La soluzione che vede l’abbinamento tra impianto fotovoltaico e pompa di calore viene sempre più scelta perché permette di eliminare completamente i costi in bolletta dell’edificio e di produrre autonomamente l’energia. Come funziona un impianto fotovoltaico: Il fotovoltaico è una fonte di energia sostenibile che negli ultimi anni è cresciuta notevolmente in Italia: sempre più persone si sono rese conto di quanto questa risorsa può essere sfruttata a vantaggio non solo dell’ambiente ma anche del proprio portafogli. Come tutti sanno, l’impianto fotovoltaico funziona attraverso la luce solare, che viene sfruttata e convertita in energia elettrica. I fotoni della luce solare stimolano gli elettroni liberi presenti in apposite celle in silicio, dando vita a un flusso di corrente continua. Questa viene convertita poi in corrente alternata attraverso appositi inverter.Attraverso questo processo si ha una fonte di energia rinnovabile e inesauribile, che ci viene ceduta dalla luce solare che ogni giorno colpisce la terra. A valle dell’impianto fotovoltaico può essere presente poi un apposito sistema di accumulo di energia che permette a questa di essere incamerata per essere riutilizzata anche in assenza di sole. Come funziona la pompa di calore: Il processo di generazione della pompa di calore è in qualche modo simile a quello del fotovoltaico: entrambi gli impianti infatti sono in grado di generare energia a partire da una risorsa naturalmente fornita dall’ambiente. A differenza dell’impianto fotovoltaico, che utilizza la luce solare per eccitare gli elettroni presenti nelle apposite celle, la pompa di calore trasferisce il calore prelevato dal terreno, dall’aria o dall’acqua all’interno dell’edificio da riscaldare.Allo stesso modo quindi la pompa di calore fa uso esclusivamente di una fonte naturale inesauribile, completamente rinnovabile e sostenibile. Vuoi scoprire il funzionamento di una pompa di calore più da vicino? Leggi il nostro articolo sul funzionamento della pompa di calore Dimensionamento fotovoltaico Nel momento in cui ti approcci ad adottare la soluzione con fotovoltaico e pompa di calore per la tua casa dovrai dedicare un’attenta analisi al dimensionamento di queste soluzioni. Innanzitutto puoi pensare di attivare lo scambio sul posto: lo scambio sul posto è un meccanismo di remunerazione dell’energia elettrica da parte dell’ AeeG (Autorità per l’energia elettrica ed il Gas). Dato che l’impianto fotovoltaico non ti consente di non utilizzare più la rete elettrica nazionale, lo scambio sul posto ti consente di compensare parzialmente i prelievi energetici dalla rete pubblica e le immissioni di energia che il tuo impianto produce.In questo calcolo pertanto, ci sentiamo di consigliarti di abbondare con il dimensionamento del fotovoltaico: il valore dell’energia elettrica prelevata utilizza degli scaglioni progressivi per cui diventa molto conveniente avere un disavanzo sufficiente. Dimensionamento pompa di calore Se vuoi adottare la soluzione con fotovoltaico e pompa di calore, dovrai dimensionare anche quest’ultimo impianto, in modo da mantenere tutto sotto controllo. Per il dimensionamento della pompa di calore vi sono essenzialmente due differenti metodi: Attraverso l’attestato di certificazione energetica: moltiplicando l’indice di prestazione energetica per i metri quadri della tua casa Attraverso la bolletta: moltiplicando il consumo annuale di metano per il fattore di conversione relativo alla pompa di calore che hai scelto. 5 motivi per scegliere fotovoltaico e pompa di calore: Ecco quindi 4 ottimi motivi per scegliere l’abbinata fotovoltaico e pompa di calore: Sostenibilità: con questa soluzione puoi essere certo di abbattere completamente l’impatto ambientale della tua casa. Con fotovoltaico e pompa di calore utilizzerai energia da fonti rinnovabili e 100% rispettose dell’ambiente sia per l’elettricità che per il riscaldamento domestico. Autonomia: avrai una completa autonomia per la gestione della tua energia. Produrrai con l’impianto fotovoltaico l’energia elettrica che ti servirà anche al funzionamento della tua pompa di calore: potrai dire addio a tutte le compagnie fornitrici ed essere completamente indipendente. Risparmio: grazie a questa soluzione non avrai più bollette da pagare. L’investimento che fai verrà recuperato nell’arco di alcuni anni: a partire da quel momento, tutti i soldi che spendevi per l’energia della tua casa ti rimarranno per quello che più ti piace. Salute: la soluzione con pompa di calore riduce l’inquinamento nei pressi della tua casa, azzerando l’inquinamento domestico. Ecobonus al 110%: entrambe le soluzioni rientrano nel nuovo superbonus al 110%, quindi perché perdersi questo vantaggio e non rendere la propria casa sostenibile, indipendente e conveniente? Cosa aspetti a rendere la tua casa completamente indipendente con la soluzione combinata fotovoltaico e pompa di calore? Vuoi sapere di più sull’ecobonus al 110%? Leggi la nostra guida sull’ecobonus al 110%: un’opportunità da cogliere al volo
Il nuovo ecobonus 110%, o superbonus, è una misura che prevede la detrazione per interventi di efficientamento energetico, di riduzione del rischio sismico, o per l’installazione di impianti fotovoltaici o infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. Il decreto prevede di usufruire della detrazione attraverso diversi metodi, tra cui lo sconto in fattura o la cessione del credito. Nel primo caso è l’azienda che compie i lavori a detrarre l’importo dovuto direttamente all’atto dell’acquisto. Nel caso della cessione del credito invece il titolare dell’ecobonus può cedere la parte detraibile (il 110% dell’ammontare, sulla base del tetto massimo) all’impresa fornitrice o ad altri soggetti, come istituti di credito e altri intermediari finanziari. La differenza sostanziale tra le due modalità è che possono beneficiare della cessione del credito tutti coloro che partecipano alla spesa per l’intervento: è molto utile dunque nel caso in cui sia un condominio a usufruire del superbonus. Nella sostanza tuttavia gli effetti sortiti sono equivalenti. Superbonus: quali interventi Gli interventi che sono ammessi all’ecobonus al 110% riguardano, come abbiamo già accennato, sia lavori di ristrutturazione edilizia sia di sostituzione degli impianti di riscaldamento. Vediamo più da vicino tutti gli interventi ammessi al superbonus: Cappotto termico: comprende l’isolamento termico delle superfici dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente. Ciò significa che l’intervento sull’involucro dell’edificio deve riguardare almeno un quarto delle superfici esposte. Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale: consiste nella sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento, come la caldaia tradizionale, con un impianto di nuova generazione per il riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda. Il vecchio impianto va sostituito con una delle seguenti soluzioni: Caldaia a condensazione con efficienza almeno di classe A Microcogenerazione, che consiste nella produzione di energia elettrica e calore da un unico impianto. Pompa di calore oppure impianti ibridi o geotermici Sono ammessi all’ecobonus al 110%anche gli interventi antisismici e di riduzione del rischio sismico relativi al cosiddetto sismabonus. I limiti di spesa per gli interventi trainanti Vediamo quindi attraverso la tabella, tutti i limiti di spesa relativi agli interventi trainanti, ovvero quegli interventi considerati più importanti dalla normativa sull’ecobonus: Tipologia intervento Tipologia edificio Importo massimo di spesa Isolamento termico sugli involucri Edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari Euro 50.000,00 Condomini Euro 40.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari1 che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità Condomini Euro 30.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari2 che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità Sostituzione impianto di climatizzazione con nuovo impianto3 Edifici unifamiliari o unità immobiliari funzionalmente indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari Euro 30.000,00 Condomini Euro 20.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità Condomini Euro 15.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità Interventi antisismici e di riduzione del rischio sismico4 Realizzati su singole unità immobiliari Euro 96.000,00 Acquisto case antisismiche Euro 96.000,00 Condominio Euro 96.000,00 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio 1 La detrazione spetta anche ai possessori (o detentori) di sole pertinenze (es. box, cantine) che abbiano sostenuto le spese 2 Nel caso di condomini con oltre 8 unità, per calcolare la spesa massima ammissibile, le prime 8 unità hanno sempre il limite a 40.000 per isolamento termico (o 20.000 per impianto) e le successive a 30.000 (o 15.000). 3 Qualora l’edificio sia privo di impianto di riscaldamento, in caso di realizzazione di un nuovo impianto, questo non ha diritto al Superbonus. 4 Se il credito è ceduto ad un’impresa di assicurazione e contestualmente viene stipulata una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spettante per i premi assicurativi è elevata dal 19% al 90%. Interventi trainati Gli interventi trainati sono quei lavori considerati meno importanti e permettono l’accesso all’ecobonus al 110% solamente in combinazione con uno o più interventi trainanti. Tra questi sono compresi: realizzazione del monitoraggio antisismico. installazione di impianti fotovoltaici, fino a un ammontare complessivo di 48.000€ per singola unità immobiliare e comunque con limiti di spesa pari a 2.400€ per ogni kW di potenza nominale installata. installazione di sistemi di accumulo. Il tetto massimo è condiviso con l’installazione dell’impianto fotovoltaico in combinazione: il limite di spesa di 48.000€ è valido quindi per la somma dell’impianto e del sistema d’accumulo e comunque quest’ultimo prevede un ulteriore tetto di 1.000€ per ogni kWh di capacità di accumulo. installazione di colonnine di ricarica per mezzi elettrici, con limiti di spesa pari a 3.000€ e limiti di potenza pari a 7 kW. Ricordiamo comunque che l’accesso al superbonus è consentito previa esibizione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Questo attestato, rilasciato da figure qualificate, deve dimostrare l’aumento di 2 classi energetiche a seguito degli interventi scelti. Sai cos’è l’Attestato di Prestazione Energetica necessario per accedere all’ecobonus? leggi il nostro articolo sull’efficienza energetica I soggetti che possono accedere al Superbonus L’ecobonus al 110% si può applicare agli interventi effettuati dai seguenti soggetti: Condomìni, limitatamente alle parti comuni come suolo, tetti e lastrici solari. Sono incluse tutte le opere che servono al godimento comune come impianti per l’acqua calda, gas o riscaldamento domestico. Persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa, arti e professioni. Ciò significa che il superbonus è riservato alle unità abitative e residenziali e non vengono ammessi edifici adibiti all’utilizzo professionale. Case popolari Cooperative edilizie di abitazione indivise, ovvero quelle cooperative nella forma di impresa in cui i soci partecipano per la costruzione di edifici a scopo abitativo. In particolare le cooperative indivise sono quelle in cui la proprietà degli immobili rimane all’associazione e non viene divisa tra i soci. Organizzazioni senza fini di lucro Associazioni e società sportive dilettantistiche Comunità energetiche rinnovabili, ovvero quelle realtà residenziali che soddisfano il proprio fabbisogno energetico con energie rinnovabili attraverso un impianto di produzione comune. Sai come funziona una pompa di calore? leggi il nostro
La pompa di calore è l’impianto che utilizza una tecnologia che permette di sfruttare l’energia naturalmente prodotta da elementi come l’aria, l’acqua e la terra per il riscaldamento degli edifici, azzerando l’inquinamento e riducendo i costi. Negli ultimi mesi si è molto sentito parlare di pompe di calore, spesso in relazione alle tematiche ambientali legate alla sostenibilità dei sistemi di riscaldamento, oltre che della mobilità. In molti però ancora ancora ci chiedono il funzionamento delle pompe di calore, che rimane spesso poco comprensibile, specie per i non addetti ai lavori. Con questo articolo proveremo a fare luce, nella maniera più semplice possibile, sul funzionamento della pompa di calore e sul perché sempre più persone scelgono questa soluzione. Pompa di calore: come funziona La pompa di calore è un impianto di riscaldamento che funziona tramite l’utilizzo di elementi naturali, come l’aria, l’acqua o la terra: l’elemento viene scelto prevalentemente sulla base della zona climatica, della disponibilità della risorsa, delle caratteristiche dell’edificio e delle modalità di impiego. Ciò significa che la pompa di calore può sostituire completamente la caldaia, sia per la produzione di acqua calda che per il riscaldamento degli ambienti. Contrariamente alla caldaia infatti, che brucia combustibili per produrre calore, la pompa di calore utilizza gli elementi presenti in natura senza consumarli, senza bruciare nulla, in maniera completamente sostenibile. Per comprendere il funzionamento della pompa di calore può essere d’aiuto utilizzare un esempio: il frigorifero. Questo elettrodomestico, per mantenere freschi i nostri cibi e bevande, ne preleva il calore, disperdendolo nell’ambiente attraverso la serpentina posta sul retro. In altre parole il frigo non fa altro che assorbire il calore dagli alimenti, per trasferirlo nella nostra cucina, o comunque fuori dall’ambiente dell’elettrodomestico stesso. Ebbene la pompa di calore ha un funzionamento simile a quello del frigorifero, ma al contrario: questo impianto è in grado di prelevare l’energia dall’elemento naturale che si è scelto (aria, acqua o terra) per trasferirlo all’interno degli ambienti da riscaldare. L’energia, che è naturalmente contenuta negli elementi naturali, non viene quindi prodotta attraverso combustione, ovvero bruciando un combustibile, ma viene semplicemente ceduta dall’ambiente alla nostra casa. Proprio come un frigo non ha bisogno di bruciare o consumare alcun tipo di combustibile per svolgere la sua funziona di raffreddamento, allo stesso modo la pompa di calore utilizza gli elementi naturali per trasferire una parte dell’energia che questi possiedono naturalmente per riscaldare l’edificio. Ti piacerebbe eliminare i combustibili dalla tua casa? leggi l’articolo riscaldare casa senza gas è possibile? Come scegliere la pompa di calore Vediamo quindi le singole fonti di energia, fornendo qualche indicazione su come scegliere al meglio, per avere il massimo risultato con il minimo spreco. Pompa di calore aria-aria: questa soluzione utilizza il calore naturalmente presente nell’aria per trasferirlo all’interno della casa. Ciò significa che solitamente questi impianti vengono utilizzati esclusivamente per il riscaldamento degli ambienti, dal momento che per convertire il calore in acqua calda serve un apposito strumento aggiuntivo. Inoltre questo impianto non si presta nelle zone più rigide, in quanto l’aria può essere anche molto fredda e i consumi potrebbero aumentare anche vistosamente. Pompa di calore aria-acqua: in questo caso il calore prelevato dall’aria viene trasferito all’acqua, garantendo la possibilità di poter usufruire anche dell’acqua calda. Le soluzioni che prevedono di prelevare energia dall’aria sono le più semplici da installare, ma le meno prestanti in termini di stabilità, energia prodotta e risparmio. Pompa di calore terra-acqua o geotermica: in questo caso l’impianto scambia calore direttamente con il terreno, garantendo una stabilità di temperatura superiore. Le temperature esterne non influenzano in maniera importante il calore che naturalmente la terra racchiude. Pompa di calore acqua-acqua: questa soluzione utilizza l’acqua di falda, oppure sorgenti d’acqua sotterranee, prelevando da queste il calore per trasferirlo all’interno dell’edificio. Sebbene l’installazione richieda qualche attenzione in più, insieme alla pompa di calore geotermica, la pompa di calore acqua acqua è sicuramente la soluzione più stabile e prestante. Perché la pompa di calore conviene Perché sempre più persone si stanno orientando verso questa soluzione? La risposta è semplice, vi sono diversi motivi che rendono la pompa di calore vantaggiosa rispetto alla tradizionale caldaia. Ecco i principali motivi per cui la pompa di calore viene scelta come soluzione per il riscaldamento domestico: Convenienza: chi possiede una caldaia tradizionale sa bene i costi da sostenere per il combustibile e per la manutenzione. La pompa di calore invece, sfruttando energia naturalmente fornita dalla natura, riduce drasticamente il costo legato all’approvvigionamento dei combustibili, a fronte di un leggero aumento di elettricità utilizzata. L’elettricità ha un costo molto minore rispetto al gas: di conseguenza, a fronte di un aumento di elettricità consumata, si elimina totalmente il costo del gas. In termini economici, ciò significa ridurre i costi totali dal 40% al 65% rispetto all’esborso attuale. Indipendenza: si produce energia autonomamente, senza più ricevere aumenti inaspettati, spesso dovuti a oneri di gestione, tasse e spese di trasporto. Sicurezza: senza combustione si riduce il rischio di fatalità legate ai combustibili, come perdite di gas e incendi. Valore dell’immobile: utilizzando sistemi di riscaldamento rispettosi dell’ambiente si aumentano le classi energetiche APE del nostro edificio. Il miglioramento dell’impatto che la nostra casa ha sull’ambiente influisce direttamente sul valore di questa. Sostenibilità: in molti ormai sanno che la combustione che avviene all’interno della caldaia è responsabile della maggior parte dell’inquinamento nelle nostre città. Bruciare gas (come qualsiasi altra cosa) produce polveri sottili che si disperdono nell’aria che respiriamo: quando questo avviene in prossimità del luogo in cui viviamo, la nostra salute ne risente ancora di più. La pompa di calore non utilizza la combustione per riscaldare casa: è quindi un sistema di riscaldamento 100% sostenibile e rispettoso dell’ambiente e della nostra salute. Vuoi sapere di più sull’inquinamento indoor? Leggi il nostro articolo sull’inquinamento domestico
Il gas che utilizziamo ogni stagione per scaldarci diventa una vera e propria spesa. A volte però, all’arrivo della bolletta ci viene da esclamare “come mai questo mese è così alta?”. A volte è difficile rendersi veramente conto dei consumi e di quanto si spende in gas ogni anno: se vuoi imparare a gestire meglio i costi della tua caldaia inizia da questo articolo. La spesa media Secondo i dati AEEGSI (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) nel 2016 la famiglia media italiana ha speso 971€ di gas in un anno: di certo una bella somma, considerando i periodi. A volte però succede che le bollette siano addirittura sopra le nostre aspettative, fino a diventare veramente troppo onerose. In realtà il costo del gas deriva da tre diversi componenti: Spesa per il gas naturale. Il costo effettivo della risorsa utilizzata. Spesa per la gestione del contatore e per il trasporto, che include lo smistamento della risorsa e la gestione nell’erogazione. Spesa per gli oneri di sistema che, seppur minima rispetto alle due voci precedenti, include dei costi fissi stabiliti da ARERA (Autorità Energia Elettrica e Gas) per ogni fornitore. Certo viene da chiedersi, quando i costi di questo bene aumentano, se ci sia un metodo per risparmiare qualcosa, specie considerando che si tratta di un bene necessario e su cui l’utente ha poco controllo dei costi. Consumi per riscaldamento o acqua calda? Innanzitutto dovresti considerare se utilizzi il gas solamente per scaldare l’acqua oppure anche per regolare la temperatura degli ambienti: di solito quest’ultima voce è quella che fa salire maggiormente i costi le voci di costo sulla bolletta. Puoi fare un calcolo approssimativo per capire come viene utilizzato maggiormente l gas, guardando le bollette. Il calcolo è il seguente: Somma dell’importo delle bollette da ottobre a marzo – somma dell’importo delle bollette da aprile a settembre Con questo calcolo puoi farti un’idea di quanto spendi annualmente per il riscaldamento (mesi invernali), perché hai sottratto le voci di costo relative all’utilizzo dei fornelli e dell’acqua calda (mesi estivi) dal totale. In altre parole il costo di gas che sostieni nei mesi estivi è imputabile agli utilizzi extra-riscaldamento, che sono costi presenti tutto l’anno. Ciò che ne resta sono i costi relativi al solo riscaldamento domestico. 4 Consigli per risparmiare sul gas Ci sono però dei modi per tentare di tenere a freno la bolletta del gas, te ne consigliamo qualcuno: Timer centralizzato. Questo apparecchio può percepire la temperatura interna della casa e regolarla automaticamente sulla base di come è stato impostato. Se utilizzato nella maniera più corretta, consente un risparmio del 20% sui costi in bolletta. Manutenzione. Purtroppo la caldaia e i termosifoni richiedono un’accorta manutenzione: bisogna controllare che lo spazio che circonda la caldaia sia libero e che l’aria riesca a affluire agevolmente, così come deve essere controllata internamente per valutare e correggere eventuali problematiche. Anche per i termosifoni è fondamentale far uscire l’aria che si può trovare nei singoli tubi. Questa è un’operazione abbastanza semplice che può essere fatta anche da chi non è esperto: è sufficiente operare leggermente sulla piccola vite che si trova nella parte alta del termosifone e far fuoriuscire l’aria, per poi richiudere quando inizia a gocciolare l’acqua. Decidi una temperatura. Evitare di accendere e spegnere più volte al giorno il riscaldamento permette alla caldaia di lavorare alla minima potenza: quindi sarebbe meglio definire una temperatura per te congeniale e lasciare il riscaldamento attivo tutto il giorno. Pannelli riflettenti. Utilizzare dei pannelli riflettenti da posizionare dietro al termosifone consente al calore di rimanere maggiormente nella stanza. Il muro che si trova nelle immediate vicinanze del terminale infatti assorbe il calore e lo disperde direttamente all’esterno della casa! Esistono dei pannelli commerciali già pronti ma, con un po’ di fai-da-te, puoi crearli anche a casa, utilizzando un pannello di polistirolo e avvolgendolo di carta argentata. La caldaia consuma troppo, quando cambiarla? Quando anche adottando questi consigli ti accorgi che le cose non accennano a migliorare, potrebbe essere bene chiedersi se è il caso di sostituire la vecchia caldaia. A questo riguardo puoi farti un’idea controllando le bollette del gas: se ti accorgi che, nonostante il prezzo del gas non sia aumentato le bollette sono sempre più care, vuol dire che il tuo apparecchio non sta lavorando più come dovrebbe: la caldaia consuma più di quanto dovrebbe. Basta controllare i MC (metri cubi) di gas consumati e fare un raffronto con il costo in bolletta. In questo caso è opportuno fare diverse considerazioni per sapere quando intervenire: Il ciclo di vita medio di una caldaia è di 10 anni circa. Superato questo periodo sarebbe meglio prendere in considerazione la possibilità di cambiare apparecchio. Anche se il suo ciclo di vita è mediamente lungo, la caldaia sarà, anno dopo anno, sempre meno prestante, con un evidente riscontro sui costi in bolletta. Efficienza della caldaia. Negli anni molti prodotti di ultima generazione hanno sostituito i vecchi modelli: scegliere un sistema di ultima generazione permette quasi sempre di ottenere il massimo dell’efficienza al minor costo, sebbene l’investimento iniziale possa sembrare elevato. Necessità di utilizzo. Utilizzi la caldaia solamente per riscaldare l’acqua o anche per regolare la temperatura degli ambienti? In questo caso vi sono soluzioni che permettono di eliminare i costi legati al consumo di gas. Se ti accorgi che il consumo è simile a quello dei mesi o degli anni precedenti ma il costo sale, ci puoi fare ben poco. Il prezzo del gas è molto variabile e dipende dai fattori di cui abbiamo parlato all’inizio dell’articolo, per cui l’unica soluzione sarebbe quella di eliminare totalmente il gas dalla tua casa. Vuoi eliminare il gas dalla tua casa? Scopri come con il nostro articolo sulla casa senza gas
Un giorno il sindaco di Londra ha avuto un’intuizione per utilizzare il corpo umano in maniera alternativa, e quindi per la produzione di energia. L’idea è stata quella di trasformare l’eccesso di calore prodotto dalla folla della metropolitana in una fonte per riscaldare l’acqua delle abitazioni londinesi. Nei Paesi Bassi invece sono stati infatti inventati degli speciali pavimenti, inseriti poi in una discoteca, che hanno la capacità di incamerare energia dal passaggio dei piedi. La capacità di produrre energia deriva quindi dal fatto che più si balla e più viene creata elettricità. Questi magari sono esempi un po’ estremi ma ci dicono “Si, è possibile produrre energia in modo alternativo e sostenibile”. E’ il caso delle cosiddette energie rinnovabili. Definizione Le energie rinnovabili sono delle fonti di energia che si ricavano dalle risorse energetiche rinnovabili, cioè quelle risorse che sono presenti sul nostro pianeta e che vengono costantemente ricreate. Pensa per esempio alla luce del sole, al vento, alla pioggia, alle maree, alle onde o al calore prodotto dalla terra (geotermico). L’energia rinnovabile fornisce spesso energia in quattro aree importanti: 1. La produzione di elettricità 2. Il riscaldamento e il raffreddamento di aria ed acqua 3. I trasporti 4. I servizi Rappresentano dunque, insieme a quella nucleare, forme di energie alternative ai tradizionali combustibili fossili come petrolio, carbone e metano, considerati invece energie non rinnovabili. Inoltre molte di queste energie rinnovabili hanno la particolarità e il vantaggio di essere energie pulite: a differenza dei combustibili fossili, non creano gas in grado di aumentare l’effetto serra, cioè quei gas responsabili del riscaldamento globale. Dunque la loro inesauribilità e l’assenza di emissioni inquinanti durante il loro utilizzo, rendono le energie rinnovabili un’alternativa sostenibile e preziosa per il nostro futuro e in particolare per quello del nostro pianeta. Energie rinnovabili: quali sono? Ma queste fonti rinnovabili quali sono? Ecco le principali di tipo energetico: – idroelettrica: elettricità creata grazie alle dighe artificiali e alle condotte forzate d’acqua che muovono le turbine – biocarburanti: carburanti creati da materiale vegetale – solare – eolica : energia elettrica creata dalla forza del vento – geotermica: energia creata dalle fonti di calore presenti sotto la superficie della terra – energia da biomasse: prodotta con gli scarti delle materie naturali, dalle bucce di banana agli scarti agricoli – energia marina: l’elettricità creata dal movimento delle maree Una delle tecnologie più importanti è quella idroelettrica: le centrali poste a valle delle dighe o lungo i fiumi trasformano il movimento dell’acqua in elettricità e sono la principale fonte di energia rinnovabile al mondo. In Italia, circa un quinto di tutta l’elettricità prodotta viene dalle centrali idroelettriche. Non tutti sanno che senza il sole non esisterebbe il vento, che è originato dal riscaldamento non uniforme delle masse d’aria, e con esso l’energia eolica. Stesso discorso per l’energia idroelettrica che, sfruttando le cadute d’acqua e il ciclo dell’acqua (che forma la pioggia), senza il sole non esisterebbe. Inoltre le centrali solari sono anche impianti con un ottimo rendimento e piuttosto veloci da costruire rispetto agli altri impianti di energia. Un esempio fu la notizia di Tesla, una nota azienda americana specializzata in veicoli elettrici, e altre società che sono state in grado di costruire in poche settimane piccole centrali solari con capacità di accumulare energia per riportare elettricità a Porto Rico, dopo che era stata gravemente colpita dall’impatto degli uragani Irma e Maria nel 2019. Se l’idroelettrico e l’eolico sono spesso irrealizzabili per i privati, le energie rinnovabili che vengono maggiormente a supporto del grande pubblico sono il fotovoltaico per l’energia elettrica e il geotermico per il calore. Queste due fonti sono spesso utilizzate anche in edifici modesti e lavorano spesso in simbiosi per garantire un utilizzo ecologico e sostenibile delle risorse che il nostro pianeta ci offre. Dove e come investire Sono importanti per l’ambiente e per il futuro: per questo si sta puntando molto ad investire in queste forme di energia. Pensa che secondo le previsioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia assorbiranno circa 322 miliardi di dollari all’anno fino al 2025. Ci sono vari modi per investire in energia pulita prodotta da fonti rinnovabili. Infatti, si può puntare non solo semplicemente su fondi e società che investono nella produzione di energia rinnovabile, ad esempio tramite parchi solari, eolici o geotermici. Esistono anche molti fondi comuni che investono anche in società collegate, come ad esempio i produttori di automobili elettriche, i cui prodotti funzionano con le energie rinnovabili. Oppure altri acquistano aziende di elettronica che fanno componenti per produrre energia green o i produttori di grandi turbine eoliche. Una cosa è certa: il costo delle tecnologie rinnovabili è sceso vertiginosamente negli ultimi anni. Ciò ha anche contribuito a rendere le energie rinnovabili meno dipendenti dal sostegno del governo. I dati del rapporto Bloomberg sull’Energia mostrano che il costo livellato dell’elettricità è diminuito dell’81% per il fotovoltaico dal 2009. Ora, in molti paesi del mondo, l’eolico, il solare o il geotermico sono l’opzione più economica per la produzione di energia. Anche perché le energie rinnovabili si trovano già nei Paesi che le sfruttano e quindi non vengono importate dall’estero (come per esempio il petrolio o il gas, che si trasportano in Italia dal Medio Oriente o dalla Russia). L’azienda può ottenere un risparmio sui costi se produce autonomamente energia tramite l’installazione di impianti appositi (un fotovoltaico o una pompa di calore). Hai ragione. Le pale eoliche, o turbine, sono un po’ brutte da vedere, rovinano il paesaggio e le foto. Però considera che una pala eolica di ultima generazione è in grado di produrre elettricità sufficiente per 300 abitazioni! Per non parlare del sole. L’energia solare totale che la nostra stella invia sulla Terra potrebbe, in una sola ora, soddisfare le richieste di energia del mondo per un anno intero! Peccato solo che non abbiamo ancora
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