energia. Ma come funziona? Il raffrescamento a pavimento funziona per un fenomeno definito “irraggiamento”: vengono installate sotto il pavimento delle serpentine, in cui viene fatta scorrere acqua fredda (15-18°): queste serpentine hanno la funzione di assorbire il calore presente nella stanza. In altre parole, l’acqua fredda presente nelle serpentine abbassa la temperatura della stanza fino al livello desiderato perché assorbe l’aria calda presente nell’ambiente. Purtroppo è un sistema con un’inerzia elevata, cioè che ha bisogno di tempo per funzionare e quindi rinfrescare. In altre parole, se vuoi una casa fresca in poco tempo non è la soluzione adatta. Raffrescamento evaporativo. Sfruttando un principio totalmente naturale, il sistema di raffrescamento evaporativo rinfresca gli ambienti aspirando l’aria e facendola passare in un filtro costantemente bagnato. In questo modo la temperatura dell’aria si abbassa e possiamo godere del fresco. Purtroppo però questo sistema non è molto indicato per rinfrescare ambienti chiusi, come ad esempio una casa, perché gli impianti di raffrescamento evaporativo generano molta umidità, facilitando la comparsa di muffe e batteri. Se invece hai bisogno di aria condizionata in un ambiente aperto, con continuo ricircolo di aria, questo potrebbe essere la soluzione ideale, garantendo consumi e costi di installazione bassi. Solar cooling. Se ti dicessimo che lo stesso sole che scalda le giornate estive può allo stesso tempo raffrescare la tua casa? Anche se è una soluzione ancora poco utilizzata in Italia e in ambito domestico per via dei costi più elevati rispetto ai climatizzatori, il solar cooling è una tecnologia che potrebbe rappresentare il futuro dell’aria condizionata. Questo particolare sistema di climatizzazione sfrutta il solare termico per produrre acqua fredda che poi scorre nei terminali. In altre parole, il calore assorbito dai pannelli solari viene sfruttato per dare energia ad una macchina che genera acqua refrigerata utile al rinfrescamento degli ambienti. Pompa di calore. La pompa di calore non è solo uno dei sistemi di riscaldamento alternativi più performanti ed ecologici, ma può essere utilizzata anche per raffrescare gli edifici nelle calde giornate estive. Tuttavia il funzionamento è differente dagli altri sistemi di climatizzazione, perché il condizionatore a pompa di calore non genera aria fresca, ma al contrario trasporta il calore da un ambiente a un altro: in questo modo si può avere un ambiente naturalmente raffrescato senza fastidiosi getti d’aria fredda. Vuoi scoprire come funziona la pompa di calore? Leggi il nostro articolo Pompa di calore: cos’è e come funziona Mediante raffrescamento passivo: è un raffrescamento diretto, che utilizza la sorgente fresca del terreno per abbassare la temperatura dell’ambiente. Questo tipo di raffrescamento è utilizzato principalmente per le pompe di calore di tipo geotermico ed è molto efficiente dal punto di vista energetico. In altre parole, viene consumata poca energia perché durante la fase di raffrescamento, la pompa di calore stessa è disattivata e si attiva solo la pompa di circolazione dell’acqua refrigerata nei sistemi di raffrescamento. Mediante raffrescamento attivo: in questo tipo di raffrescamento viene semplicemente invertito il ciclo di funzionamento della pompa di calore. In altre parole nei mesi estivi si può invertire il processo di spostamento del calore: il calore in eccesso presente dentro casa viene espulso fuori verso l’esterno, rinfrescando così gli ambienti. La pompa di calore rimane dunque in funzione e, rispetto al raffrescamento passivo, genera una maggiore potenza di raffrescamento. Come rinfrescare casa: quale soluzione scegliere? Come abbiamo visto,
La pompa di calore ad alta temperatura Teon è diversa dalle altre pompe per una serie di caratteristiche, tecnologie e prestazioni che possono migliorare anche sensibilmente le prestazioni del vostro sistema di riscaldamento domestico. Nell’articolo riveliamo nel dettaglio tutte le specifiche di della pompa di calore Teon. Pompa di calore, quale scegliere? Da qualche mese ormai sempre più persone stanno scegliendo soluzioni maggiormente ecologiche e prestanti sia per migliorare il comfort abitativo della propria casa, sia per abbattere le emissioni. Ma non finisce quì: scegliendo un metodo di riscaldamento più efficiente, infatti, è possibile anche andare a risparmiare. L’investimento iniziale viene di solito assorbito nel giro di pochi anni, passati i quali si inizia a risparmiare sensibilmente sulla bolletta energetica. Molti però sono disorientati dalla scelta che il mercato offre e non riescono a scegliere la soluzione ideale per la propria abitazione. La pompa di calore sfrutta una tecnologia che si sta facendo conoscere da non molto tempo e per la maggior parte delle famiglie può essere difficile scegliere sulla base delle proprie reali esigenze. Vuoi scoprire come funziona una pompa di calore? Leggi l’articolo Pompa di calore: cos’è e come funziona Una pompa di calore unica La soluzione Teon è diversa da quelle proposte dal mercato perché si tratta di una pompa di calore ad alta temperatura. Ciò significa che, mentre le sue colleghe sono in grado di raggiungere mediamente i 45-50°, Tina può elevare la temperatura fino agli 80° se necessario. Può sembrare poco rilevante, ma in realtà la differenza si sente. Se infatti le normali pompe di calore richiedono spesso l’installazione del riscaldamento a pavimento, la pompa di calore Teon si adatta alla perfezione ai tradizionali termosifoni. Questo è uno dei benefici principali di una pompa di calore ad alta temperatura: per molti infatti non è semplice dover ristrutturare completamente la propria casa per adottare una soluzione energetica prestante. La pompa di calore Teon invece può essere installata senza modificare i propri terminali domestici, siano essi i tradizionali termosifoni in ghisa, fan coil oppure riscaldamento a pavimento. Una bella comodità! Teon rispetta l’ambiente Molte pompe di calore, anche oggi, utilizzano i gas fluorurati (F-Gas) nel loro processo di riscaldamento o raffrescamento della risorsa. Questi gas sono molto dannosi per l’ambiente e il loro impatto, sebbene non sia paragonabile a quello della caldaia tradizionale, è molto simile a quello degli altri gas serra più conosciuti. La pompa di calore Teon fa utilizzo esclusivamente di gas di origine naturale. Sostituendo la caldaia tradizionale con una pompa di calore ad alta temperatura infatti l’ambiente sarà doppiamente grato: sia per aver eliminato i combustibili fossili che generano polveri sottili e gas serra, sia per aver utilizzato esclusivamente gas naturali ed ecologici. Portiamo ad esempio la città di Milano, in cui è ancora largamente utilizzata la tradizionale caldaia a gasolio, per capire meglio quanto la pompa di calore Teon potrebbe aiutare l’ambiente: “Durante la stagione invernale (15 ottobre-15 aprile) queste caldaie riversano nell’aria della città ca. 12,7 tonnellate di PM10, 250 tonnellate di SO2, 150 tonnellate di NOx e più di 188 mila tonnellate di CO2.Sostituire, ad esempio, la metà di questi impianti con una pompa di calore del tipo Teon (una penetrazione dell’1,5% rispetto alle centrali termiche complessive del Comune) implicherebbe il dimezzamento di tutte emissioni sopra indicate. Considerando la sola anidride carbonica, l’intervento avrebbe l’effetto di togliere dalla circolazione 134.000 auto in città (su di un parco registrato di ca. 700.000 automobili): una coda più lunga della distanza Milano-Roma.“ Legambiente – Premio innovazione amica dell’ambiente 2017 Scopri cosa scrive Legambiente sulla pompa di calore Teon sul rapporto del premio Innovazione Amica dell’ambiente Teon da valore alla tua casa Una casa efficiente è una casa di valore. Proprio per questo installare una pompa di calore ad alta temperatura aumenta il valore dell’immobile. Ai benefici di comfort, per l’ambiente e di risparmio, si aggiunge un importante vantaggio finanziario. La classificazione APE influisce direttamente infatti sul valore dell’edificio: una casa con una classe energetica migliore vale semplicemente di più. Installare una pompa di calore ad alta temperatura Teon può consentire un aumento di due o tre classi energetiche, in base al metodo di riscaldamento attualmente utilizzato. In termini di valore immobiliare, il miglioramento dell’efficienza energetica può aumentare fino al 20% il valore della casa. Una soluzione efficiente dal punto di vista energetico quindi permette sia di risparmiare sulla bolletta, sia di aumentare il valore della casa. Proprio per questo negli ultimi mesi la Commissione Europea sta promuovendo una transizione energetica che farà del bene non solo all’ambiente, ma anche alle famiglie. La pompa di calore ad alta temperatura Teon è la soluzione che risponde in maniera efficiente a tutte le ultime direttive europee. Una soluzione pluripremiata Per tutte le motivazioni che ti abbiamo raccontato in questo articolo Teon è stata più volte insignita di diversi premi, che in qualche modo, raccontano la storia della pompa di calore ad alta temperatura più iconica di sempre: Premio nazionale Innovazione Amica dell’ambiente Legambiente 2017. Il premio viene conferito da Legambiente alle innovazioni d’impresa in campo ambientale. Smart Future Mind Award. Nell’appuntamento Smart ha conferito dei riconoscimenti alle realtà che operano per migliorare la qualità e la vivibilità delle città italiane. Symbola, fondazione per le eccellenze italiane. La fondazione, che da anni racconta le realtà italiane che si distinguono per bellezza, sostenibilità e innovazione, ha inserito la pompa di calore Teon nel rapporto “100 italian stories for future building” Questi riconoscimenti raccontano, meglio di molte parole, l’impegno di Teon ha profuso nel tempo per la progettazione e il miglioramento costante di Tina, la pompa di calore ad alta temperatura. Una storia che unisce efficienza, innovazione e sostenibilità ambientale per fornire soluzioni in grado di migliorare il comfort abitativo degli italiani. Una curiosità su Teon Molti clienti ci hanno chiesto cosa significa Tina e perché abbiamo scelto questo nome per la nostra pompa di calore ad alta temperatura. Ebbene è arrivato il momento di rivelare questa curiosità: Tina è l’anagramma di There Is No Alternative. Perché pensiamo
Installare la pompa di calore per molti viene visto come un processo complesso, ma è sempre così? Oggi parliamo dei pro e dei contro dell’installazione di una pompa di calore e di quando conviene. Installare una pompa di calore: le problematiche Installare la classica pompa di calore può essere davvero complesso: in molti vi avranno detto che servono apposite ristrutturazioni sia per prelevare la risorsa naturale (acqua, aria o terreno), sia per diffondere il calore da essa estratto nell’ambiente che vogliamo riscaldare. Spesso è così: le classiche pompe di calore arrivano raramente oltre i 45-50°. Per questa motivazione è molto difficile mantenere i classici terminali per il riscaldamento. In altre parole, se si dispone di una pompa di calore che raggiunge una temperatura massima di 50°, sarà molto difficile riscaldare gli ambienti con il classico termosifone. Questo perché la superficie del terminale è molto piccola rispetto all’ambiente da riscaldare e se la temperatura non è adeguata, i tempi per riscaldare una camera possono diventare biblici. Molti installatori e progettisti, consigliano di valutare l’opzione del riscaldamento a pavimento. Questa soluzione, ampliando la superficie riscaldante, aumenta l’efficienza della pompa di calore, anche quando questa raggiunge temperature limitate. La sostituzione dei terminali con un impianto a pavimento rende l’operazione di installare una pompa di calore molto più complessa e dispendiosa. In questo caso c’è bisogno di una vera e propria ristrutturazione di casa: i tecnici dovranno sollevare l’intero pavimento di casa, installare le tubature per l’impianto di riscaldamento a pavimento e solo successivamente ripristinare la pavimentazione domestica. A questo lavoro si aggiunge l’installazione della pompa di calore vera e propria: un’opera davvero onerosa. Installare Tina: una pompa di calore innovativa Installare una pompa di calore del modello Tina è tutta un’altra cosa e ti spieghiamo il perché. Tina infatti, dove necessario, raggiunge una temperatura di 80°, massimizzando l’efficienza dei terminali domestici. Questo significa che la pompa di calore ad alta efficienza di Teon raggiunge una temperatura del 60% superiore rispetto alla classica pompa di calore: questo ne permette l’utilizzo con i classici termosifoni. In questo caso infatti, raggiungendo una temperatura di molto superiore, Tina è in grado di riscaldare l’ambiente il 60% più velocemente di quanto non riuscirebbe una classica pompa di calore. Grazie a questa innovazione, è possibile installare la pompa di calore senza particolari operazioni di ristrutturazione domestica. Installare la pompa di calore: come funziona Installare la pompa di calore è un processo che varia in base alla risorsa selezionata. L’installazione di una pompa di calore aria-aria è differente rispetto a quella che riguarda una pompa di calore acqua-acqua, perché la risorsa sfruttata è diversa e anche le modalità di estrazione differiscono. Generalmente l’installazione di una pompa di calore aria-aria è molto più semplice, in quanto prevede l’installazione di un aspiratore esterno che conduce l’aria internamente. Le prestazioni di questa soluzione, però, variano molto in base alla zona geografica in cui viene installata e, in generale, risentono delle condizioni climatiche esterne. Le pompe di calore geotermiche (terreno) o idrotermiche (acqua di falda), di contro, hanno un processo di installazione più elaborato. Nell’ultimo caso infatti bisogna verificare le condizioni del terreno o la presenza dell’acqua di falda per predisporre l’impianto di estrazione della risorsa. Queste soluzioni, rispetto alla prima, garantiscono un’efficienza e una stabilità decisamente superiori e non risentono delle condizioni climatiche esterne in quanto le risorse provenienti dalla terra rimangono a una temperatura stabile. Vuoi sapere di più sul funzionamento di una pompa di calore? Leggi il nostro articolo Pompa di calore: cosa è e come funziona Installare la pompa di calore: quando conviene Molti si chiedono se ci siano condizioni particolari in cui è più vantaggioso installare una pompa di calore. Noi siamo convinti che la scelta di un sistema di riscaldamento e raffrescamento sostenibile è sempre auspicabile. Tuttavia occorre fare delle distinzioni. Mentre per una abitazione singola, dotata di uno spazio esterno, la scelta di una pompa di calore può essere più semplice, per un condominio l’iter per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento domestico può essere più articolato. Installare una pompa di calore in villa infatti, implica che il proprietario abbia un terreno a disposizione, da cui può trarre le risorse necessarie per riscaldarsi in maniera autonoma, sostenibile e conveniente grazie alla pompa di calore. L’impianto infatti non è particolarmente ingombrante e le operazioni di installazione sono semplici e pulite. Inoltre il proprietario può scegliere di integrare anche dei pannelli fotovoltaici in modo da produrre autonomamente l’energia elettrica utile al funzionamento della pompa di calore. Per un condominio è leggermente diverso: in questo caso infatti, la soluzione va condivisa con gli altri condomini e ci vuole il benestare dell’amministratore di condominio. Spesso è difficile mettere tutti d’accordo nel condominio e quindi l’approvazione risulta a volte difficoltosa. In questo caso è importante far leva sui vantaggi di un sistema di riscaldamento autonomo, efficiente, conveniente e sostenibile. Installare la pompa di calore in condominio infatti significa per i condomini: Smettere di pagare la bolletta del gas Avere un sistema di riscaldamento autonomo e autogestito Avere un condominio sostenibile, che non produce emissioni, polveri sottili e sostanze climalteranti Avere la massima efficienza energetica Inoltre oggi c’è l’ecobonus al 110%, che è particolarmente vantaggioso per il condominio, per i condomini e per gli amministratori, dal momento che prevede soglie particolarmente favorevoli sulla base delle unità abitative presenti. Vuoi scoprire di più sul nuovo super ecobonus? leggi il nostro articolo Ecobonus al 110%: un’opportunità da cogliere al volo
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