Perché l’ACS è così importante? Quali sono le soluzioni migliori per garantire un’alta efficienza energetica ed eco-sostenibilità senza eccessivi consumi?
Gli Smart Building sono edifici di nuova generazione in grado di garantire efficienza energetica, bassi impatti ambientali e il controllo automatizzato di strutture e impianti. Vediamo insieme in questo articolo cosa sono, i loro vantaggi, gli esempi più importanti nel mondo e la situazione degli edifici intelligenti in Italia. Smart Building: che cosa sono e come nascono? Un edificio può essere intelligente? È proprio questo il caso dello Smart Building. Un edificio intelligente è in grado di gestire l’energia in modo ottimale ed efficiente e soprattutto fornire a chi vi abita il miglior comfort possibile. Lo Smart Building rende i residenti più consapevoli dei loro consumi e del modo migliore per ridurli. Questo avviene non solo grazie alla presenza di sistemi energetici efficienti e sostenibili per l’ambiente ma anche grazie a sistemi informatici e sensori presenti nell’edificio che permettono di gestire in tempo reale i consumi e in particolare quanta energia deve essere utilizzata in base a determinate condizioni. Sembra fantascienza ma è realtà! Ma come nasce lo Smart Building? Pensate che le prime tecnologie legate all’efficienza energetica e al comfort degli edifici risalgono addirittura al XVII secolo con Cornelis Drebbel, un ingegnere e inventore olandese. Drebbel, con l’invenzione del termostato a mercurio, fu infatti uno dei primi promotori dello sviluppo dei sistemi di controllo, ovvero tecnologie in grado di regolare e gestire il comportamento di altri dispositivi nell’edificio. Negli anni 80 viene coniato per la prima volta il termine di “edificio intelligente” negli Stati Uniti grazie ai nuovi sistemi di controllo basati sull’informatica. In sostanza lo Smart Building può essere definito come un insieme di tecnologie che consentono a diversi sensori e funzioni all’interno di un edificio di comunicare e interagire tra loro e anche di essere gestiti, controllati e automatizzati in remoto. Nello smart building queste tecnologie aiutano a collegare una varietà di sottosistemi che originariamente operavano in modo indipendente, come sistemi di riscaldamento, di ventilazione e condizionamento e di illuminazione. Ma in sostanza quali vantaggi ha lo Smart Building rispetto ai tradizionali metodi di progettazione edilizia? I principali vantaggi degli smart building Efficienza energetica e sostenibilità ambientale L’intelligenza di un edificio è basata principalmente sul concetto di efficienza energetica. La priorità a cui questi edifici rispondono è legata tuttavia non solo all’uso intelligente dell’energia ma anche alla possibilità di ridurre notevolmente l’impatto energetico degli immobili. Non dimentichiamo che edifici energivori hanno anche grandi generatori di emissioni. Per questo motivo, è diventato necessario trovare alternative più sostenibili soprattutto nel comparto edilizio. Questo si traduce non solo in una riduzione dei consumi abitativi ma anche nell’utilizzo di materiali e soluzioni che puntano all’efficienza energetica e nella gestione e sfruttamento di energia da fonti energetiche rinnovabili. Questo è il caso ad esempio dell’utilizzo di sistemi di riscaldamento e raffreddamento a pompa di calore che, senza ricorrere alla combustione, sfruttano l’energia termica di fonti naturali come aria, acqua di falda o terreno per climatizzare in modo efficiente e sostenibile gli ambienti. Vantaggi economici Un edificio intelligente permette di risparmiare sui costi energetici grazie ad un uso accorto delle utenze che vengono gestite direttamente dai sistemi di controllo presenti nell’edificio. Ma gli Smart Building stimolano anche l’economia in generale, in particolare il settore delle costruzioni che genera circa il 9% del PIL Europeo. Le Pmi, ad esempio, beneficiano di un mercato delle ristrutturazioni in crescita con l’avvento degli edifici intelligenti: per questo la rigenerazione degli edifici potrebbe aumentare le potenzialità di business in modo considerevole. Si tratta di un’opportunità da cogliere soprattutto in Italia, dove ci sono oltre 14 milioni di edifici ormai pluridecennali, in attesa di una nuova vita. 3 esempi di Smart Building nel mondo Glumac La struttura che ospita la sede orientale della Glumac, un’azienda specializzata nella progettazione di edifici sostenibili, è stata la prima a vantare la certificazione verde più prestigiosa in Asia Orientale ed è la prima in Asia a conseguire la certificazione Net-Zero Energy, Water and Carbon.La caratteristica distintiva che rende Glumac un’eccellenza nel campo dello Smart Building è la qualità dell’aria. Infatti l’edificio è dotato di un sistema di monitoraggio dell’aria interna che trasmette i dati relativi ai livelli di ossigeno, di particolato e di umidità, direttamente ai cellulari dei dipendenti tramite un app. Inoltre grazie a numerosi sistemi di purificazione dell’aria e ad una parete che filtra l’inquinamento proveniente dall’ambiente esterno, la Glumac vanta la migliore qualità dell’aria di tutta Shanghai. The edge The Edge si trova ad Amsterdam ed è considerato uno dei migliori esempi di Smart Building al mondo. L’edificio, che ospita la sede olandese della Deloitte, è una splendida prova di edificio intelligente sia in termini di impatto ambientale sia per livello di connessione degli impianti. In questo edificio sono presenti oltre 30.000 sensori in grado di misurare l’occupazione delle sale e i loro livelli di illuminazione, umidità e temperatura. Una caratteristica distintiva del The Edge è la presenza di pannelli LED super efficienti perché richiedono un flusso di alimentazione così piccolo da essere alimentati dagli stessi cavi utilizzati per la connessione ad Internet. The Edge è caratterizzato inoltre da 6000 m2 di pannelli solari, situati sulle facciate e sul tetto dell’edificio, che contribuiscono a soddisfare il rifornimento elettrico della struttura. Il riscaldamento e il raffrescamento della struttura sono deputati a una pompa di calore geotermica, che mantengono le temperature interne quando la ventilazione passiva non è sufficiente. The Crystal Situato a Londra nella zona dei Royal Docks, The Crystal è considerato uno degli edifici più sostenibili al mondo. The Crystal è uno Smart Building elettrico al 100% e i pannelli solari installati sul tetto generano circa il 20% del suo fabbisogno energetico. I consumi di energia e le emissioni sono completamente monitorati da un sistema di gestione energetica che controlla tutti i sistemi elettrici e meccanici, come i sistemi di illuminazione e di climatizzazione. In termini di impatto ambientale, è un gioiello edilizio di eco-sostenibilità: si stima che le sue emissioni di CO2, rispetto ad edifici delle stesse dimensioni, siano inferiori di circa il 70%. The Crystal è dotato
La caldaia a biomassa rappresenta un’alternativa sostenibile alla classica caldaia tradizionale, poiché utilizzano entrambe la combustione per riscaldare, ma le fonti energetiche sono diverse: le caldaie a biomassa usano fonti rinnovabili come legno e altra materia organica. La combustione di una fonte rinnovabile, supportata dalla sua efficienza energetica, potrebbero essere un vantaggio rispetto all’uso di combustibile fossile. Ma andiamo a conoscere meglio le caldaie a biomassa prima di addentrarci nel confronto con le pompe di calore. La caldaia a biomassa: cos’è e come funziona? La caldaia a biomassa funziona in modo molto simile alla caldaia a gas o a gasolio: il riscaldamento è fornito ancora una volta dalla combustione, ma in questo caso la materia prima non è il gas o il gasolio, come per le caldaie tradizionali o a condensazione, ma è la biomassa. Ma cos’è la biomassa? La biomassa indica qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale utilizzabile a fini energetici. In altre parole comprende tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili solidi, liquidi o gassosi. Tutti questi materiali possono essere utilizzati per generare elettricità e calore, ma anche per la realizzazione di composti chimici o carburanti biologici. La biomassa si divide in diverse tipologie: Pellet: scarti di lavorazione del legno pressati in piccoli cilindretti. Cippato: legno naturale tritato con o senza corteccia, di provenienza boschiva. Segatura: scarti industriali o scarti di prodotti agricoli. Legna a pezzi (ciocchi): porzioni di tronco di provenienza boschiva. Tronchetti di legno: residui di legno pressati. La maggior parte delle caldaie o stufe a biomassa possono essere alimentate con un solo tipo di biomassa: ad esempio la caldaia a pellet brucia soltanto pellet, ed è per questo che si chiama così. Oggi ci sono in commercio anche modelli più tecnologici e versatili, con i quali si possono utilizzare anche diversi tipi di biomassa per lo stesso impianto, come pellet e cippato ad esempio. La tipologia più comune di stufa a biomassa è quella a fiamma inversa o rovesciata: in questo modello la fiamma si sviluppa verso il basso, invece di svilupparsi verso l’alto come nelle caldaie tradizionali. In questo modo si può caricare il combustibile nella parte alta dell’impianto, così la fiamma brucerà solo una parte del legno inserito mantenendo una combustione costante. In altre parole questo si traduce in un maggiore risparmio per evitare l’eccessivo consumo di combustibile. La combustione di questi materiali genera scarse emissioni inquinanti rispetto ai combustibili fossili: questo perché la caldaia a biomassa, a differenza delle caldaie tradizionali come quelle a metano, brucia al suo interno una fonte energetica rinnovabile. Energia rinnovabile vuol dire che, come il legno, ricresce naturalmente al contrario dei giacimenti di combustibile fossile, una fonte energetica altamente inquinante e per di più in esaurimento. Durante la combustione, la legna produce la stessa quantità di CO2 che produrrebbe naturalmente se fosse lasciata a marcire nei boschi: per questo motivo la combustione della biomassa viene definita più ecologica rispetto ad altri combustibili. La legna infatti, al contrario del gas metano o del gasolio, produce emissioni che si considerano carbonio-neutrali, cioè non alterano l’equilibrio di anidride carbonica (CO2) nell’ambiente. L’alterazione di questo equilibrio è direttamente collegata all’inquinamento ambientale, così come il rilascio di particolato e polveri sottili nell’aria che respiriamo. Vedremo in seguito che proprio per questo ultimo aspetto, la stufa o la caldaia a biomassa non rappresentano una soluzione così ecologica e sostenibile quanto può sembrare. Anche la pompa di calore, così come la caldaia a biomassa, sfrutta una fonte rinnovabile. Ma dal punto di vista della sostenibilità, esiste una netta differenza tra i due impianti. Infatti, nonostante utilizzi una risorsa naturale a basse emissioni nocive, la caldaia a biomassa sfrutta la combustione che produce una grande quantità di pericolose polveri sottili.Al contrario, la pompa di calore non scalda gli ambienti bruciando combustibile ma attraverso lo scambio di calore tra una fonte naturale – come aria, acqua di falda e terreno – e gli ambienti da riscaldare. Caldaia a biomassa e pompa di calore: il confronto L’inquinamento della biomassa La biomassa è una fonte energetica rinnovabile e un’interessante alternativa ai combustibili fossili, in quanto il suo utilizzo permetterebbe di ridurre le emissioni nocive: infatti la combustione delle biomasse legnose non comporta emissioni aggiuntive di CO2 nell’atmosfera. Per questo motivo la caldaia a biomassa viene presentata come una soluzione più ecologica e rispettosa dell’ambiente rispetto ai modelli che sfruttano il metano, il GPL o il gasolio. In realtà, la biomassa come legno e pellet è più inquinante di quanto sembra! Infatti, paradossalmente, le stufe che sfruttano il pellet ad esempio, sono molto più inquinanti delle caldaie tradizionali. E perchè? La differenza sostanziale tra la biomassa e gli altri combustibili fossili si riscontra soprattutto sulle emissioni di particolato o polveri sottili (PM), che rappresenta l’inquinante atmosferico di maggior rilievo. Se dunque i livelli di CO2 non vengono alterati dalla combustione di fonti naturali, il potere inquinante della caldaia a biomassa è causato principalmente dai residui di combustione, come cenere e fumi, e in particolare dalle polveri sottili altamente pericolose per l’ambiente e per la salute.In altre parole quando il materiale brucia all’interno della caldaia o della stufa a biomassa, questa rilascia polveri e fumi responsabili dell’effetto serra e di effetti dannosi sull’uomo. Dal punto di vista della sostenibilità, la pompa di calore resta ancora una volta la scelta più green. La tecnologia della pompa di calore rivoluziona il modo di riscaldare casa, poiché il calore non viene generato dalla combustione – fossile o di biomassa – e dunque non ci sono emissioni che potrebbero inquinare l’aria.Con la pompa di calore, l’energia termica necessaria per il riscaldamento non viene prodotta bruciando combustibile: il calore viene trasferito dall’ambiente esterno a quello interno della casa. Quindi la pompa di calore non rilascia nessun fumo di scarico o residui di combustione. Al contrario, la caldaia a biomassa rappresenta un potenziale pericolo per l’ambiente in quanto continua ad utilizzare combustibile, anche se questo è di origine naturale.La combustione di materiale organico produce fumi e residui anche all’interno della caldaia: rispetto alla pompa
La pompa di calore per il raffrescamento rappresenta una soluzione efficiente e sostenibile, sebbene sia conosciuta più spesso per la sua funzione invernale. La pompa di calore reversibile permette la produzione di acqua calda sanitaria, riscalda e raffresca la nostra casa utilizzando energia naturale gratis e sfruttando lo stesso impianto utilizzato per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria. Ma come è possibile? Vediamo insieme come funziona e cos’è una pompa di calore reversibile, come ad esempio ReTina – il modello reversibile di Tina, la pompa di calore ad alta temperatura ed alta efficienza. Un’alternativa al condizionatore Con l’arrivo dell’estate si inizia a fare i conti con il caldo asfissiante, per cui l’unico rimedio è avere un sistema di climatizzazione efficiente. Ad oggi esistono molteplici soluzioni per rinfrescare casa con tecnologie che impiegano energie pulite e rinnovabili: con questo articolo possiamo farci un’idea sulle soluzioni alternative al condizionatore. Vuoi sapere di più sul raffrescamento di casa? Leggi l’articolo Aria condizionata: rinfrescare casa in modo efficiente Sapevi che il raffrescamento a pavimento con pompa di calore ci permette di avere sempre la temperatura ideale nella nostra casa e senza eccessivi consumi? Infatti tramite una pompa di calore il pavimento viene rinfrescato – così come viene riscaldato nei mesi freddi – grazie all’acqua di falda presente naturalmente nel terreno. Come il sole anche l’acqua di falda è una fonte naturale e rinnovabile di calore e di fresco. Come il fotovoltaico, anche le pompe di calore sono sostenibili perché utilizzano l’energia termica ricavata dall’acqua proveniente dal terreno. Il comfort garantito è quindi anche sostenibile. I sistemi di climatizzazione più innovativi sono anche quelli che garantiscono un maggior risparmio. La pompa di calore collegata ad un sistema di climatizzazione a pavimento, infatti, garantirà una casa fresca d’estate e, d’inverno, la stessa pompa di calore riscalderà la casa grazie al calore irradiato dal pavimento. In altre parole, un unico sistema che assicura la comodità di una casa calda d’inverno e fresca d’estate. Lo stesso impianto inoltre produce anche l’acqua calda utile per lavarsi e cucinare. Sai che non è la stessa acqua che circola nei sistemi di riscaldamento o raffrescamento? Ne abbiamo parlato in questo articolo se vuoi saperne di più. Cos’è l’acqua calda sanitaria? Scoprilo con l’articolo Acqua calda sanitaria: come produrla in modo sostenibile Ma come fa una pompa di calore a raffrescare? Raffrescamento con pompa di calore: come funziona? Non tutte le pompe di calore garantiscono il raffrescamento degli ambienti. Solo il modello reversibile è in grado di generare sia acqua calda che acqua fresca. In sostanza la pompa di calore reversibile è una centrale termica che integra in una unica soluzione la funzione di una caldaia e un gruppo frigo. In base al modello, il raffrescamento con pompa di calore può avvenire in 2 modi: Raffrescamento attivo: con questa funzione la pompa di calore raffresca attivamente la casa. Il normale funzionamento della pompa di calore viene semplicemente invertito per generare acqua fredda utile al raffrescamento. Ad esempio nelle pompe di calore aria-acqua, il circuito del refrigerante viene invertito affinché la pompa di calore lavori come un grosso frigorifero. In altre parole il calore, invece di essere assorbito dalla pompa di calore come avviene per riscaldare casa, viene trasferito dall’interno dell’abitazione verso l’esterno. Il raffreddamento attivo ha una maggiore capacità di raffreddamento e può essere utilizzato per tutti i tipi di pompe di calore: pompe di calore a terra, pompe di calore ad acqua e pompe di calore ad aria. Raffrescamento passivo: il raffrescamento passivo è tipico delle pompe di calore geotermiche e delle pompe di calore acqua-acqua: tutte le soluzioni installate nel terreno possono prevedere il raffrescamento passivo. Il raffrescamento può essere prodotto senza che la pompa di calore sia in completa funzione. Infatti le basse temperature della fonte di calore – l’acqua nel caso di pompe di calore acqua-acqua e il terreno profondo nel caso di pompe di calore geotermico – permettono il raffreddamento passivo degli ambienti. In pratica l’acqua fredda viene spostata nel circuito di riscaldamento o raffreddamento tramite una pompa di circolazione. Lo scambiatore di calore viene installato direttamente nel circuito dell’acqua di falda o in quello geotermico. Questo sistema trasmette la potenza frigorifera nell’ambiente, rinfrescando la casa tramite il circolo di aria fresca. Il vantaggio di questa soluzione è che ha un’alta efficienza e un basso consumo. Infatti consuma una minima parte di corrente dal momento che vengono attivate solo le pompe di circolazione dell’aria fresca senza utilizzare l’intero ciclo della pompa di calore. Quindi, come possiamo immaginare, l’utilizzo della pompa di calore in collegamento con un sistema di raffrescamento – o riscaldamento – a pavimento è solo una delle possibili declinazioni. Infatti i principali sistemi per la distribuzione del freddo sono: I pannelli radianti, che rinfrescano la casa attraverso un meccanismo di raffrescamento statico. La temperatura viene abbassata grazie alla presenza di tubature di acqua refrigerata che raffrescano il pavimento, le pareti o il soffitto. I ventilconvettori, impiegati invece nel raffrescamento ventilato. Al contrario del raffrescamento statico, i ventilconvettori sono dotati di uno scambiatore di calore genera aria fresca. Infatti nello scambiatore circola l’acqua di raffrescamento proveniente dalla pompa di calore che raffredda l’aria calda prelevata dall’ambiente. Il risultato è aria fresca e pura. Sono entrambe soluzioni che garantiscono la massima efficienza, anche se i ventilconvettori offrono tempi di risposta più brevi e sono più potenti rispetto ai pannelli radianti. ReTINA : la pompa di calore reversibile ReTINA è la versione reversibile di TINA, la pompa di calore ad alta temperatura e alta efficienza. La sua reversibilità permette di rinfrescare casa sfruttando lo stesso sistema utilizzato d’inverno per riscaldarla. Ma cosa significa reversibile? Il modello RETINA è in grado di invertire il ciclo di funzionamento, cioè da riscaldamento a raffrescamento, tramite una valvola di inversione. RETINA è disponibile per la climatizzazione di casa nella sua versione residenziale e nella versione professionale per i contesti lavorativi. Se hai intenzione di ristrutturare casa approfittando degli incentivi statali del Superbonus 110%, valuta questa alternativa per
Cosa hanno in comune lo stadio della Juventus a Torino e il Bosco Verticale a Milano? All’apparenza nulla, ma in realtà sono entrambi ottimi esempi italiani di architettura sostenibile, un nuovo modo di concepire l’edilizia per un futuro più green. In questo articolo scopriamo insieme come e perché l’architettura sostenibile è così importante per l’ambiente e quali vantaggi comporta non solo per il pianeta ma anche per la nostra economia e per la nostra salute. Architettura sostenibile: che cos’è? L’architettura sostenibile è un nuovo approccio culturale introdotto nell’ambito dell’architettura, che persegue come obiettivo sia la progettazione che la costruzione di edifici a basso impatto sull’ambiente. In altre parole piuttosto che un ramo dell’architettura tradizionale, l’architettura sostenibile è un nuovo modo di concepire l’edilizia, tendendo a ridurre al minimo l’impatto ambientale degli edifici sia nella scelta dei materiali in fase di progetto che nelle fasi di costruzione. Ma quali sono i fattori che consentono di definire sostenibile un edificio? Efficienza energetica – Gli edifici sostenibili sono dotati di impianti energetici ad alta efficienza che utilizzano fonti rinnovabili e dunque sono autonomi dal punto di vista energetico. Ad oggi un edificio può sfruttare molteplici tecnologie che possono garantire un minimo impatto ambientale senza rinunciare all’efficienza come ad esempio i pannelli solari per la produzione di elettricità o una pompa di calore per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti. Vuoi scoprire di più sull’efficienza energetica? Leggi l’articolo Efficienza Energetica: cos’è e come migliorarla Materiali naturali, riciclati e riciclabili – La scelta dei materiali da costruzione è un passo fondamentale per poter realizzare un edificio sostenibile dato che ogni materiale, con le sue caratteristiche, ha il suo impatto sull’ambiente. Proprio per questo motivo il legno è uno dei materiali preferibili nell’architettura ecosostenibile ma vengono impiegati tanti altri materiali in base alla loro natura e alle loro proprietà. Infatti oltre al legno vengono impiegati il sughero – considerato tra i migliori isolanti termici per l’edilizia – la paglia, che ha proprietà fonoassorbenti, e la canapa, che unita alla calce assicura isolamento termico e acustico e alta resistenza al fuoco. Altri materiali naturali impiegati nella realizzazione di un edificio sostenibile sono il gesso, il bambù, la fibra di juta, la lana di roccia, la fibra di cellulosa, l’argilla espansa e vernici di origine naturale. Impatto della struttura sull’ambiente – La costruzione di un edificio non deve stravolgere o modificare l’ambiente in cui verrà realizzato, dunque ad esempio in fase di progettazione è opportuno considerare con estrema attenzione il sito di edificazione. Utilizzo dell’acqua – Progettare un edificio sostenibile significa anche salvaguardare le risorse idriche e sfruttare strategie efficienti di utilizzo dell’acqua attraverso sistemi di recupero. Infatti grazie ad un impianto di raccolta dell’acqua piovana, un edificio sostenibile può ridurre al minimo il suo fabbisogno energetico, compreso quello di acqua. Gli edifici residenziali che possiedono questi criteri vengono chiamati case passive o passive house. Queste abitazioni sono realizzate con materiali completamente naturali e consentono di limitare al massimo o eliminare del tutto il consumo di energia. Ad esempio queste case sono spesso alimentate da impianti solari e sono costruite in legno, un materiale naturale che offre isolamento termico ed ha proprietà traspiranti. L’architettura sostenibile: le origini L’architettura sostenibile ha origine nella bioedilizia, una tecnologia di costruzione tedesca degli anni Settanta del secolo scorso. Tra i fondatori della bioedilizia possiamo citare l’architetto tedesco Karl Ernts Lotz, considerato il pioniere dell’architettura sostenibile. Lotz sosteneva che la casa è come una “terza pelle”: deve essere in grado di proteggerci e di poter “respirare”, cioè deve avere la possibilità di continui scambi con l’ambiente esterno che la circonda. L’architettura sostenibile considera l’impatto dell’edilizia non solo sull’ambiente ma anche sull’economia. Infatti grazie all’architettura sostenibile possiamo assistere ad un fenomeno di economia edilizia circolare, perché è protagonista non solo nella fase di progettazione di costruzione di edifici, ma anche nella loro fase di dismissione. È il caso dei cosiddetti “cantieri circolari”, dove attraverso il riciclo dei materiali di scarto, si recuperano e si dà nuovo valore alle materie prime ricavate dalla demolizione di vecchi edifici per la realizzazione di nuovi. 5 esempi di architettura sostenibile in Italia Allianz Stadium L’Allianz Stadium (o Juventus Stadium) a Torino è un esempio significativo di “cantiere circolare” e dunque di architettura sostenibile in Italia. Nato dalle ceneri del vecchio stadio “Delle Alpi”, lo stadio di proprietà della società calcistica Juventus F.C. è stato inaugurato nel 2011 dopo 2 anni di lavorazione ed è il primo stadio eco-compatibile del mondo. Infatti è stato realizzato grazie al recupero di 40mila metri cubi di calcestruzzo che sono stati selezionati, frantumati e riutilizzati come base del nuovo ambizioso progetto. Inoltre riducendo al minimo l’impiego di nuove materie prime, questo “cantiere circolare” ha permesso un risparmio economico di oltre 2 milioni di euro. La sostenibilità dell’edificio è testimoniata dalla presenza di sistemi energetici ad alta efficienza come teleriscaldamento e pompe di calore per la produzione di acqua refrigerata. Bosco Verticale Il Bosco Verticale a Milano è uno degli esempi di architettura sostenibile più famosi in Italia, e non solo. Si tratta di un complesso di due palazzi residenziali a torre rispettivamente di 26 e di 18 piani. Venne progettato dall’architetto Stefano Boeri ed è situato vicino alla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi. Premiato nel 2014 come “grattacielo più bello e innovativo al mondo”, il Bosco Verticale prende questo nome perché i due palazzi accolgono sulle loro facciate una grande quantità di vegetazione che corrisponde all’estensione di due ettari di bosco. Si tratta di un sistema vegetale che comprende 711 alberi, 5.000 arbusti e 15.000 piante floreali perenni, distribuite sui balconi dei palazzi in modo irregolare. Le piante vengono irrigate grazie a un sistema centralizzato di pompe di calore e di sensori che filtrano l’acqua di falda, la stessa utilizzata anche per gli impianti di condizionamento. Il Bosco Verticale, grazie alla sua vegetazione, contribuisce alla creazione di uno speciale microclima al centro di una grande città come Milano, in grado principalmente di depurare l’aria assorbendo particelle di CO2 e polveri sottili. (Bosco verticale
Rinfrescare casa diventa un obiettivo indiscusso per non soffrire il caldo durante i mesi estivi. Per avere aria condizionata in casa oggi esistono molteplici soluzioni, dalle più classiche come il condizionatore ad aria alle più tecnologiche come il solar cooling. Tra queste, il sistema di rinfrescamento con la pompa di calore rappresenta un’alternativa ecologica e ad alta efficienza per avere aria condizionata in casa senza problemi di consumi e di inquinamento. Come rinfrescare casa: le soluzioni Quando arriva il caldo, stare in casa non è sempre piacevole, tanto che avere l’aria condizionata in casa diventa quasi una necessità obbligata. Sul mercato sono presenti diversi sistemi di rinfrescamento della casa, ognuno con le sue caratteristiche e il suo funzionamento. Vediamo insieme quali sono le principali soluzioni: Condizionatore ad aria. Se pensiamo ad aria condizionata immediatamente ci viene in mente il condizionatore – o climatizzatore – ad aria, un classico sistema di climatizzazione domestico. Oggi sul mercato è possibile trovare una vasta gamma di modelli ma i migliori in termini di efficienza e prestazioni sono quelli dotati di tecnologia inverter. Questa tecnologia permette al condizionatore di modulare la sua potenza – mantenendo costante il fresco – per evitare che si accenda e si spenga di continuo. Tuttavia il condizionatore d’aria prevede una spesa energetica da non sottovalutare: nel periodo estivo può consumare fino a 1.000/2.000 KwH – equivalenti a un costo in bolletta tra i 220 e i 440 €. Si tratta infatti di una delle spese energetiche più rilevanti nella bolletta domestica. Per stare attenti a quanto consuma un condizionatore, è necessario considerare tre fattori: La grandezza dell’ambiente da raffrescare La differenza di temperatura tra interno ed esterno dell’edificio L’efficienza del condizionatore, valutata con l’indice EER. Più il suo valore è alto e più il condizionatore è efficiente Ventilatore. Il ventilatore può essere una valida alternativa più pratica ed economica rispetto al condizionatore, un metodo veloce e semplice per rinfrescare casa. In questo caso però non si può veramente parlare di sistema di raffrescamento: il ventilatore infatti non rinfresca l’aria ma genera delle correnti d’aria che favoriscono l’evaporazione dell’umidità dalla pelle. E’ questo che in realtà ci rinfresca e ci fa provare quella sensazione di fresco, ma è solo una sensazione temporanea. Ne esistono di diverse tipologie: a soffitto, a torre, con nebulizzatore dell’acqua integrato, a piantana e anche senza pale. Anche se il suo consumo è 10 volte minore rispetto a quello di un climatizzatore, può sicuramente essere una soluzione valida, ma non è un vero sistema di raffrescamento efficiente e permanente. Raffrescamento a pavimento. Questa è una valida alternativa ai condizionatori d’aria perché può garantire un fresco confortevole con un grande risparmio di energia. Ma come funziona? Il raffrescamento a pavimento funziona per un fenomeno definito “irraggiamento”: vengono installate sotto il pavimento delle serpentine, in cui viene fatta scorrere acqua fredda (15-18°): queste serpentine hanno la funzione di assorbire il calore presente nella stanza. In altre parole, l’acqua fredda presente nelle serpentine abbassa la temperatura della stanza fino al livello desiderato perché assorbe l’aria calda presente nell’ambiente. Purtroppo è un sistema con un’inerzia elevata, cioè che ha bisogno di tempo per funzionare e quindi rinfrescare. In altre parole, se vuoi una casa fresca in poco tempo non è la soluzione adatta. Raffrescamento evaporativo. Sfruttando un principio totalmente naturale, il sistema di raffrescamento evaporativo rinfresca gli ambienti aspirando l’aria e facendola passare in un filtro costantemente bagnato. In questo modo la temperatura dell’aria si abbassa e possiamo godere del fresco. Purtroppo però questo sistema non è molto indicato per rinfrescare ambienti chiusi, come ad esempio una casa, perché gli impianti di raffrescamento evaporativo generano molta umidità, facilitando la comparsa di muffe e batteri. Se invece hai bisogno di aria condizionata in un ambiente aperto, con continuo ricircolo di aria, questo potrebbe essere la soluzione ideale, garantendo consumi e costi di installazione bassi. Solar cooling. Se ti dicessimo che lo stesso sole che scalda le giornate estive può allo stesso tempo raffrescare la tua casa? Anche se è una soluzione ancora poco utilizzata in Italia e in ambito domestico per via dei costi più elevati rispetto ai climatizzatori, il solar cooling è una tecnologia che potrebbe rappresentare il futuro dell’aria condizionata. Questo particolare sistema di climatizzazione sfrutta il solare termico per produrre acqua fredda che poi scorre nei terminali. In altre parole, il calore assorbito dai pannelli solari viene sfruttato per dare energia ad una macchina che genera acqua refrigerata utile al rinfrescamento degli ambienti. Pompa di calore. La pompa di calore non è solo uno dei sistemi di riscaldamento alternativi più performanti ed ecologici, ma può essere utilizzata anche per raffrescare gli edifici nelle calde giornate estive. Tuttavia il funzionamento è differente dagli altri sistemi di climatizzazione, perché il condizionatore a pompa di calore non genera aria fresca, ma al contrario trasporta il calore da un ambiente a un altro: in questo modo si può avere un ambiente naturalmente raffrescato senza fastidiosi getti d’aria fredda. Vuoi scoprire come funziona la pompa di calore? Leggi il nostro articolo Pompa di calore: cos’è e come funziona Mediante raffrescamento passivo: è un raffrescamento diretto, che utilizza la sorgente fresca del terreno per abbassare la temperatura dell’ambiente. Questo tipo di raffrescamento è utilizzato principalmente per le pompe di calore di tipo geotermico ed è molto efficiente dal punto di vista energetico. In altre parole, viene consumata poca energia perché durante la fase di raffrescamento, la pompa di calore stessa è disattivata e si attiva solo la pompa di circolazione dell’acqua refrigerata nei sistemi di raffrescamento. Mediante raffrescamento attivo: in questo tipo di raffrescamento viene semplicemente invertito il ciclo di funzionamento della pompa di calore. In altre parole nei mesi estivi si può invertire il processo di spostamento del calore: il calore in eccesso presente dentro casa viene espulso fuori verso l’esterno, rinfrescando così gli ambienti. La pompa di calore rimane dunque in funzione e, rispetto al raffrescamento passivo, genera una maggiore potenza di raffrescamento. Come rinfrescare casa: quale soluzione scegliere? Come abbiamo visto,
La pompa di calore ad alta temperatura Teon è diversa dalle altre pompe per una serie di caratteristiche, tecnologie e prestazioni che possono migliorare anche sensibilmente le prestazioni del vostro sistema di riscaldamento domestico. Nell’articolo riveliamo nel dettaglio tutte le specifiche di della pompa di calore Teon. Pompa di calore, quale scegliere? Da qualche mese ormai sempre più persone stanno scegliendo soluzioni maggiormente ecologiche e prestanti sia per migliorare il comfort abitativo della propria casa, sia per abbattere le emissioni. Ma non finisce quì: scegliendo un metodo di riscaldamento più efficiente, infatti, è possibile anche andare a risparmiare. L’investimento iniziale viene di solito assorbito nel giro di pochi anni, passati i quali si inizia a risparmiare sensibilmente sulla bolletta energetica. Molti però sono disorientati dalla scelta che il mercato offre e non riescono a scegliere la soluzione ideale per la propria abitazione. La pompa di calore sfrutta una tecnologia che si sta facendo conoscere da non molto tempo e per la maggior parte delle famiglie può essere difficile scegliere sulla base delle proprie reali esigenze. Vuoi scoprire come funziona una pompa di calore? Leggi l’articolo Pompa di calore: cos’è e come funziona Una pompa di calore unica La soluzione Teon è diversa da quelle proposte dal mercato perché si tratta di una pompa di calore ad alta temperatura. Ciò significa che, mentre le sue colleghe sono in grado di raggiungere mediamente i 45-50°, Tina può elevare la temperatura fino agli 80° se necessario. Può sembrare poco rilevante, ma in realtà la differenza si sente. Se infatti le normali pompe di calore richiedono spesso l’installazione del riscaldamento a pavimento, la pompa di calore Teon si adatta alla perfezione ai tradizionali termosifoni. Questo è uno dei benefici principali di una pompa di calore ad alta temperatura: per molti infatti non è semplice dover ristrutturare completamente la propria casa per adottare una soluzione energetica prestante. La pompa di calore Teon invece può essere installata senza modificare i propri terminali domestici, siano essi i tradizionali termosifoni in ghisa, fan coil oppure riscaldamento a pavimento. Una bella comodità! Teon rispetta l’ambiente Molte pompe di calore, anche oggi, utilizzano i gas fluorurati (F-Gas) nel loro processo di riscaldamento o raffrescamento della risorsa. Questi gas sono molto dannosi per l’ambiente e il loro impatto, sebbene non sia paragonabile a quello della caldaia tradizionale, è molto simile a quello degli altri gas serra più conosciuti. La pompa di calore Teon fa utilizzo esclusivamente di gas di origine naturale. Sostituendo la caldaia tradizionale con una pompa di calore ad alta temperatura infatti l’ambiente sarà doppiamente grato: sia per aver eliminato i combustibili fossili che generano polveri sottili e gas serra, sia per aver utilizzato esclusivamente gas naturali ed ecologici. Portiamo ad esempio la città di Milano, in cui è ancora largamente utilizzata la tradizionale caldaia a gasolio, per capire meglio quanto la pompa di calore Teon potrebbe aiutare l’ambiente: “Durante la stagione invernale (15 ottobre-15 aprile) queste caldaie riversano nell’aria della città ca. 12,7 tonnellate di PM10, 250 tonnellate di SO2, 150 tonnellate di NOx e più di 188 mila tonnellate di CO2.Sostituire, ad esempio, la metà di questi impianti con una pompa di calore del tipo Teon (una penetrazione dell’1,5% rispetto alle centrali termiche complessive del Comune) implicherebbe il dimezzamento di tutte emissioni sopra indicate. Considerando la sola anidride carbonica, l’intervento avrebbe l’effetto di togliere dalla circolazione 134.000 auto in città (su di un parco registrato di ca. 700.000 automobili): una coda più lunga della distanza Milano-Roma.“ Legambiente – Premio innovazione amica dell’ambiente 2017 Scopri cosa scrive Legambiente sulla pompa di calore Teon sul rapporto del premio Innovazione Amica dell’ambiente Teon da valore alla tua casa Una casa efficiente è una casa di valore. Proprio per questo installare una pompa di calore ad alta temperatura aumenta il valore dell’immobile. Ai benefici di comfort, per l’ambiente e di risparmio, si aggiunge un importante vantaggio finanziario. La classificazione APE influisce direttamente infatti sul valore dell’edificio: una casa con una classe energetica migliore vale semplicemente di più. Installare una pompa di calore ad alta temperatura Teon può consentire un aumento di due o tre classi energetiche, in base al metodo di riscaldamento attualmente utilizzato. In termini di valore immobiliare, il miglioramento dell’efficienza energetica può aumentare fino al 20% il valore della casa. Una soluzione efficiente dal punto di vista energetico quindi permette sia di risparmiare sulla bolletta, sia di aumentare il valore della casa. Proprio per questo negli ultimi mesi la Commissione Europea sta promuovendo una transizione energetica che farà del bene non solo all’ambiente, ma anche alle famiglie. La pompa di calore ad alta temperatura Teon è la soluzione che risponde in maniera efficiente a tutte le ultime direttive europee. Una soluzione pluripremiata Per tutte le motivazioni che ti abbiamo raccontato in questo articolo Teon è stata più volte insignita di diversi premi, che in qualche modo, raccontano la storia della pompa di calore ad alta temperatura più iconica di sempre: Premio nazionale Innovazione Amica dell’ambiente Legambiente 2017. Il premio viene conferito da Legambiente alle innovazioni d’impresa in campo ambientale. Smart Future Mind Award. Nell’appuntamento Smart ha conferito dei riconoscimenti alle realtà che operano per migliorare la qualità e la vivibilità delle città italiane. Symbola, fondazione per le eccellenze italiane. La fondazione, che da anni racconta le realtà italiane che si distinguono per bellezza, sostenibilità e innovazione, ha inserito la pompa di calore Teon nel rapporto “100 italian stories for future building” Questi riconoscimenti raccontano, meglio di molte parole, l’impegno di Teon ha profuso nel tempo per la progettazione e il miglioramento costante di Tina, la pompa di calore ad alta temperatura. Una storia che unisce efficienza, innovazione e sostenibilità ambientale per fornire soluzioni in grado di migliorare il comfort abitativo degli italiani. Una curiosità su Teon Molti clienti ci hanno chiesto cosa significa Tina e perché abbiamo scelto questo nome per la nostra pompa di calore ad alta temperatura. Ebbene è arrivato il momento di rivelare questa curiosità: Tina è l’anagramma di There Is No Alternative. Perché pensiamo
Si parla sempre più spesso di green economy: una sfida che unisce le persone al profitto economico e che si basa sulla sostenibilità per generare valore per le imprese e i consumatori. In un mondo sempre più attento alle tematiche ambientali a volte ci si dimentica che è anche l’economia a permettere alle persone di realizzarsi. Dall’altro canto, immersi come siamo nelle dinamiche veloci e repentine che caratterizzano il nostro lavoro e le nostre giornate in generale, spesso non riusciamo a seguire la nostra coscienza ecologica. La Green Economy nasce a questo proposito: unisce cioè i valori della sostenibilità a un sistema che non rinnega i precetti economici. In altre parole si vuole dimostrare che è possibile fare economia e generare valore e profitti anche con un’occhio all’ambiente e alla società. L’economia del benessere Il concetto di benessere è strettamente collegato a quello ambientale. La cura per l’ambiente infatti implica il rispetto non solamente della terra, ma anche di tutti i suoi abitanti. Abbiamo ormai compreso come un’economia degenerativa, basata sullo sfruttamento incondizionato delle risorse, può essere dannosa anche per l’uomo. La degradazione degli ecosistemi, i cambiamenti climatici e gli eventi disastrosi connessi a uno stile di vita improntato su un’economia poco responsabile si ripercuotono sull’uomo e diventano un costo insostenibile per l’umanità. Questo è il punto di connessione che si genera tra l’economia e l’ecologia: scelte sostenibili possono portare un profitto sostenibile. Nell’altro senso invece, le scelte spregiudicate di alcuni gravano sulle spalle di tutti. La Green Economy si inserisce in un periodo storico particolare, in cui questi sentimenti cominciano a essere reali, e prende la forma di una sfida a cui tutti possono partecipare. Green Economy: i pilastri Un approccio verde all’economia vede dei presupposti che sono legati a tematiche ben precise. L’energia gioca un ruolo fondamentale in questo campo, in quanto siamo in un periodo di forte cambiamento: la transizione verso le energie rinnovabili e sostenibili avanza in maniera costante e decisa. La mobilità, allo stesso modo, produce inquinamento e polveri sottili: proprio per questi sono molti i progetti che l’Unione Europea e l’Italia stanno avanzando per rendere gli spostamenti meno dannosi per l’ambiente. Ma anche l’edilizia, sia nei termini energetici di cui abbiamo parlato, ma anche in termini di inquinamento entra a pieno diritto nel tema della green economy. D’altronde la maggior parte del particolato oggi prodotto nelle grandi aree urbane proviene dagli edifici. Allo stesso modo l’industria, sia per la produzione che per i trasporti si dovrà confrontare in misura sempre maggiore con una economia più sostenibile. Ebbene tutti gli aspetti di cui abbiamo parlato sono in grado di generare un profitto da un lato e di garantire un prodotto o un servizio dall’altro. La Green Economy si pone quindi proprio in questo contesto in cui ci sono servizi ricercati, ma ci sono anche diverse modalità per lavorare al meglio. Infatti i pilastri della green economy affondano le proprie radici nei processi lavorativi delle aziende ma anche nelle abitudini di consumo della società. I punti cardine della green economy guardano quindi alle abitudini quotidiane ma anche ai processi più strutturati e si possono sintetizzare in 4 punti. Risparmio energetico. Risparmiare energia significa ridurre il proprio impatto sull’ambiente senza sacrificare i benefici che derivano dall’energia stessa. Molte volte infatti, è sufficiente migliorare l’efficienza del sistema di generazione per diminuire sostanzialmente l’impatto ambientale. Processi aziendali. Molti processi aziendali hanno un impatto diretto sull’ambiente in quanto producono scarti, imballaggi ed emissioni. Basti pensare alle spese di trasporto oppure ai tipi di packaging che vengono utilizzati. Molte aziende hanno deciso di rivedere questi processi proprio al fine di diminuire l’impatto sull’ambiente, ottenendo anche un riscontro sia in termini di reputazione che di risparmio economico. Rifiuti e riciclo. Se si pensa alla mole di scarti che vengono prodotti in azienda si può avere un’idea del possibile impatto che questi possono avere sull’ambiente. Decidere quindi di adottare un imballaggio riciclabile, ridurre lo stoccaggio o rendere sostenibili i materiali dei nostri prodotti può fare la differenza. Ridurre le emissioni. In questo caso le emissioni possono essere generate sia in fase di produzione che in fase di trasporto. Anche l’energia stessa utilizzata dall’azienda però produce emissioni. Le aziende che hanno inserito questi punti nel bilancio sociale ne hanno beneficiato anche in termini di reputazione e apprezzamento da parte dei consumatori. Queste indicazioni sono ovviamente valide anche per tutti noi, non solo per le aziende, per cercare di ridurre l’impatto delle nostre scelte sul pianeta. Crescita e sviluppo: tra qualità e quantità Quando si parla di green economy si deve fare questa distinzione alla base: crescita contro sviluppo. Se per le persone i due termini possono avere un significato equivalente per le imprese non è così. Quando si parla di crescita infatti si fa riferimento a un dato quantitativo. L’azienda che cresce, in pratica, è quella che riesce ad aumentare i propri profitti nel corso del tempo. Il termine sviluppo invece ha un senso più ampio e attribuisce valore anche ai processi qualitativi e non richiede un consumo totale e degradante di tutte le risorse. In altre parole, l’azienda focalizzata alla crescita mira a massimizzare i guadagni aumentando la quantità di risorse utilizzate, mentre l’azienda focalizzata sullo sviluppo ha come obiettivo quello di generare profitto a partire dalla qualità dei processi. Oggi è quindi essenziale iniziare a guardare l’ambiente come un protagonista attivo della nostra economia e non solo come un bacino di risorse da cui prelevare a seconda dei bisogni. Da quì la dicitura di “sviluppo sostenibile”, una crescita economica che preserva le risorse alla base della produzione per essere sopportabile nel tempo. Vuoi leggere di più sul tema dello sviluppo sostenibile? Leggi l’articolo Sviluppo sostenibile: il patrimonio delle generazioni future La ripartenza green Ciò che ci permette di capire l’importanza che oggi riveste la Green Economy sono gli investimenti che vengono stanziati dalla Comunità Europea per progetti di questo tipo. Basti pensare che una cospicua parte del nuovo Recovery Fund è dedicata a programmi green. Il ministro Costa, nell’intervista del Sole
Con Green New Deal (dall’inglese “nuovo corso verde” o “nuovo patto verde”) si intendono i provvedimenti economici, sociali ed energetici che l’Europa sta promuovendo per attivare una vera green economy. In quest’articolo parliamo di tutti gli aspetti interessati da questa nuova politica in fase di attuazione. Dal New Deal americano al Green Deal europeo Il nuovo Green Deal che l’Europa sta promuovendo attivamente prende spunto dal New Deal americano di Roosevelt. Il celebre piano di provvedimenti attuato dal presidente USA nel corso degli anni Trenta prevedeva misure economiche e sociali per far fronte alla grande depressione che aveva investito gli Stati Uniti a partire dal 1929. Oggi le esigenze sono ben diverse, ma la criticità della situazione di partenza è a livelli simili. La necessità di generare un nuovo corso che permetta all’economia di ripartire si fa sempre più impellente per diversi fattori. La crisi sanitaria mondiale, le sue conseguenze economiche e l’esigenza di una svolta di tipo ambientale sono fattori che sembrano guidare le iniziative di Bruxelles. Cos’è il Green Deal Figura centrale di questo “nuovo patto verde” è Ursula von der Leyen, attuale presidente della Commissione Europea. La presidente ha infatti progettato il Green Deal europeo per favorire una transizione equa e giusta verso un’economia più rispettosa dell’ambiente. In sostanza il piano prevede una ingente mole di investimenti volti a favorire il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nell’accordo di Parigi del 2015. Questo accordo prevede di contenere l’aumento della temperatura globale per salvaguardare la specie umana e la biodiversità. In quest’ottica trova grande importanza il fattore energetico, attualmente responsabile del 75% delle emissioni inquinanti. Con il Green Deal l’Europa si prefigge pertanto di essere il primo continente ad emissioni zero entro il 2050. Per far questo è necessario attivare investimenti di lungo periodo, che permettano agli Stati di sostenere le economie in una transizione energetica oramai necessaria. Vuoi sapere di più sul riscaldamento globale? Leggi il nostro articolo Cambiamento climatico: cause, conseguenze e 5 modi per contrastarlo Cosa prevede il Green Deal Per raggiungere gli sfidanti obiettivi del progetto di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 verranno stanziati 7.500 milioni di Euro. A questo fondo, chiamato JTF (Just Transition Fund), accederanno i Paesi europei in misura diversificata sulla base delle esigenze di sviluppo. In altre parole i fondi verranno conferiti in misura maggiore ai Paesi che hanno necessità di una “spinta” maggiore per effettuare la transizione. Secondo la stima di allocazione del Sole 24 Ore il maggiore beneficiario sarà la Polonia, che si aggiudicherà 2.000 milioni di euro. A seguire troviamo la Germania (877) e la Romania (757). Anche l’Italia sarà una delle principali beneficiarie del fondo: al nostro Paese verranno destinati 364 milioni di euro. I fondi del JTF verranno destinati a specifici progetti di riconversione ambientale. Questi progetti mireranno cioè alla conversione dei siti inquinanti in soggetti a impatto zero senza alterarne le capacità di servizio ed economiche. In pratica sarà possibile utilizzare i fondi per consentire a edifici, mobilità e attività industriali di azzerare l’impatto ambientale. La Green Economy Come abbiamo accennato l’ambizioso progetto dell’UE punta a intervenire su settori precisi per operare una transizione nel modo più efficiente possibile. In questo senso gli investimenti promossi avranno una finalità non esclusivamente ambientale. Il Green Deal, infatti, vuole ribaltare la concezione secondo cui la tutela dell’ambiente avviene sempre a scapito degli interessi economici. In questo senso, il raggiungimento degli obiettivi posti dalla Commissione Europea implica un impegno che mette l’economia al primo posto. In questo senso la transizione include quella green economy di cui da tempo si parla: un esempio virtuoso di applicazione della sostenibilità ambientale all’economia. Il profitto economico infatti deve fare sempre più spesso i conti con l’assunzione da parte delle aziende di una responsabilità verso la società e verso l’ambiente. D’altro canto quando le aziende decidono di investire in sostenibilità vedono spesso un ritorno diretto in termini di immagine e reputazione. Green Deal in Italia I settori trainanti dell’accordo verde sono dunque tre: Mobilità Energia Edilizia Su questi cardini avverranno i maggiori investimenti in quanto da questi settori si attende un mutamento sostanziale del paradigma come oggi lo conosciamo. Per quanto riguarda la mobilità molto si sta già facendo incentivando l’acquisto di autovetture ibride ed elettriche, favorendo gli spostamenti con mezzi alternativi e promuovendo la sharing economy. Per quanto riguarda l’energia – un punto cardine della transizione – si punta a investire sulle energie rinnovabili, pulite ed efficienti. Un occhio di riguardo infatti è stato dato anche all’efficienza, che diventa un parametro fondamentale nel tema delle emissioni. L’alta efficienza energetica è sintomo infatti di minori sprechi ed emissioni. Al tema dell’efficienza si collega quello dell’edilizia: le costruzioni private sono infatti ancora scarsamente efficienti e generalmente datate. Sono proprio gli edifici infatti a generare la maggior parte delle emissioni, sia per la scarsa efficienza dei sistemi di riscaldamento utilizzati, sia per le fonti energetiche utilizzate (principalmente combustibili fossili). Infatti l’efficienza da sola non basta: una vera conversione ecologica prevede l’utilizzo di energie rinnovabili, pulite e sostenibili a zero emissioni. Ad oggi vengono ancora utilizzati i combustibili fossili per molti processi industriali, ma anche per il riscaldamento domestico. Queste fonti energetiche sono inquinanti e poco efficienti e verranno man mano sostituite da fonti pulite come il sole, l’aria, l’acqua e la terra. Ti piacerebbe scoprire come funziona una pompa di calore? leggi il nostro articolo Pompa di calore: cos’è e come funziona Gli effetti attesi Il Green Deal, proprio come il New Deal di Roosevelt, non è una misura esclusivamente ambientale. Si posiziona infatti in un contesto più ampio, di ripartenza economica e di miglioramento sociale. Secondo alcune previsioni fatte da Italian Climate Network, la lotta al cambiamento climatico può portare anche lavoro e ricchezza. Con particolare riferimento all’economia italiana la stabilità del lavoro potrebbe aumentare del 2,5-3% concentrato nei settori trainanti, grazie agli sforzi attuati per arrivare a una completa transizione energetica. Allo stesso modo, verrebbero creati nuovi posti di lavoro per un totale di 100 milioni di ore di lavoro aggiuntive che
Si parla di cambiamento per indicare un mutamento sistematico e progressivo del clima terrestre. Le temperature della Terra sono sempre più alte e le cause sono diverse, alcune attribuibili alle attività umane. Cambiamento Climatico: una definizione Facciamo riferimento ai cambiamenti climatici che stanno investendo il nostro pianeta per riferirci al fenomeno conosciuto come riscaldamento globale. Il fenomeno del riscaldamento globale fa riferimento all’innalzamento costante della temperatura terrestre che si sta verificando da molti anni a questa parte. Le mutazioni climatiche che investono il nostro pianeta hanno effetti anche gravi su diversi parametri come le precipitazioni, la nuvolosità, le temperature dei mari e degli oceani e le specie viventi. Il clima influenza il nostro pianeta e viceversa. Se infatti abbiamo studiato fin da piccoli le mutazioni climatiche che hanno riguardato il nostro pianeta nelle diverse ere geologiche, oggi le cose stanno in maniera leggermente diversa. Molti scienziati e climatologi sono infatti convinti che la responsabilità del cambiamento climatico sia da ricercarsi nelle attività umane: scopriamo insieme in che modo l’uomo può influenzare il clima terrestre. Le cause del cambiamento climatico Secondo molte comunità scientifiche le cause del cambiamento climatico che stiamo vivendo in questi anni sono da ricercarsi nelle attività dell’uomo. Quando si parla di surriscaldamento globale, si fa spesso riferimento ai gas serra. Tra i gas serra possiamo menzionare il vapore acqueo, l’anidride carbonica, il metano, gli ossidi azotati e i fluorurati in generale. Questi gas sono responsabili dell’effetto serra, un effetto per il quale le radiazioni del sole rimangono intrappolate nell’atmosfera, riscaldando oltremodo la terra. Il gas serra che partecipa maggiormente alla creazione dello strato gassoso che intrappola le radiazioni solari è il vapore acqueo, prodotto dall’ebollizione dell’acqua. A seguire ci sono la CO2 (anidride carbonica) e il CH4 (il metano) che insieme contribuiscono dal 20 al 25% dell’effetto serra. Ma c’è da fare una distinzione importante: i fenomeni di cambiamento climatico, come abbiamo già accennato, riguardano anche eventi geologici naturali, che sono avvenuti nel corso della storia del nostro pianeta. Con il termine riscaldamento globale invece si fa particolare riferimento all’aumento della temperatura causato dall’uomo dalla rivoluzione industriale ad oggi. Sai cosa sono le polveri sottili? Se vuoi approfondire, leggi il nostro articolo polveri sottili, cosa sono e cosa le produce I combustibili fossili e l’effetto serra Come abbiamo accennato, le attività dell’uomo hanno una responsabilità rilevante per quanto riguarda il cambiamento climatico e in particolare per il riscaldamento globale. Ma quali sono quelle attività che sono più dannose per la nostra atmosfera? Andiamo ad analizzarle una per una: Deforestazione: come ben sappiamo, gli alberi hanno la capacità di assorbire l’anidride carbonica per trasformarla in ossigeno. La deforestazione ha diminuito considerevolmente il numero di alberi che attuano questo processo. Allevamento: durante il processo digestivo ed escretivo i bovini e gli ovini producono ingenti quantità di metano, che vengono disperse nell’atmosfera. Fertilizzanti: alcuni fertilizzanti (a base di azoto) producono emissioni di ossido d’azoto che si liberano nell’aria. I gas fluorurati (F-gas) utilizzati per esempio da alcuni tipi di condizionatori o di processi di raffreddamento provocano un potentissimo effetto serra, di molto superiore a quello della CO2. Qualsiasi tipo di combustione crea emissioni. Le più dannose sono quelle dei combustibili fossili, come carbone, gas e petrolio che liberano nell’atmosfera CO2 e ossido d’azoto. Sebbene il nostro pianeta abbia dei modi naturali per assorbire le emissioni generate dalle attività umane, attualmente i cosiddetti pozzi naturali non sono in grado di smaltire tutte le sostanze liberate nell’ambiente. Si calcola infatti che due terzi delle emissioni prodotte dall’uomo nel 2017 si sia accumulato nell’atmosfera. La NASA ha studiato il cambiamento climatico dal 1880 a oggi, producendo una proiezione che ci permette di capire l’entità di questo fenomeno: Le conseguenze del riscaldamento globale Il cambiamento climatico che stiamo vivendo e in particolare il fenomeno del riscaldamento globale stanno provocando una serie di conseguenze pericolose per il nostro pianeta e per le specie che lo abitano. Tra le conseguenze più negative del cambiamento climatico troviamo: Scioglimento dei ghiacciai e conseguente perdita di habitat di molte specie viventi Innalzamento, riscaldamento e acidificazione degli oceani Fenomeni di desertificazione Aumento di fenomeni climatici estremi, in grado di creare disastri ambientali Questo può farci capire quanto può essere fragile e pericoloso il nostro pianeta. Come agire per salvaguardare il nostro pianeta Sicuramente non è sufficiente un intervento di tipo individuale per avere un impatto decisivo sui fenomeni di cui abbiamo parlato. È necessario che l’economia, la politica e la società progettino piani di contenimento del cambiamento climatico che possano essere collettivi e incisivi. Sotto questo aspetto molte aziende stanno facendo scelte sociali importanti, riducendo le emissioni prodotte, così come molti enti sovranazionali si sono mossi per definire alcune importanti linee guida per il futuro. Noi come individui di una società sempre più informata possiamo fare, nel nostro piccolo, delle scelte che possono aiutare il mondo. Le nostre decisioni possono farci stare meglio e favorire l’apprendimento e la comprensione di coloro che non ancora si accorgono dell’urgenza e dell’attualità di questo tema. Ecco quindi 5 modi con cui possiamo contrastare il cambiamento climatico: Limitare il consumo di carne, prediligendo frutta e verdura di stagione Favorire l’economia circolare, basata sulla riduzione dei consumi. Riutilizzando più volte gli oggetti, riparando quelli rotti piuttosto che ricomprarli e riciclando quelli inutilizzabili possiamo aiutare il pianeta. Occhio al marchio: oggi molte aziende sono impegnate sul fronte ambientale. Prediligere un’azienda che si batte per l’ambiente può essere una scelta consapevole e intelligente per contribuire alla tematica ambientale. Utilizzare mezzi di trasporto meno inquinanti. Nel caso in cui non sia possibile utilizzare bicicletta o monopattino, sarebbe meglio orientarsi verso il car sharing per ridurre le emissioni di gas. Utilizzare fonti energetiche rinnovabili e pulite. Le nostre abitazioni sono responsabili della maggior parte delle emissioni inquinanti, specie per il riscaldamento. Valutare una soluzione efficiente e sostenibile può contribuire a limitare il riscaldamento globale. Hai mai pensato di vivere in una casa senza gas? Leggi il nostro articolo Riscaldare casa senza gas è possibile? per scoprire di più.
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