Chi si avvale del Superbonus 110% può usufruire del rimborso della spesa non solo attraverso la detrazione fiscale. La cessione del credito e lo sconto in fattura rappresentano infatti due modalità alternative per usufruire delle agevolazioni su interventi specifici di riqualificazione energetica e ristrutturazione edilizia. Ma cosa sono e come funzionano? Vediamo insieme le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi di queste due opportunità. Oggi, grazie al Superbonus hai la possibilità di accedere a interventi di riqualificazione energetica per la tua casa recuperando del tutto o in parte la spesa sostenuta. Ma in che modo avviene questo rimborso? Le alternative che la legge propone sono essenzialmente 3: detrazione fiscale in 5 anni – nel caso del Superbonus, la detrazione fiscale è pari al 110%; in altre parole la spesa dell’intervento viene dichiarata e successivamente rimborsata in 5 quote annuali attraverso la detrazione fiscale. sconto in fattura – In alternativa alla detrazione fiscale, il beneficiario del Superbonus può richiedere uno sconto – totale o parziale - direttamente al fornitore che si occuperà della realizzazione dell’intervento. Lo sconto in fattura non potrà essere superiore al costo stesso dei lavori, quindi lo sconto non sarà più del 110% ma del 100%. cessione del credito – Per ottenere un rimborso immediato e non attendere 5 anni, chi si avvale del Superbonus può scegliere di cedere il corrispettivo importo di detrazione fiscale in credito di imposta a terzi, cioè affidando questo credito a banche, assicurazioni, istituti finanziari o altre società che ti rimborsano totalmente la spesa. Scegliendo l’opzione della detrazione fiscale il beneficiario del Superbonus potrà utilizzare direttamente la detrazione al 110%, e recupererà quanto speso nei 5 anni successivi, grazie a imposte meno care. Ad esempio con un budget di spesa di 30.000 € si potrà beneficiare di una detrazione fiscale di 33.000 €, pari cioè al 110% del budget. Sulle altre 2 alternative previste la questione potrebbe apparire più complessa. Vediamo ora nello specifico cosa si intende per sconto in fattura e per cessione del credito. Vuoi sapere di più sull’Ecobonus? Leggi l’articolo Ecobonus al 110%: un’opportunità da cogliere al volo Cessione del credito e sconto in fattura: cosa sono? Vediamo le principali modalità di accesso al Superbonus: Cessione del credito d’imposta Il credito d’imposta è qualunque tipo di credito che si ha nei confronti dello Stato o di un ente pubblico. Nel caso del Superbonus il credito d’imposta equivale al 110% del costo dell’intervento. Questo credito può essere ceduto a banche o fornitori di beni e servizi per recuperare totalmente il costo della ristrutturazione. Continuiamo con un esempio pratico. Consideriamo un’ipotetica spesa di 40.000 € per un intervento di riqualificazione energetica: rientrano tra questi interventi la realizzazione del cappotto termico o la sostituzione dell’impianto di climatizzazione a gas con una pompa di calore ad alta temperatura. La cessione del credito ti permette di cedere la tua detrazione fiscale e recuperare in breve tempo 44.000 €, ovvero il 110% della spesa effettuata. La cessione del credito permette di trasferire il credito d’imposta a un ente terzo come: • fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi; • altri soggetti come persone fisiche, imprese, società o enti; • istituti di credito e intermediari finanziari. Nella cessione del credito ad una banca, ad esempio, si può ottenere una liquidità immediata, senza dover attendere 5 anni e recuperando il 110% della somma spesa, oppure si può richiedere un finanziamento cedendo il credito d’imposta alla banca. Attenzione però: la cessione del credito non è applicabile su ogni bonus previsto dal governo. Infatti il bonus verde per la sistemazione dei giardini, il bonus mobili per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e il bonus rubinetti per la sostituzione di sanitari, rubinetteria e altri accessori per il bagno purtroppo non sono cedibili. Il credito d’imposta è qualunque tipo di credito che si ha nei confronti dello Stato o di un ente pubblico. Nel caso del Superbonus il credito d’imposta equivale al 110% del costo dell’intervento. Questo credito può essere ceduto a banche o fornitori di beni e servizi per recuperare totalmente il costo della ristrutturazione. Continuiamo con un esempio pratico. Consideriamo un’ipotetica spesa di 40.000 € per un intervento di riqualificazione energetica: rientrano tra questi interventi la realizzazione del cappotto termico o la sostituzione dell’impianto di climatizzazione a gas con una pompa di calore ad alta temperatura. La cessione del credito ti permette di cedere la tua detrazione fiscale e recuperare in breve tempo 44.000 €, ovvero il 110% della spesa effettuata. Ti ricordi i vantaggi della pompa di calore? Ne abbiamo parlato nell’articolo Installare la pompa di calore: quando conviene? La cessione del credito permette di trasferire il credito d’imposta a un ente terzo come: • fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi; • altri soggetti come persone fisiche, imprese, società o enti; • istituti di credito e intermediari finanziari. Nella cessione del credito ad una banca, ad esempio, si può ottenere una liquidità immediata, senza dover attendere 5 anni e recuperando il 110% della somma spesa, oppure si può richiedere un finanziamento cedendo il credito d’imposta alla banca. Attenzione però: la cessione del credito non è applicabile su ogni bonus previsto dal governo. Non sono infatti cedibili: il bonus verde per la sistemazione dei giardini, il bonus mobili per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e il bonus rubinetti per la sostituzione di sanitari, rubinetteria e altri accessori per il bagno purtroppo. Sconto in fattura Lo sconto in fattura rappresenta l’ultima opzione per poter accedere al Superbonus: infatti c’è la possibilità di concordare uno sconto direttamente con l’impresa che realizzerà l’intervento. In altre parole se non abbiamo la disponibilità di 40.000 € per i lavori previsti, possiamo chiedere di applicare lo sconto direttamente sul costo del lavoro. In questo caso però lo sconto non deve essere superiore al costo stesso dei lavori, infatti può arrivare fino a un massimo del 100%. Cessione del credito e sconto in fattura: come funziona e come fare? Ora che abbiamo visto di cosa si tratta, come possiamo procedere per
Cosa hanno in comune lo stadio della Juventus a Torino e il Bosco Verticale a Milano? All’apparenza nulla, ma in realtà sono entrambi ottimi esempi italiani di architettura sostenibile, un nuovo modo di concepire l’edilizia per un futuro più green. In questo articolo scopriamo insieme come e perché l’architettura sostenibile è così importante per l’ambiente e quali vantaggi comporta non solo per il pianeta ma anche per la nostra economia e per la nostra salute. Architettura sostenibile: che cos’è? L’architettura sostenibile è un nuovo approccio culturale introdotto nell’ambito dell’architettura, che persegue come obiettivo sia la progettazione che la costruzione di edifici a basso impatto sull’ambiente. In altre parole piuttosto che un ramo dell’architettura tradizionale, l’architettura sostenibile è un nuovo modo di concepire l’edilizia, tendendo a ridurre al minimo l’impatto ambientale degli edifici sia nella scelta dei materiali in fase di progetto che nelle fasi di costruzione. Ma quali sono i fattori che consentono di definire sostenibile un edificio? Efficienza energetica – Gli edifici sostenibili sono dotati di impianti energetici ad alta efficienza che utilizzano fonti rinnovabili e dunque sono autonomi dal punto di vista energetico. Ad oggi un edificio può sfruttare molteplici tecnologie che possono garantire un minimo impatto ambientale senza rinunciare all’efficienza come ad esempio i pannelli solari per la produzione di elettricità o una pompa di calore per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti. Vuoi scoprire di più sull’efficienza energetica? Leggi l’articolo Efficienza Energetica: cos’è e come migliorarla Materiali naturali, riciclati e riciclabili – La scelta dei materiali da costruzione è un passo fondamentale per poter realizzare un edificio sostenibile dato che ogni materiale, con le sue caratteristiche, ha il suo impatto sull’ambiente. Proprio per questo motivo il legno è uno dei materiali preferibili nell’architettura ecosostenibile ma vengono impiegati tanti altri materiali in base alla loro natura e alle loro proprietà. Infatti oltre al legno vengono impiegati il sughero – considerato tra i migliori isolanti termici per l’edilizia – la paglia, che ha proprietà fonoassorbenti, e la canapa, che unita alla calce assicura isolamento termico e acustico e alta resistenza al fuoco. Altri materiali naturali impiegati nella realizzazione di un edificio sostenibile sono il gesso, il bambù, la fibra di juta, la lana di roccia, la fibra di cellulosa, l’argilla espansa e vernici di origine naturale. Impatto della struttura sull’ambiente – La costruzione di un edificio non deve stravolgere o modificare l’ambiente in cui verrà realizzato, dunque ad esempio in fase di progettazione è opportuno considerare con estrema attenzione il sito di edificazione. Utilizzo dell’acqua – Progettare un edificio sostenibile significa anche salvaguardare le risorse idriche e sfruttare strategie efficienti di utilizzo dell’acqua attraverso sistemi di recupero. Infatti grazie ad un impianto di raccolta dell’acqua piovana, un edificio sostenibile può ridurre al minimo il suo fabbisogno energetico, compreso quello di acqua. Gli edifici residenziali che possiedono questi criteri vengono chiamati case passive o passive house. Queste abitazioni sono realizzate con materiali completamente naturali e consentono di limitare al massimo o eliminare del tutto il consumo di energia. Ad esempio queste case sono spesso alimentate da impianti solari e sono costruite in legno, un materiale naturale che offre isolamento termico ed ha proprietà traspiranti. L’architettura sostenibile: le origini L’architettura sostenibile ha origine nella bioedilizia, una tecnologia di costruzione tedesca degli anni Settanta del secolo scorso. Tra i fondatori della bioedilizia possiamo citare l’architetto tedesco Karl Ernts Lotz, considerato il pioniere dell’architettura sostenibile. Lotz sosteneva che la casa è come una “terza pelle”: deve essere in grado di proteggerci e di poter “respirare”, cioè deve avere la possibilità di continui scambi con l’ambiente esterno che la circonda. L’architettura sostenibile considera l’impatto dell’edilizia non solo sull’ambiente ma anche sull’economia. Infatti grazie all’architettura sostenibile possiamo assistere ad un fenomeno di economia edilizia circolare, perché è protagonista non solo nella fase di progettazione di costruzione di edifici, ma anche nella loro fase di dismissione. È il caso dei cosiddetti “cantieri circolari”, dove attraverso il riciclo dei materiali di scarto, si recuperano e si dà nuovo valore alle materie prime ricavate dalla demolizione di vecchi edifici per la realizzazione di nuovi. 5 esempi di architettura sostenibile in Italia Allianz Stadium L’Allianz Stadium (o Juventus Stadium) a Torino è un esempio significativo di “cantiere circolare” e dunque di architettura sostenibile in Italia. Nato dalle ceneri del vecchio stadio “Delle Alpi”, lo stadio di proprietà della società calcistica Juventus F.C. è stato inaugurato nel 2011 dopo 2 anni di lavorazione ed è il primo stadio eco-compatibile del mondo. Infatti è stato realizzato grazie al recupero di 40mila metri cubi di calcestruzzo che sono stati selezionati, frantumati e riutilizzati come base del nuovo ambizioso progetto. Inoltre riducendo al minimo l’impiego di nuove materie prime, questo “cantiere circolare” ha permesso un risparmio economico di oltre 2 milioni di euro. La sostenibilità dell’edificio è testimoniata dalla presenza di sistemi energetici ad alta efficienza come teleriscaldamento e pompe di calore per la produzione di acqua refrigerata. Bosco Verticale Il Bosco Verticale a Milano è uno degli esempi di architettura sostenibile più famosi in Italia, e non solo. Si tratta di un complesso di due palazzi residenziali a torre rispettivamente di 26 e di 18 piani. Venne progettato dall’architetto Stefano Boeri ed è situato vicino alla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi. Premiato nel 2014 come “grattacielo più bello e innovativo al mondo”, il Bosco Verticale prende questo nome perché i due palazzi accolgono sulle loro facciate una grande quantità di vegetazione che corrisponde all’estensione di due ettari di bosco. Si tratta di un sistema vegetale che comprende 711 alberi, 5.000 arbusti e 15.000 piante floreali perenni, distribuite sui balconi dei palazzi in modo irregolare. Le piante vengono irrigate grazie a un sistema centralizzato di pompe di calore e di sensori che filtrano l’acqua di falda, la stessa utilizzata anche per gli impianti di condizionamento. Il Bosco Verticale, grazie alla sua vegetazione, contribuisce alla creazione di uno speciale microclima al centro di una grande città come Milano, in grado principalmente di depurare l’aria assorbendo particelle di CO2 e polveri sottili. (Bosco verticale
Rinfrescare casa diventa un obiettivo indiscusso per non soffrire il caldo durante i mesi estivi. Per avere aria condizionata in casa oggi esistono molteplici soluzioni, dalle più classiche come il condizionatore ad aria alle più tecnologiche come il solar cooling. Tra queste, il sistema di rinfrescamento con la pompa di calore rappresenta un’alternativa ecologica e ad alta efficienza per avere aria condizionata in casa senza problemi di consumi e di inquinamento. Come rinfrescare casa: le soluzioni Quando arriva il caldo, stare in casa non è sempre piacevole, tanto che avere l’aria condizionata in casa diventa quasi una necessità obbligata. Sul mercato sono presenti diversi sistemi di rinfrescamento della casa, ognuno con le sue caratteristiche e il suo funzionamento. Vediamo insieme quali sono le principali soluzioni: Condizionatore ad aria. Se pensiamo ad aria condizionata immediatamente ci viene in mente il condizionatore – o climatizzatore – ad aria, un classico sistema di climatizzazione domestico. Oggi sul mercato è possibile trovare una vasta gamma di modelli ma i migliori in termini di efficienza e prestazioni sono quelli dotati di tecnologia inverter. Questa tecnologia permette al condizionatore di modulare la sua potenza – mantenendo costante il fresco – per evitare che si accenda e si spenga di continuo. Tuttavia il condizionatore d’aria prevede una spesa energetica da non sottovalutare: nel periodo estivo può consumare fino a 1.000/2.000 KwH – equivalenti a un costo in bolletta tra i 220 e i 440 €. Si tratta infatti di una delle spese energetiche più rilevanti nella bolletta domestica. Per stare attenti a quanto consuma un condizionatore, è necessario considerare tre fattori: La grandezza dell’ambiente da raffrescare La differenza di temperatura tra interno ed esterno dell’edificio L’efficienza del condizionatore, valutata con l’indice EER. Più il suo valore è alto e più il condizionatore è efficiente Ventilatore. Il ventilatore può essere una valida alternativa più pratica ed economica rispetto al condizionatore, un metodo veloce e semplice per rinfrescare casa. In questo caso però non si può veramente parlare di sistema di raffrescamento: il ventilatore infatti non rinfresca l’aria ma genera delle correnti d’aria che favoriscono l’evaporazione dell’umidità dalla pelle. E’ questo che in realtà ci rinfresca e ci fa provare quella sensazione di fresco, ma è solo una sensazione temporanea. Ne esistono di diverse tipologie: a soffitto, a torre, con nebulizzatore dell’acqua integrato, a piantana e anche senza pale. Anche se il suo consumo è 10 volte minore rispetto a quello di un climatizzatore, può sicuramente essere una soluzione valida, ma non è un vero sistema di raffrescamento efficiente e permanente. Raffrescamento a pavimento. Questa è una valida alternativa ai condizionatori d’aria perché può garantire un fresco confortevole con un grande risparmio di energia. Ma come funziona? Il raffrescamento a pavimento funziona per un fenomeno definito “irraggiamento”: vengono installate sotto il pavimento delle serpentine, in cui viene fatta scorrere acqua fredda (15-18°): queste serpentine hanno la funzione di assorbire il calore presente nella stanza. In altre parole, l’acqua fredda presente nelle serpentine abbassa la temperatura della stanza fino al livello desiderato perché assorbe l’aria calda presente nell’ambiente. Purtroppo è un sistema con un’inerzia elevata, cioè che ha bisogno di tempo per funzionare e quindi rinfrescare. In altre parole, se vuoi una casa fresca in poco tempo non è la soluzione adatta. Raffrescamento evaporativo. Sfruttando un principio totalmente naturale, il sistema di raffrescamento evaporativo rinfresca gli ambienti aspirando l’aria e facendola passare in un filtro costantemente bagnato. In questo modo la temperatura dell’aria si abbassa e possiamo godere del fresco. Purtroppo però questo sistema non è molto indicato per rinfrescare ambienti chiusi, come ad esempio una casa, perché gli impianti di raffrescamento evaporativo generano molta umidità, facilitando la comparsa di muffe e batteri. Se invece hai bisogno di aria condizionata in un ambiente aperto, con continuo ricircolo di aria, questo potrebbe essere la soluzione ideale, garantendo consumi e costi di installazione bassi. Solar cooling. Se ti dicessimo che lo stesso sole che scalda le giornate estive può allo stesso tempo raffrescare la tua casa? Anche se è una soluzione ancora poco utilizzata in Italia e in ambito domestico per via dei costi più elevati rispetto ai climatizzatori, il solar cooling è una tecnologia che potrebbe rappresentare il futuro dell’aria condizionata. Questo particolare sistema di climatizzazione sfrutta il solare termico per produrre acqua fredda che poi scorre nei terminali. In altre parole, il calore assorbito dai pannelli solari viene sfruttato per dare energia ad una macchina che genera acqua refrigerata utile al rinfrescamento degli ambienti. Pompa di calore. La pompa di calore non è solo uno dei sistemi di riscaldamento alternativi più performanti ed ecologici, ma può essere utilizzata anche per raffrescare gli edifici nelle calde giornate estive. Tuttavia il funzionamento è differente dagli altri sistemi di climatizzazione, perché il condizionatore a pompa di calore non genera aria fresca, ma al contrario trasporta il calore da un ambiente a un altro: in questo modo si può avere un ambiente naturalmente raffrescato senza fastidiosi getti d’aria fredda. Vuoi scoprire come funziona la pompa di calore? Leggi il nostro articolo Pompa di calore: cos’è e come funziona Mediante raffrescamento passivo: è un raffrescamento diretto, che utilizza la sorgente fresca del terreno per abbassare la temperatura dell’ambiente. Questo tipo di raffrescamento è utilizzato principalmente per le pompe di calore di tipo geotermico ed è molto efficiente dal punto di vista energetico. In altre parole, viene consumata poca energia perché durante la fase di raffrescamento, la pompa di calore stessa è disattivata e si attiva solo la pompa di circolazione dell’acqua refrigerata nei sistemi di raffrescamento. Mediante raffrescamento attivo: in questo tipo di raffrescamento viene semplicemente invertito il ciclo di funzionamento della pompa di calore. In altre parole nei mesi estivi si può invertire il processo di spostamento del calore: il calore in eccesso presente dentro casa viene espulso fuori verso l’esterno, rinfrescando così gli ambienti. La pompa di calore rimane dunque in funzione e, rispetto al raffrescamento passivo, genera una maggiore potenza di raffrescamento. Come rinfrescare casa: quale soluzione scegliere? Come abbiamo visto,
La pompa di calore ad alta temperatura Teon è diversa dalle altre pompe per una serie di caratteristiche, tecnologie e prestazioni che possono migliorare anche sensibilmente le prestazioni del vostro sistema di riscaldamento domestico. Nell’articolo riveliamo nel dettaglio tutte le specifiche di della pompa di calore Teon. Pompa di calore, quale scegliere? Da qualche mese ormai sempre più persone stanno scegliendo soluzioni maggiormente ecologiche e prestanti sia per migliorare il comfort abitativo della propria casa, sia per abbattere le emissioni. Ma non finisce quì: scegliendo un metodo di riscaldamento più efficiente, infatti, è possibile anche andare a risparmiare. L’investimento iniziale viene di solito assorbito nel giro di pochi anni, passati i quali si inizia a risparmiare sensibilmente sulla bolletta energetica. Molti però sono disorientati dalla scelta che il mercato offre e non riescono a scegliere la soluzione ideale per la propria abitazione. La pompa di calore sfrutta una tecnologia che si sta facendo conoscere da non molto tempo e per la maggior parte delle famiglie può essere difficile scegliere sulla base delle proprie reali esigenze. Vuoi scoprire come funziona una pompa di calore? Leggi l’articolo Pompa di calore: cos’è e come funziona Una pompa di calore unica La soluzione Teon è diversa da quelle proposte dal mercato perché si tratta di una pompa di calore ad alta temperatura. Ciò significa che, mentre le sue colleghe sono in grado di raggiungere mediamente i 45-50°, Tina può elevare la temperatura fino agli 80° se necessario. Può sembrare poco rilevante, ma in realtà la differenza si sente. Se infatti le normali pompe di calore richiedono spesso l’installazione del riscaldamento a pavimento, la pompa di calore Teon si adatta alla perfezione ai tradizionali termosifoni. Questo è uno dei benefici principali di una pompa di calore ad alta temperatura: per molti infatti non è semplice dover ristrutturare completamente la propria casa per adottare una soluzione energetica prestante. La pompa di calore Teon invece può essere installata senza modificare i propri terminali domestici, siano essi i tradizionali termosifoni in ghisa, fan coil oppure riscaldamento a pavimento. Una bella comodità! Teon rispetta l’ambiente Molte pompe di calore, anche oggi, utilizzano i gas fluorurati (F-Gas) nel loro processo di riscaldamento o raffrescamento della risorsa. Questi gas sono molto dannosi per l’ambiente e il loro impatto, sebbene non sia paragonabile a quello della caldaia tradizionale, è molto simile a quello degli altri gas serra più conosciuti. La pompa di calore Teon fa utilizzo esclusivamente di gas di origine naturale. Sostituendo la caldaia tradizionale con una pompa di calore ad alta temperatura infatti l’ambiente sarà doppiamente grato: sia per aver eliminato i combustibili fossili che generano polveri sottili e gas serra, sia per aver utilizzato esclusivamente gas naturali ed ecologici. Portiamo ad esempio la città di Milano, in cui è ancora largamente utilizzata la tradizionale caldaia a gasolio, per capire meglio quanto la pompa di calore Teon potrebbe aiutare l’ambiente: “Durante la stagione invernale (15 ottobre-15 aprile) queste caldaie riversano nell’aria della città ca. 12,7 tonnellate di PM10, 250 tonnellate di SO2, 150 tonnellate di NOx e più di 188 mila tonnellate di CO2.Sostituire, ad esempio, la metà di questi impianti con una pompa di calore del tipo Teon (una penetrazione dell’1,5% rispetto alle centrali termiche complessive del Comune) implicherebbe il dimezzamento di tutte emissioni sopra indicate. Considerando la sola anidride carbonica, l’intervento avrebbe l’effetto di togliere dalla circolazione 134.000 auto in città (su di un parco registrato di ca. 700.000 automobili): una coda più lunga della distanza Milano-Roma.“ Legambiente – Premio innovazione amica dell’ambiente 2017 Scopri cosa scrive Legambiente sulla pompa di calore Teon sul rapporto del premio Innovazione Amica dell’ambiente Teon da valore alla tua casa Una casa efficiente è una casa di valore. Proprio per questo installare una pompa di calore ad alta temperatura aumenta il valore dell’immobile. Ai benefici di comfort, per l’ambiente e di risparmio, si aggiunge un importante vantaggio finanziario. La classificazione APE influisce direttamente infatti sul valore dell’edificio: una casa con una classe energetica migliore vale semplicemente di più. Installare una pompa di calore ad alta temperatura Teon può consentire un aumento di due o tre classi energetiche, in base al metodo di riscaldamento attualmente utilizzato. In termini di valore immobiliare, il miglioramento dell’efficienza energetica può aumentare fino al 20% il valore della casa. Una soluzione efficiente dal punto di vista energetico quindi permette sia di risparmiare sulla bolletta, sia di aumentare il valore della casa. Proprio per questo negli ultimi mesi la Commissione Europea sta promuovendo una transizione energetica che farà del bene non solo all’ambiente, ma anche alle famiglie. La pompa di calore ad alta temperatura Teon è la soluzione che risponde in maniera efficiente a tutte le ultime direttive europee. Una soluzione pluripremiata Per tutte le motivazioni che ti abbiamo raccontato in questo articolo Teon è stata più volte insignita di diversi premi, che in qualche modo, raccontano la storia della pompa di calore ad alta temperatura più iconica di sempre: Premio nazionale Innovazione Amica dell’ambiente Legambiente 2017. Il premio viene conferito da Legambiente alle innovazioni d’impresa in campo ambientale. Smart Future Mind Award. Nell’appuntamento Smart ha conferito dei riconoscimenti alle realtà che operano per migliorare la qualità e la vivibilità delle città italiane. Symbola, fondazione per le eccellenze italiane. La fondazione, che da anni racconta le realtà italiane che si distinguono per bellezza, sostenibilità e innovazione, ha inserito la pompa di calore Teon nel rapporto “100 italian stories for future building” Questi riconoscimenti raccontano, meglio di molte parole, l’impegno di Teon ha profuso nel tempo per la progettazione e il miglioramento costante di Tina, la pompa di calore ad alta temperatura. Una storia che unisce efficienza, innovazione e sostenibilità ambientale per fornire soluzioni in grado di migliorare il comfort abitativo degli italiani. Una curiosità su Teon Molti clienti ci hanno chiesto cosa significa Tina e perché abbiamo scelto questo nome per la nostra pompa di calore ad alta temperatura. Ebbene è arrivato il momento di rivelare questa curiosità: Tina è l’anagramma di There Is No Alternative. Perché pensiamo
Installare la pompa di calore per molti viene visto come un processo complesso, ma è sempre così? Oggi parliamo dei pro e dei contro dell’installazione di una pompa di calore e di quando conviene. Installare una pompa di calore: le problematiche Installare la classica pompa di calore può essere davvero complesso: in molti vi avranno detto che servono apposite ristrutturazioni sia per prelevare la risorsa naturale (acqua, aria o terreno), sia per diffondere il calore da essa estratto nell’ambiente che vogliamo riscaldare. Spesso è così: le classiche pompe di calore arrivano raramente oltre i 45-50°. Per questa motivazione è molto difficile mantenere i classici terminali per il riscaldamento. In altre parole, se si dispone di una pompa di calore che raggiunge una temperatura massima di 50°, sarà molto difficile riscaldare gli ambienti con il classico termosifone. Questo perché la superficie del terminale è molto piccola rispetto all’ambiente da riscaldare e se la temperatura non è adeguata, i tempi per riscaldare una camera possono diventare biblici. Molti installatori e progettisti, consigliano di valutare l’opzione del riscaldamento a pavimento. Questa soluzione, ampliando la superficie riscaldante, aumenta l’efficienza della pompa di calore, anche quando questa raggiunge temperature limitate. La sostituzione dei terminali con un impianto a pavimento rende l’operazione di installare una pompa di calore molto più complessa e dispendiosa. In questo caso c’è bisogno di una vera e propria ristrutturazione di casa: i tecnici dovranno sollevare l’intero pavimento di casa, installare le tubature per l’impianto di riscaldamento a pavimento e solo successivamente ripristinare la pavimentazione domestica. A questo lavoro si aggiunge l’installazione della pompa di calore vera e propria: un’opera davvero onerosa. Installare Tina: una pompa di calore innovativa Installare una pompa di calore del modello Tina è tutta un’altra cosa e ti spieghiamo il perché. Tina infatti, dove necessario, raggiunge una temperatura di 80°, massimizzando l’efficienza dei terminali domestici. Questo significa che la pompa di calore ad alta efficienza di Teon raggiunge una temperatura del 60% superiore rispetto alla classica pompa di calore: questo ne permette l’utilizzo con i classici termosifoni. In questo caso infatti, raggiungendo una temperatura di molto superiore, Tina è in grado di riscaldare l’ambiente il 60% più velocemente di quanto non riuscirebbe una classica pompa di calore. Grazie a questa innovazione, è possibile installare la pompa di calore senza particolari operazioni di ristrutturazione domestica. Installare la pompa di calore: come funziona Installare la pompa di calore è un processo che varia in base alla risorsa selezionata. L’installazione di una pompa di calore aria-aria è differente rispetto a quella che riguarda una pompa di calore acqua-acqua, perché la risorsa sfruttata è diversa e anche le modalità di estrazione differiscono. Generalmente l’installazione di una pompa di calore aria-aria è molto più semplice, in quanto prevede l’installazione di un aspiratore esterno che conduce l’aria internamente. Le prestazioni di questa soluzione, però, variano molto in base alla zona geografica in cui viene installata e, in generale, risentono delle condizioni climatiche esterne. Le pompe di calore geotermiche (terreno) o idrotermiche (acqua di falda), di contro, hanno un processo di installazione più elaborato. Nell’ultimo caso infatti bisogna verificare le condizioni del terreno o la presenza dell’acqua di falda per predisporre l’impianto di estrazione della risorsa. Queste soluzioni, rispetto alla prima, garantiscono un’efficienza e una stabilità decisamente superiori e non risentono delle condizioni climatiche esterne in quanto le risorse provenienti dalla terra rimangono a una temperatura stabile. Vuoi sapere di più sul funzionamento di una pompa di calore? Leggi il nostro articolo Pompa di calore: cosa è e come funziona Installare la pompa di calore: quando conviene Molti si chiedono se ci siano condizioni particolari in cui è più vantaggioso installare una pompa di calore. Noi siamo convinti che la scelta di un sistema di riscaldamento e raffrescamento sostenibile è sempre auspicabile. Tuttavia occorre fare delle distinzioni. Mentre per una abitazione singola, dotata di uno spazio esterno, la scelta di una pompa di calore può essere più semplice, per un condominio l’iter per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento domestico può essere più articolato. Installare una pompa di calore in villa infatti, implica che il proprietario abbia un terreno a disposizione, da cui può trarre le risorse necessarie per riscaldarsi in maniera autonoma, sostenibile e conveniente grazie alla pompa di calore. L’impianto infatti non è particolarmente ingombrante e le operazioni di installazione sono semplici e pulite. Inoltre il proprietario può scegliere di integrare anche dei pannelli fotovoltaici in modo da produrre autonomamente l’energia elettrica utile al funzionamento della pompa di calore. Per un condominio è leggermente diverso: in questo caso infatti, la soluzione va condivisa con gli altri condomini e ci vuole il benestare dell’amministratore di condominio. Spesso è difficile mettere tutti d’accordo nel condominio e quindi l’approvazione risulta a volte difficoltosa. In questo caso è importante far leva sui vantaggi di un sistema di riscaldamento autonomo, efficiente, conveniente e sostenibile. Installare la pompa di calore in condominio infatti significa per i condomini: Smettere di pagare la bolletta del gas Avere un sistema di riscaldamento autonomo e autogestito Avere un condominio sostenibile, che non produce emissioni, polveri sottili e sostanze climalteranti Avere la massima efficienza energetica Inoltre oggi c’è l’ecobonus al 110%, che è particolarmente vantaggioso per il condominio, per i condomini e per gli amministratori, dal momento che prevede soglie particolarmente favorevoli sulla base delle unità abitative presenti. Vuoi scoprire di più sul nuovo super ecobonus? leggi il nostro articolo Ecobonus al 110%: un’opportunità da cogliere al volo
Il nuovo ecobonus 110%, o superbonus, è una misura che prevede la detrazione per interventi di efficientamento energetico, di riduzione del rischio sismico, o per l’installazione di impianti fotovoltaici o infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. Il decreto prevede di usufruire della detrazione attraverso diversi metodi, tra cui lo sconto in fattura o la cessione del credito. Nel primo caso è l’azienda che compie i lavori a detrarre l’importo dovuto direttamente all’atto dell’acquisto. Nel caso della cessione del credito invece il titolare dell’ecobonus può cedere la parte detraibile (il 110% dell’ammontare, sulla base del tetto massimo) all’impresa fornitrice o ad altri soggetti, come istituti di credito e altri intermediari finanziari. La differenza sostanziale tra le due modalità è che possono beneficiare della cessione del credito tutti coloro che partecipano alla spesa per l’intervento: è molto utile dunque nel caso in cui sia un condominio a usufruire del superbonus. Nella sostanza tuttavia gli effetti sortiti sono equivalenti. Superbonus: quali interventi Gli interventi che sono ammessi all’ecobonus al 110% riguardano, come abbiamo già accennato, sia lavori di ristrutturazione edilizia sia di sostituzione degli impianti di riscaldamento. Vediamo più da vicino tutti gli interventi ammessi al superbonus: Cappotto termico: comprende l’isolamento termico delle superfici dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente. Ciò significa che l’intervento sull’involucro dell’edificio deve riguardare almeno un quarto delle superfici esposte. Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale: consiste nella sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento, come la caldaia tradizionale, con un impianto di nuova generazione per il riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda. Il vecchio impianto va sostituito con una delle seguenti soluzioni: Caldaia a condensazione con efficienza almeno di classe A Microcogenerazione, che consiste nella produzione di energia elettrica e calore da un unico impianto. Pompa di calore oppure impianti ibridi o geotermici Sono ammessi all’ecobonus al 110%anche gli interventi antisismici e di riduzione del rischio sismico relativi al cosiddetto sismabonus. I limiti di spesa per gli interventi trainanti Vediamo quindi attraverso la tabella, tutti i limiti di spesa relativi agli interventi trainanti, ovvero quegli interventi considerati più importanti dalla normativa sull’ecobonus: Tipologia intervento Tipologia edificio Importo massimo di spesa Isolamento termico sugli involucri Edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari Euro 50.000,00 Condomini Euro 40.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari1 che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità Condomini Euro 30.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari2 che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità Sostituzione impianto di climatizzazione con nuovo impianto3 Edifici unifamiliari o unità immobiliari funzionalmente indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari Euro 30.000,00 Condomini Euro 20.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità Condomini Euro 15.000,00 moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità Interventi antisismici e di riduzione del rischio sismico4 Realizzati su singole unità immobiliari Euro 96.000,00 Acquisto case antisismiche Euro 96.000,00 Condominio Euro 96.000,00 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio 1 La detrazione spetta anche ai possessori (o detentori) di sole pertinenze (es. box, cantine) che abbiano sostenuto le spese 2 Nel caso di condomini con oltre 8 unità, per calcolare la spesa massima ammissibile, le prime 8 unità hanno sempre il limite a 40.000 per isolamento termico (o 20.000 per impianto) e le successive a 30.000 (o 15.000). 3 Qualora l’edificio sia privo di impianto di riscaldamento, in caso di realizzazione di un nuovo impianto, questo non ha diritto al Superbonus. 4 Se il credito è ceduto ad un’impresa di assicurazione e contestualmente viene stipulata una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spettante per i premi assicurativi è elevata dal 19% al 90%. Interventi trainati Gli interventi trainati sono quei lavori considerati meno importanti e permettono l’accesso all’ecobonus al 110% solamente in combinazione con uno o più interventi trainanti. Tra questi sono compresi: realizzazione del monitoraggio antisismico. installazione di impianti fotovoltaici, fino a un ammontare complessivo di 48.000€ per singola unità immobiliare e comunque con limiti di spesa pari a 2.400€ per ogni kW di potenza nominale installata. installazione di sistemi di accumulo. Il tetto massimo è condiviso con l’installazione dell’impianto fotovoltaico in combinazione: il limite di spesa di 48.000€ è valido quindi per la somma dell’impianto e del sistema d’accumulo e comunque quest’ultimo prevede un ulteriore tetto di 1.000€ per ogni kWh di capacità di accumulo. installazione di colonnine di ricarica per mezzi elettrici, con limiti di spesa pari a 3.000€ e limiti di potenza pari a 7 kW. Ricordiamo comunque che l’accesso al superbonus è consentito previa esibizione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Questo attestato, rilasciato da figure qualificate, deve dimostrare l’aumento di 2 classi energetiche a seguito degli interventi scelti. Sai cos’è l’Attestato di Prestazione Energetica necessario per accedere all’ecobonus? leggi il nostro articolo sull’efficienza energetica I soggetti che possono accedere al Superbonus L’ecobonus al 110% si può applicare agli interventi effettuati dai seguenti soggetti: Condomìni, limitatamente alle parti comuni come suolo, tetti e lastrici solari. Sono incluse tutte le opere che servono al godimento comune come impianti per l’acqua calda, gas o riscaldamento domestico. Persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa, arti e professioni. Ciò significa che il superbonus è riservato alle unità abitative e residenziali e non vengono ammessi edifici adibiti all’utilizzo professionale. Case popolari Cooperative edilizie di abitazione indivise, ovvero quelle cooperative nella forma di impresa in cui i soci partecipano per la costruzione di edifici a scopo abitativo. In particolare le cooperative indivise sono quelle in cui la proprietà degli immobili rimane all’associazione e non viene divisa tra i soci. Organizzazioni senza fini di lucro Associazioni e società sportive dilettantistiche Comunità energetiche rinnovabili, ovvero quelle realtà residenziali che soddisfano il proprio fabbisogno energetico con energie rinnovabili attraverso un impianto di produzione comune. Sai come funziona una pompa di calore? leggi il nostro
La pompa di calore è l’impianto che utilizza una tecnologia che permette di sfruttare l’energia naturalmente prodotta da elementi come l’aria, l’acqua e la terra per il riscaldamento degli edifici, azzerando l’inquinamento e riducendo i costi. Negli ultimi mesi si è molto sentito parlare di pompe di calore, spesso in relazione alle tematiche ambientali legate alla sostenibilità dei sistemi di riscaldamento, oltre che della mobilità. In molti però ancora ancora ci chiedono il funzionamento delle pompe di calore, che rimane spesso poco comprensibile, specie per i non addetti ai lavori. Con questo articolo proveremo a fare luce, nella maniera più semplice possibile, sul funzionamento della pompa di calore e sul perché sempre più persone scelgono questa soluzione. Pompa di calore: come funziona La pompa di calore è un impianto di riscaldamento che funziona tramite l’utilizzo di elementi naturali, come l’aria, l’acqua o la terra: l’elemento viene scelto prevalentemente sulla base della zona climatica, della disponibilità della risorsa, delle caratteristiche dell’edificio e delle modalità di impiego. Ciò significa che la pompa di calore può sostituire completamente la caldaia, sia per la produzione di acqua calda che per il riscaldamento degli ambienti. Contrariamente alla caldaia infatti, che brucia combustibili per produrre calore, la pompa di calore utilizza gli elementi presenti in natura senza consumarli, senza bruciare nulla, in maniera completamente sostenibile. Per comprendere il funzionamento della pompa di calore può essere d’aiuto utilizzare un esempio: il frigorifero. Questo elettrodomestico, per mantenere freschi i nostri cibi e bevande, ne preleva il calore, disperdendolo nell’ambiente attraverso la serpentina posta sul retro. In altre parole il frigo non fa altro che assorbire il calore dagli alimenti, per trasferirlo nella nostra cucina, o comunque fuori dall’ambiente dell’elettrodomestico stesso. Ebbene la pompa di calore ha un funzionamento simile a quello del frigorifero, ma al contrario: questo impianto è in grado di prelevare l’energia dall’elemento naturale che si è scelto (aria, acqua o terra) per trasferirlo all’interno degli ambienti da riscaldare. L’energia, che è naturalmente contenuta negli elementi naturali, non viene quindi prodotta attraverso combustione, ovvero bruciando un combustibile, ma viene semplicemente ceduta dall’ambiente alla nostra casa. Proprio come un frigo non ha bisogno di bruciare o consumare alcun tipo di combustibile per svolgere la sua funziona di raffreddamento, allo stesso modo la pompa di calore utilizza gli elementi naturali per trasferire una parte dell’energia che questi possiedono naturalmente per riscaldare l’edificio. Ti piacerebbe eliminare i combustibili dalla tua casa? leggi l’articolo riscaldare casa senza gas è possibile? Come scegliere la pompa di calore Vediamo quindi le singole fonti di energia, fornendo qualche indicazione su come scegliere al meglio, per avere il massimo risultato con il minimo spreco. Pompa di calore aria-aria: questa soluzione utilizza il calore naturalmente presente nell’aria per trasferirlo all’interno della casa. Ciò significa che solitamente questi impianti vengono utilizzati esclusivamente per il riscaldamento degli ambienti, dal momento che per convertire il calore in acqua calda serve un apposito strumento aggiuntivo. Inoltre questo impianto non si presta nelle zone più rigide, in quanto l’aria può essere anche molto fredda e i consumi potrebbero aumentare anche vistosamente. Pompa di calore aria-acqua: in questo caso il calore prelevato dall’aria viene trasferito all’acqua, garantendo la possibilità di poter usufruire anche dell’acqua calda. Le soluzioni che prevedono di prelevare energia dall’aria sono le più semplici da installare, ma le meno prestanti in termini di stabilità, energia prodotta e risparmio. Pompa di calore terra-acqua o geotermica: in questo caso l’impianto scambia calore direttamente con il terreno, garantendo una stabilità di temperatura superiore. Le temperature esterne non influenzano in maniera importante il calore che naturalmente la terra racchiude. Pompa di calore acqua-acqua: questa soluzione utilizza l’acqua di falda, oppure sorgenti d’acqua sotterranee, prelevando da queste il calore per trasferirlo all’interno dell’edificio. Sebbene l’installazione richieda qualche attenzione in più, insieme alla pompa di calore geotermica, la pompa di calore acqua acqua è sicuramente la soluzione più stabile e prestante. Perché la pompa di calore conviene Perché sempre più persone si stanno orientando verso questa soluzione? La risposta è semplice, vi sono diversi motivi che rendono la pompa di calore vantaggiosa rispetto alla tradizionale caldaia. Ecco i principali motivi per cui la pompa di calore viene scelta come soluzione per il riscaldamento domestico: Convenienza: chi possiede una caldaia tradizionale sa bene i costi da sostenere per il combustibile e per la manutenzione. La pompa di calore invece, sfruttando energia naturalmente fornita dalla natura, riduce drasticamente il costo legato all’approvvigionamento dei combustibili, a fronte di un leggero aumento di elettricità utilizzata. L’elettricità ha un costo molto minore rispetto al gas: di conseguenza, a fronte di un aumento di elettricità consumata, si elimina totalmente il costo del gas. In termini economici, ciò significa ridurre i costi totali dal 40% al 65% rispetto all’esborso attuale. Indipendenza: si produce energia autonomamente, senza più ricevere aumenti inaspettati, spesso dovuti a oneri di gestione, tasse e spese di trasporto. Sicurezza: senza combustione si riduce il rischio di fatalità legate ai combustibili, come perdite di gas e incendi. Valore dell’immobile: utilizzando sistemi di riscaldamento rispettosi dell’ambiente si aumentano le classi energetiche APE del nostro edificio. Il miglioramento dell’impatto che la nostra casa ha sull’ambiente influisce direttamente sul valore di questa. Sostenibilità: in molti ormai sanno che la combustione che avviene all’interno della caldaia è responsabile della maggior parte dell’inquinamento nelle nostre città. Bruciare gas (come qualsiasi altra cosa) produce polveri sottili che si disperdono nell’aria che respiriamo: quando questo avviene in prossimità del luogo in cui viviamo, la nostra salute ne risente ancora di più. La pompa di calore non utilizza la combustione per riscaldare casa: è quindi un sistema di riscaldamento 100% sostenibile e rispettoso dell’ambiente e della nostra salute. Vuoi sapere di più sull’inquinamento indoor? Leggi il nostro articolo sull’inquinamento domestico
Sono tantissimi gli utilizzi che il gas trova nelle nostre case, dalla cucina al riscaldamento all’acqua calda sanitaria. Siamo così abituati a utilizzarlo che ormai non ci facciamo più caso, anche quando le bollette lievitano! Ma è davvero possibile avere una casa senza gas? Scopriamolo insieme. Gas metano, tutti gli utilizzi Come sappiamo il gas metano nelle nostre case è destinato a tre utilizzi: Cucinare Riscaldare gli ambienti Riscaldare l’acqua Può sembrare un fattore irrilevante, ma questi utilizzi in realtà si scompongono in una serie di azioni che facciamo in casa e che sono legate al consumo di questo combustibile. Infatti immaginiamo di utilizzare il gas solo quando cuciniamo, perché vediamo la fiamma diretta che scalda il nostro cibo e spesso diamo per scontato il fatto che l’acqua calda che utilizziamo per farci la doccia, per lavare stoviglie e panni e persino per lavarci le mani viene portata a una temperatura gradevole proprio grazie al gas metano. Allo stesso modo, quando accendiamo i termosifoni, l’acqua che si trova all’interno di questi per riscaldare l’ambiente utilizza lo stesso gas metano per raggiungere la temperatura che desideriamo. Ogni volta che viene prodotto calore in casa, del gas viene bruciato per permettere all’acqua di raggiungere la temperatura ricercata. Forse adesso penserai: “ecco perché ogni anno la bolletta è più pesante!” Certo sicuramente non ti abbiamo detto nulla di nuovo sull’utilizzo del gas in casa, però non tutti hanno la piena cognizione dei singoli gesti che portano poi ai consumi mensili e annuali che siamo abituati a vedere in bolletta.In fondo il gas che utilizziamo per cucinare è una minima parte del totale consumato ogni anno (proprio perché è l’unico che viene utilizzato come fonte diretta di calore): gli altri usi, come riscaldamento e acqua calda, rappresentano la maggior parte del consumo domestico di gas. Ma è possibile avere una casa senza gas?Prima di darti una risposta, vediamo perché sempre più persone si pongono questa domanda. Casa senza gas: i 5 motivi per sceglierla Ecco quindi 5 ottimi motivi per cui è molto meglio vivere in una casa senza gas. Autonomia per te: Una casa senza gas significa poter produrre autonomamente l’energia, in questo caso il calore, per la propria abitazione. Non ci saranno più bollette, reclami, disguidi con le compagnie: potrai produrre semplicemente l’energia che ti serve per te o per la tua famiglia. Valore per la casa: Una casa che produce autonomamente l’energia di cui ha bisogno gode di un certo prestigio rispetto a un edificio che invece “dipende” da terzi per il proprio fabbisogno energetico. Solitamente questo si traduce in un reale aumento di valore della casa in questione. Sicurezza: Una casa senza gas significa sicurezza. Le notizie di cronaca ci insegnano come molti incidenti domestici siano legati alle fughe di gas. Risparmio: La maggior parte delle persone che hanno optato per una soluzione senza gas per il riscaldamento domestico e l’acqua calda hanno notato un risparmio fin da subito: l’oscillazione dei prezzi dei combustibili può essere difficile da controllare in termini di costi in bolletta. Semplicità: Molte soluzioni domestiche volte a eliminare il gas metano dall’utilizzo domestico si prestano a un utilizzo volto anche al raffrescamento: in questo modo avresti la semplicità di un unico dispositivo per riscaldare e raffrescare l’ambiente e per avere acqua calda. Insomma una soluzione per 365 giorni l’anno! Sai come migliorare l’efficienza della tua casa? approfondisci l’argomento con l’articolo sull’ efficienza energetica Allora forse penserai “ok, una volta che ho eliminato il gas per riscaldamento e acqua calda rimane la cucina, quindi non avrò mai veramente una casa senza gas!” Ma no! Per fortuna esistono le cucine a induzione: fornelli alimentati elettricamente che permettono un vantaggio sia economico che pratico (sono molto semplici da pulire) proprio come per gli altri utilizzi. Soluzioni per una casa senza gas Abbiamo quindi sfatato questo mito del gas come combustibile essenziale per la vita domestica, ma ora passiamo a valutare le diverse soluzioni, alcune delle quali che ti possono permettere di eliminare totalmente il gas dalla tua casa, utilizzando un riscaldamento a costo zero. Le soluzioni sono essenzialmente due: Caldaia a biomasse Pompa di calore acqua-acqua o aria-acqua Caldaia a biomasse La caldaia a biomasse funziona bruciando pellet o legna, riscaldando l’ambiente senza gas. Tuttavia questa soluzione è poco indicata per diverse motivazioni: Serve disponibilità di stoccaggio del combustibile. Ovvero avrai bisogno di tanto spazio per conservare sacchi di pellet o quintali di legna, onde evitare di doversi rifornire settimanalmente nel periodo invernale. Inoltre, quando le scorte si esauriscono, dovrai far recapitare a casa enormi quantità di pellet o legna oppure pensare direttamente al rifornimento. Le caldaie a legna o pellet richiedono un certo livello di manutenzione: ovvero vanno pulite quasi quotidianamente, creando cenere e fuliggine che spesso e volentieri sporca l’ambiente. La sicurezza può venir meno. Questi tipi di caldaie hanno bisogno di prese d’aria apposite (che vanno spesso pulite da appositi specialisti) e utilizzano comunque una combustione. Bruciando del materiale, sono molto inquinanti e producono CO2 e polveri sottili nei pressi dell’abitazione. Non garantiscono un’indipendenza totale. In pratica si cambia solamente fornitore: dalle compagnie di gas a quelle di legna o pellet. Insomma, se non si ha un bosco di proprietà vicino casa, i costi si riducono ma la dipendenza da terzi rimane. Pompa di calore, la soluzione per una casa senza gas La pompa di calore sembra quindi la soluzione più adatta per chi desidera liberare la propria abitazione dal gas. Le pompe di calore acqua-acqua, in particolare, utilizzano energia elettrica solo per il 20%, mentre il restante viene fornito in maniera naturale dall’acqua di falda (presente sottoterra), da fiumi o da laghi. Insomma, grazie a questa soluzione, si può veramente eliminare del tutto il gas da casa, risparmiando un bel po’ di denaro e mettendo la propria casa in sicurezza. Inoltre, se hai disponibilità di installare il fotovoltaico, la tua casa sarà in grado di essere completamente autosufficiente per qualsiasi utilizzo a costo zero. Una vera e propria casa del futuro! Fino a poco
Il livello di efficienza energetica misura il consumo di un edificio in relazione al suo fabbisogno energetico. Quanto più è efficiente un immobile tanto più avrà consumi ridotti e costi minori, a parità di energia prodotta. Vuoi scoprire tutti i dettagli dell’efficienza energetica e come migliorarla? Continua a leggere l’articolo. Efficienza energetica: definizione In ingegneria l’efficienza di un sistema fisico è la sua capacità di ottenere lo stesso risultato consumando una quantità minore di energia rispetto a un sistema meno efficiente, aumentando quindi il rendimento e diminuendo i costi. Ciò significa che possiamo ridurre i costi energetici legati alla nostra casa ottenendo lo stesso risultato, in altre parole, rendendola più efficiente. A volte si confonde l’efficienza con il risparmio energetico: sono due concetti che sembrano esprimere lo stesso concetto ma, in realtà, non è proprio così. Se abbiamo una casa più efficiente senza dubbio potremo constatare un risparmio energetico, che è conseguenza dell’efficienza della casa. Al contrario, se decidiamo di risparmiare e quindi abbassiamo la temperatura del termostato possiamo dire di aver ottenuto un risparmio energetico, ma non di certo di avere aumentato l’efficienza della nostra casa: infatti ne abbiamo semplicemente abbassato il fabbisogno. Le classi energetiche La distinzione appena descritta è fondamentale per comprendere al meglio il discorso sull’efficienza energetica, che ultimamente sembra essere sulla bocca di tutti. Sono state infatti indicate delle classi per definire l’efficienza energetica di un edificio: queste classi devono essere opportunamente verificate da un certificatore energetico abilitato. Il discorso è ultimamente molto sentito, collocandosi in un più ampio dibattito sullo sviluppo sostenibile. La classificazione energetica APE (Attestato di Prestazione Energetica) è il criterio che certifica l’efficienza energetica dell’immobile e va da A4 fino G. Se vuoi calcolare l’efficienza energetica del tuo immobile puoi farlo in maniera approssimativa, ma ricordati che il risultato deve essere validato da un professionista abilitato per avere valore. Ecco una tabella che può aiutare a capire meglio a che classe energetica appartiene un immobile: Classe Energetica Consumo Annuo A+ <15KW A <30KW B 31-50KW C 51-70KW D 71-90KW E 91-120KW F 121-160KW G >160KW Perché migliorare l’efficienza Il miglioramento dell’efficienza energetica della casa in cui viviamo o della nostra azienda ha diversi benefici, eccone alcuni: Rispetto per l’ambiente: se la nostra casa consuma di meno il nostro impatto sull’ambiente sarà limitato. Valore dell’immobile: la valutazione economica di un edificio tiene in considerazione anche l’efficienza energetica dello stesso. Una casa di classe A può costare dal 20% al 30% in più rispetto a una di classe C. Risparmio economico: un edificio più efficiente riduce i costi energetici. Investire nell’efficientamento energetico può quindi assicurare grandi vantaggi sia nel breve che nel lungo periodo. Nel breve periodo andremo a risparmiare, con una maggiore stabilità della temperatura e un migliore comfort abitativo. Nel lungo periodo possiamo essere tranquilli sul fatto che il nostro immobile aumenterà il suo valore di mercato. Oltre a questi punti possiamo anche dire che una scelta energetica più efficiente può avere un impatto anche sulla salute, dato che le fonti energetiche meno efficienti sono solitamente quelle più inquinanti. Gli aspetti da tenere sotto controllo Se si vuole migliorare la classe energetica della nostra casa ci sono diversi aspetti da tenere sotto controllo: Il fabbisogno energetico domestico. Questo fattore di solito va di pari passo con la grandezza della casa. La coibentazione dell’edificio: ovvero quanto la nostra casa è in grado di mantenere il calore. Questo parametro riguarda la qualità degli infissi, i materiali con cui è stato costruito l’edificio stesso e, eventualmente, una coibentazione aggiuntiva tipo cappotto termico. L’utilizzo elettrico: cioè come viene utilizzata l’energia. Bisogna infatti preferire elettrodomestici a basso consumo, lampadine a LED e dispositivi di ultima generazione. La fonte e il metodo di produzione dell’energia. Oramai si parla sempre di più di energie rinnovabili e sostenibili: installando pannelli fotovoltaici per l’elettricità o la pompa di calore per il riscaldamento si aumenta considerevolmente l’efficienza domestica. A riguardo dobbiamo dire che la scelta di fonti rinnovabili per l’energia domestica è il punto che garantisce la maggiore efficienza: questo semplicemente perché il fotovoltaico o la pompa di calore producono l’energia di cui si ha bisogno, riducendo ai minimi termini il consumo. Agevolazioni In ultimo, non certo per importanza, ci sono le agevolazioni fiscali a cui si può accedere migliorando la classe energetica del proprio immobile. Questo tipo di interventi, previsti dal Ministero per lo Sviluppo Economico, mira infatti a ottimizzare l’impatto ambientale delle abitazioni. Il Conto Termico 2.0 ad esempio è un incentivo pagato direttamente sul conto corrente in due o cinque anni, per interventi di sostituzione caldaia con dispositivi che utilizzano fonti rinnovabili per incrementare l’efficienza energetica. L’ecobonus è invece recentemente arrivato al suo massimo: nel 2020 è stato approvato infatti l’ecobonus al 110%, che permette una copertura tramite incentivi fino al 110% del costo sostenuto nel caso in cui si effettuino interventi di riqualificazione energetica che permettano un aumento di almeno 2 classi APE.
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